La Russia è responsabile dell’attacco ibrido avvenuto a Lipsia lo scorso 4 agosto. Ad annunciarlo è stato il governo tedesco, in quello che rappresenta un radicale cambio di postura della Germania, che finora non si era mai spinta ad accusare direttamente le autorità di Mosca del tentato attacco avvenuto all’aeroporto di Lipsia/Halle, dove le autorità tedesche hanno trovato un drone con esplosivo e detonatore vicino a un Antonov An-124 ucraino, utilizzato anche per il trasporto di materiale militare. Un secondo drone avrebbe poi urtato un cargo DHL dirottato su Hannover; nei giorni successivi è stato rinvenuto anche un terzo velivolo con tracce di esplosivo militare. Fino a oggi, il governo tedesco si era astenuto dal formulare accuse dirette. Tuttavia, il cancelliere Friedrich Merz aveva già annunciato che l’indagine era in fase di conclusione.
“La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto”, ha affermato in conferenza stampa a Berlino il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt, insieme al titolare degli Esteri Johann Wadephul, che ha interrotto la sua partecipazione alla riunione dei ministri degli Esteri in Irlanda per prendere parte alla conferenza stampa. Il ministro ha citato le prove valutate dai servizi e dagli enti responsabili della sicurezza in Germania. Secondo le informazioni dei servizi segreti, le tracce del drone esplosivo condurrebbero a un’agenzia di intelligence russa. “Non consideriamo Lipsia come un evento isolato, ma lo vediamo in combinazione con ulteriori azioni ibride”, ha aggiunto, precisando tuttavia che al momento la Germania non è “in guerra”.
A seguito degli sviluppi sui fatti di Lipsia, il ministro degli Esteri tedesco ha annunciato la chiusura fino al 18 settembre del consolato tedesco in Russia e del consolato russo a Bonn, oltre alla risoluzione del contratto della Casa russa a Berlino, il grande centro culturale inaugurato nel 1984 nel centro della capitale tedesca. “Il contratto della Casa russa viene risolto. Inaspriremo i controlli sulle persone”, ha aggiunto. Secondo quanto riporta Bild, negli ambienti diplomatici si starebbe discutendo anche di ulteriori sanzioni contro la Russia, in coordinamento con altri Stati membri dell’UE.
Mosca, da parte sua, ha affermato che risponderà alle misure tedesche. “Sia la Casa Russa che il nostro Consolato Generale a Bonn da tempo perseguitano l’élite al potere. Ora si sono inventati un pretesto. Beh, riceveranno una risposta adeguata”, ha affermato all’agenzia di stampa russa Tass, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Con un pretesto del tutto inverosimile e pretestuoso, Berlino ha nuovamente inasprito le relazioni bilaterali”, ha aggiunto Zakharova, osservando che “come al solito, non è stata presentata alcuna prova convincente o seria. Semplicemente non ce ne sono e non possono essercene!”.
L’UE e la NATO sostengono Berlino valutano una risposta
A fronte di quanto accaduto a Lipsia, la NATO ha annunciato di voler rafforzare la propria capacità di deterrenza, mentre l’UE valuta una risposta. Al termine di un colloquio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha affermato che l’Alleanza è “pienamente solidale” con la Germania. In un post su X, Rutte ha dichiarato che la NATO “continuerà a rafforzare la sua capacità di deterrenza e a difendere tutti gli Alleati da qualsiasi minaccia”.
Rutte ha parlato di “prove inequivocabili” e ha “accolto con favore” le misure annunciate dalla Germania in risposta. “I tentativi della Russia di intimidirci, di minare la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno”, ha aggiunto, ribadendo “l’incrollabile sostegno all’Ucraina”.
Da parte sua, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, sempre al termine di un colloquio con Merz, ha affermato che Bruxelles è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco attribuito alla Russia. “Manterremo l’UE unita nonostante questi atti gravi e sempre più intensi. Il governo tedesco ha adottato misure decise”, ha affermato. Per von der Leyen, “gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara” e il tema sarà al centro dell’incontro in programma mercoledì a Bruxelles con il segretario generale della NATO.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli atti di sabotaggio e le operazioni ibride attribuite alla Russia. A metà luglio, il presidente lettone Edgars Rinkēvičs ha affermato che le informazioni raccolte dagli Stati NATO, comprese Lettonia e Lituania, mostrano che Mosca avrebbe tentato diverse operazioni di sabotaggio. Parallelamente, Vilnius ha rafforzato la protezione delle infrastrutture energetiche e di trasporto dopo informazioni di intelligence secondo cui la Russia starebbe valutando operazioni sotto falsa bandiera, anche utilizzando droni ucraini catturati per attribuire a Kyiv eventuali attacchi sul territorio NATO. Questa minaccia ha spinto Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia ad aumentare durante l’estate la protezione di centrali elettriche, dighe, impianti del gas e altre infrastrutture critiche.
Parlando in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri in formato Difesa a Wicklow, in Irlanda, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha lanciato l’allarme sulla crescente intensità degli attacchi russi contro l’Europa, definiti “sempre più cinetici”, avvertendo che con l’aumento della pressione cresce anche il rischio di un’escalation.
Secondo l’Alta rappresentante, Mosca starebbe “testando continuamente” la capacità di risposta europea, spingendosi ogni volta “un po’ più avanti”. Da qui, ha spiegato, la necessità non solo di rafforzare gli strumenti di risposta, ma anche di dare seguito concreto agli avvertimenti lanciati a Mosca: “Se diciamo che a una determinata azione seguirà una nostra risposta, dobbiamo poi essere pronti ad agire. Altrimenti quelle parole finiscono per indebolirci, perché sanno che non diamo seguito a ciò che diciamo”.
In questo quadro, Kallas ha collegato la minaccia russa anche al nuovo gruppo di alto livello sulla Difesa che lancerà la prossima settimana, con l’obiettivo di individuare risposte più rapide ed efficaci alle vulnerabilità europee. Parallelamente, ha annunciato che l’UE sta preparando quello che ha definito il più ampio pacchetto di sanzioni finora adottato contro l’industria militare russa, con l’obiettivo di colpire la capacità produttiva di Mosca. Kallas ha sottolineato che nei sistemi d’arma russi continuano a essere rinvenuti componenti europei, oltre che asiatici e nordamericani, concludendo che “è evidente che non stiamo facendo abbastanza per fermare tutto questo”.

