Ad Amburgo è iniziato il processo a Serhij Kuzniecow, ex ufficiale ucraino sospettato di aver partecipato al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico nel 2022. La difesa chiede l’archiviazione del procedimento e contesta le accuse della procura tedesca.
Il processo si svolge davanti all’Alta Corte regionale di Amburgo. Il 50enne Serhij Kuzniecow è accusato di aver partecipato alla preparazione e all’esecuzione dell’operazione che provocò gravi danni ai gasdotti sottomarini che collegavano la Russia alla Germania.
Secondo gli investigatori tedeschi, l’uomo avrebbe guidato un gruppo responsabile del piazzamento di esplosivi sull’infrastruttura energetica situata sul fondale del Baltico. La procura lo accusa, tra l’altro, di aver provocato esplosioni, danneggiato proprietà, interrotto il funzionamento di servizi pubblici e partecipato a un crimine di guerra.
Kuzniecow ha negato di aver preso parte all’operazione. Già nel primo giorno del processo, i suoi avvocati hanno chiesto l’archiviazione delle accuse, contestando sia le basi giuridiche dell’imputazione sia la possibilità di esercitare efficacemente il diritto alla difesa nelle condizioni attuali.
Kuzniecow “non può parlare”
Uno dei principali argomenti della difesa riguarda lo status militare di Kuzniecow. Secondo i suoi legali, egli è tuttora un militare in servizio attivo nell’esercito ucraino e le norme e gli ordini dei suoi superiori gli vietano di rivelare informazioni relative alla sicurezza nazionale.
L’avvocato Jes Meyer-Lohkamp ha sostenuto davanti al tribunale che il suo cliente non ha ricevuto l’autorizzazione a fornire spiegazioni, neppure durante i colloqui con i propri difensori. Secondo gli avvocati, in tali circostanze l’imputato non può difendersi efficacemente dalle accuse. Per questo chiedono l’archiviazione del procedimento.
La difesa contesta inoltre l’accusa di partecipazione a un crimine di guerra. Gli avvocati sottolineano che l’infrastruttura del Nord Stream avrebbe costituito per la Russia uno strumento di pressione politica ed economica sugli Stati europei.
L’avvocato Nicola Canestrini ha sostenuto che i gasdotti rappresentavano una risorsa strategica per la Russia e che i proventi delle esportazioni di gas contribuivano a finanziare le operazioni militari russe contro l’Ucraina. La procura tedesca sostiene invece che un attacco contro infrastrutture civili possa configurare un crimine di guerra.
Come si sarebbe svolta l’operazione nel Baltico?
Le esplosioni si verificarono il 26 settembre 2022. Le deflagrazioni danneggiarono gravemente i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che collegavano i giacimenti di gas russi al sistema energetico tedesco.
Secondo la procura tedesca, Kuzniecow avrebbe guidato un gruppo composto da sommozzatori e da uno specialista di esplosivi. I sospetti avrebbero utilizzato uno yacht noleggiato, partito dal porto tedesco di Rostock.
Gli investigatori sostengono che l’imbarcazione sia stata noleggiata utilizzando documenti d’identità falsi e tramite altre persone. Secondo l’atto d’accusa, il gruppo avrebbe collocato gli esplosivi a una profondità di circa 70-80 metri nei pressi di Bornholm. Gli ordigni sarebbero stati fatti detonare con un certo ritardo.
La procura sospetta che l’obiettivo dell’operazione fosse interrompere definitivamente le forniture di gas russo e impedire a Mosca di ottenere entrate che avrebbero potuto contribuire al finanziamento della guerra. I difensori contestano tuttavia il ruolo attribuito a Kuzniecow. Tra le altre cose, sottolineano l’assenza di prove dirette che lo colleghino inequivocabilmente allo yacht utilizzato nell’operazione.
L’Ucraina nega, mentre la Russia accusa l’Occidente
Inizialmente, alcuni commentatori e politici sospettavano che fosse stata la Russia a compiere l’attacco contro la propria infrastruttura di esportazione. Le successive indagini hanno indicato persone legate all’Ucraina. Kyiv ha tuttavia continuato a negare categoricamente di essere responsabile dell’esplosione dei gasdotti o di essere stata a conoscenza dei preparativi dell’operazione.
La Russia, dal canto suo, ha accusato gli Stati Uniti e il Regno Unito di essere coinvolti nell’attacco e ha indicato anche un possibile coinvolgimento della NATO. Washington ha respinto tali accuse.
Kuzniecow non è l’unica persona che le autorità tedesche collegano alle esplosioni. Ad agosto, nella città croata di Pola, è stato arrestato un secondo sospettato ucraino, identificato nei documenti tedeschi come Vladimir Z.
Secondo la procura, sarebbe stato un sommozzatore esperto e un membro del gruppo responsabile del posizionamento degli esplosivi sui gasdotti.
L’uomo sta cercando di evitare la consegna alle autorità giudiziarie tedesche e ha presentato una richiesta di asilo in Croazia. Il suo caso costituisce un ulteriore elemento del procedimento internazionale relativo al sabotaggio. Kuzniecow, invece, è stato arrestato nell’agosto dello scorso anno in Italia e, tre mesi dopo, consegnato alla Germania.
Il processo di Amburgo si svolge in condizioni di sicurezza rafforzate. L’interesse per il caso è elevato: hanno ottenuto l’accredito più di 100 rappresentanti dei media provenienti da diversi Paesi. Secondo le informazioni fornite dal tribunale, la prima udienza dovrebbe tenersi a dicembre, mentre le successive sono previste per gennaio e febbraio 2027.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

