Il governo ad interim della Bulgaria si prepara a ritirare i tre candidati del Paese per la carica di procuratore europeo (EPPO), dopo che il ministero della Giustizia ha concluso che la procedura nazionale di selezione era caratterizzata da gravi irregolarità procedurali e sollevava dubbi sostanziali sull’indipendenza del panel che l’ha condotta.

Il ministro della Giustizia ad interim Andrey Yankulov ha dichiarato martedì che la procedura utilizzata per selezionare i tre candidati bulgari non si basava su criteri che potessero essere considerati oggettivi, chiari o trasparenti. Il Consiglio dei ministri dovrebbe votare oggi sulla proposta.

Parlando con i giornalisti, Yankulov ha affermato che il suo team ha individuato “gravi carenze” nel processo di nomina, con le criticità più rilevanti legate alla composizione stessa della commissione di selezione.

Quattro dei sette membri del panel provenivano dal Consiglio Superiore della Magistratura bulgaro, divisi tra il collegio giudicante e quello dei procuratori. Tuttavia, il mandato dell’attuale consiglio è scaduto nell’ottobre 2022 ed esso è rimasto in carica solo perché il Parlamento non è riuscito a eleggere la propria quota per un nuovo organo.

Secondo Yankulov, il mandato scaduto del consiglio mette in discussione l’indipendenza di quei membri, soprattutto considerando che costituivano di fatto la maggioranza della commissione. Ha inoltre osservato che la legge bulgara già vieta a un consiglio con mandato scaduto di nominare il procuratore generale o i presidenti delle due corti supreme, sostenendo che la carica di procuratore europeo non sia meno rilevante.

Altri due membri del panel erano anch’essi nomine politiche al momento della procedura . un viceministro della Giustizia e il segretario generale del ministero. Ciò, secondo il ministro ad interim, solleva seri dubbi sull’indipendenza e sulla neutralità politica di sei dei sette membri della commissione.

Yankulov ha sottolineato che la decisione non riguarda le qualità professionali dei tre candidati selezionati, ma esclusivamente le carenze nel modo in cui il processo è stato organizzato.

I tre candidati, approvati dal precedente governo a mandato GERB in dimissioni il 21 gennaio, sono Dimitar Belichev, Mihaela Raidovska e Plamen Petkov. I loro nomi circolavano già nello spazio pubblico ben prima della selezione ufficiale da parte della commissione speciale.

Il ministro della Giustizia ha affermato che la procedura dovrebbe essere rilanciata secondo un nuovo modello volto a ristabilire la fiducia nel processo. Secondo la sua proposta, la nuova commissione includerebbe un professore universitario selezionato a sorte, due giudici penali della Corte Suprema di Cassazione eletti dall’assemblea generale della sezione, un procuratore dell’Ufficio del Procuratore presso la Corte Suprema di Cassazione nominato dal vice procuratore generale e un avvocato con almeno 12 anni di esperienza in diritto penale o dell’Unione europea, selezionato dal Consiglio nazionale forense.

Se i tempi procederanno come previsto, la Bulgaria dovrebbe comunque riuscire a completare la nuova procedura prima della scadenza del mandato dell’attuale rappresentante bulgaro nel Collegio dell’Ufficio del Procuratore europeo, ha dichiarato Yankulov.

I procuratori europei sono nominati dal Consiglio dell’Unione europea per un mandato di sei anni, con il prossimo ciclo previsto a partire dalla fine di luglio. Anche il mandato della procuratrice capo europea Laura Kövesi termina a ottobre, quando dovrebbe essere sostituita dal suo attuale vice, il tedesco Andres Ritter.

La questione ha un’ulteriore rilevanza politica in Bulgaria perché la prima procuratrice europea del Paese, Teodora Georgieva, è diventata un caso eccezionale nella breve storia dell’EPPO: nessun altro rappresentante nazionale è stato rimosso a seguito di procedimenti disciplinari.

Più recentemente, Georgieva ha presentato un rapporto alle autorità bulgare denunciando azioni che coinvolgerebbero il procuratore generale ad interim Borislav Sarafov, la procuratrice capo della Procura della città di Sofia Emiliya Rusinova e il leader del DPS Delyan Peevski, sanzionato per corruzione sia dagli Stati Uniti sia dal Regno Unito.

Nomine al Tribunale europeo aperte

La Bulgaria sta inoltre avviando una procedura nazionale per nominare due giudici al Tribunale dell’Unione europea, parte della Corte di giustizia dell’UE.

I due nuovi giudici occuperanno i posti lasciati vacanti da Alexander Kornezov, promosso alla Corte di giustizia nel luglio 2025, e da Mariana Kancheva, il cui mandato è scaduto nel 2025.

I candidati devono soddisfare i requisiti per la nomina alle corti supreme bulgare, dimostrare elevati standard professionali e indipendenza, e possedere una conoscenza della lingua francese.

Non esistono regole uniformi a livello europeo su come selezionare i giudici, e ciascuno Stato membro è libero di seguire la propria procedura nazionale.

Il processo in Bulgaria ha subito ritardi significativi, e il Paese è di fatto rimasto senza giudici al Tribunale per circa un anno. È quindi necessario procedere alla copertura dei posti vacanti, poiché l’assenza prolungata sta già creando difficoltà logistiche per la corte, ha spiegato il ministro.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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