La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure per sostenere gli agricoltori alle prese con il forte aumento dei costi dei fertilizzanti e rafforzare la sicurezza alimentare dell’Unione europea. L’intervento, che dà seguito al Piano d’azione sui fertilizzanti annunciato di recente da Bruxelles, arriva in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e interruzioni nelle catene di approvvigionamento, che negli ultimi mesi hanno spinto al rialzo i prezzi dei fertilizzanti in tutta Europa.

I fertilizzanti rappresentano una componente essenziale della produzione agricola e una quota significativa dei costi sostenuti dagli agricoltori. L’aumento dei prezzi rischia di spingere molte aziende a ridurne l’utilizzo, con possibili effetti sulla qualità e sulla quantità dei raccolti. Se gli agricoltori non saranno in grado di permettersi i fertilizzanti necessari, avverte Bruxelles, le conseguenze potrebbero ricadere non solo sui redditi agricoli, ma anche sull’offerta alimentare e, in ultima istanza, sui prezzi pagati dai consumatori.

La chiusura dello Stretto di Hormuz operata dall’Iran a seguito degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele lo scorso 28 febbraio ha portato a un sostanziale blocco delle esportazioni non solo di petrolio e gas naturale liquefatto, ma anche di fertilizzanti. Prima della guerra dallo Stretto di Hormuz passava circa il 30% del commercio mondiale di fertilizzanti, oltre al gas necessario per produrre ammoniaca e urea. Secondo le stime di mercato, i prezzi dell’urea sono aumentati di circa il 50% nelle settimane successive al blocco, mentre in Europa i fertilizzanti azotati hanno registrato rincari intorno al 20% in un mese.

Nel 2025 l’UE ha importato fertilizzanti per circa 8,9 miliardi di dollari, confermandosi tra i maggiori acquirenti mondiali. Russia, Egitto e Marocco hanno fornito insieme oltre la metà delle importazioni europee, mentre tra gli Stati membri i maggiori importatori risultano Polonia, Germania, Spagna, Romania e Italia. La produzione europea resta diffusa in oltre 120 siti industriali, ma il settore rimane esposto ai costi del gas per i fertilizzanti azotati e alla dipendenza esterna per fosfati e potassio.

L’impegno della Commissione a sostegno degli agricoltori

“Oggi manteniamo il nostro impegno a sostenere gli agricoltori che affrontano l’impennata dei costi dei fertilizzanti”, ha dichiarato il commissario europeo all’Agricoltura e all’Alimentazione, Christophe Hansen, confermando che la Commissione ha proposto “un pacchetto di sostegno finanziario dell’UE da 540 milioni di euro”. Secondo Hansen, gli Stati membri potranno integrare queste risorse con fondi nazionali, mobilitando fino a 1,5 miliardi di euro complessivi “di aiuti per gli agricoltori sul campo”. Il sostegno, ha aggiunto, dovrà raggiungere “coloro che devono acquistare fertilizzanti per la prossima stagione di semina e garantire i futuri raccolti”.

Le misure proposte dalla Commissione si articolano su due livelli. Il primo riguarda un intervento finanziario di breve periodo per aiutare gli agricoltori che devono acquistare fertilizzanti in vista delle prossime coltivazioni. Nelle prossime settimane Bruxelles punta a mobilitare complessivamente 540 milioni di euro. All’inizio della settimana, la Commissione aveva già proposto di rafforzare la riserva agricola con ulteriori 300 milioni di euro dal bilancio UE 2026, oltre ai fondi residui disponibili. Gli Stati membri potranno poi aggiungere risorse nazionali fino al 200%, portando il potenziale sostegno complessivo a 1,5 miliardi di euro.

Il secondo intervento riguarda modifiche mirate alla Politica agricola comune, pensate per consentire ai governi nazionali di fornire agli agricoltori un sostegno più rapido e flessibile per l’accesso ai fertilizzanti. Le misure includono un nuovo schema di liquidità nell’ambito dello sviluppo rurale per il sostegno in situazioni di crisi, la possibilità per gli Stati membri di anticipare i pagamenti diretti agli agricoltori e una maggiore flessibilità nella gestione delle dotazioni per i pagamenti diretti relativi all’anno civile 2027.

Il nuovo schema di liquidità potrà essere cofinanziato fino al 65% dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e utilizzare fondi non spesi che altrimenti rischierebbero di andare perduti. Anche in questo caso, gli Stati membri potranno aggiungere finanziamenti nazionali fino al 200%. Per accelerare l’erogazione degli aiuti e ridurre gli oneri amministrativi, il sostegno potrà essere versato sotto forma di importo fisso per ettaro e attuato attraverso i Piani strategici della PAC.

Bruxelles propone inoltre di consentire agli Stati membri di anticipare i pagamenti diretti prima del 16 ottobre, con un tasso di anticipo più elevato, così da migliorare la liquidità delle aziende agricole. La Commissione intende poi offrire ai governi maggiore margine di manovra per affrontare l’impatto dei prezzi elevati dei fertilizzanti attraverso la possibilità di rivedere le allocazioni destinate ai pagamenti diretti per il 2027.

Secondo Hansen, le proposte per rendere più flessibile il sostegno della PAC dovrebbero contribuire a migliorare il flusso di cassa degli agricoltori e a garantire maggiore certezza finanziaria. Il commissario ha invitato Parlamento europeo e Consiglio a trattare il dossier “come una questione urgente”, in modo da consentire che gli aiuti arrivino senza ritardi. “È il momento di scegliere la nostra sicurezza alimentare, la nostra autonomia strategica e la nostra competitività”, ha affermato, aggiungendo che l’Europa resta “fermamente al fianco dei suoi agricoltori” e intende agire per salvaguardare “le fondamenta della nostra produzione alimentare”.

Le modifiche legislative mirate alla PAC saranno ora trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio per l’approvazione. La proposta relativa alla riserva agricola, con un sostegno finanziario complessivo di 540 milioni di euro, sarà invece sottoposta al voto degli Stati membri nel Comitato per l’organizzazione comune dei mercati, insieme alla ripartizione delle dotazioni nazionali. Se i governi daranno il via libera, l’adozione definitiva è prevista entro la fine di luglio 2026.

La Commissione ha precisato che continuerà ad attuare il Piano d’azione sui fertilizzanti, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione degli agricoltori a crisi future e rafforzare la sicurezza alimentare, l’autonomia strategica e la competitività dell’Unione europea.

Presentato il 19 maggio 2026, il piano combina misure immediate per sostenere l’accessibilità economica e la sicurezza dell’approvvigionamento con azioni di più lungo periodo per rafforzare la produzione interna, migliorare la resilienza delle forniture e accelerare la transizione verso fertilizzanti biologici, a basse emissioni di carbonio e circolari.

[a cura di Simone Cantarini]

 

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