Il Consiglio d’Europa ha approvato un nuovo passo giuridico verso il lancio del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, mentre Kyiv ha dichiarato che il meccanismo per perseguire la leadership russa è ormai una “realtà giuridica”.
Riunito giovedì a Chișinău, il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato l’Accordo parziale allargato sul Comitato di gestione del tribunale, con il sostegno di 37 Paesi, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri ucraino.
L’accordo definisce l’architettura amministrativa e di governance del futuro tribunale e consentirà sia agli Stati membri del Consiglio d’Europa sia a Paesi terzi di aderire all’iniziativa.
La decisione rappresenta l’ultimo tassello istituzionale di un processo avviato da Kyiv e dai suoi alleati per creare una corte internazionale dedicata a perseguire il crimine di aggressione legato all’invasione russa su larga scala dell’Ucraina.
“Oggi è stato superato il punto di non ritorno: il tribunale speciale è diventato una realtà giuridica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha durante la riunione in Moldova.
Sybiha ha affermato che il numero dei Paesi partecipanti continuerà ad ampliarsi e ha citato direttamente diversi esponenti della leadership russa e bielorussa che, secondo Kyiv, dovrebbero un giorno comparire davanti alla giustizia internazionale all’Aia, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, l’ex ministro della Difesa Sergei Shoigu e il leader bielorusso Alexander Lukashenko.
In una nota, la Commissione europea ha annunciato di aver aderito, a nome dell’Unione europea, all’Accordo parziale allargato del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. “Non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina senza che la Russia e gli autori degli orribili crimini commessi contro il popolo ucraino siano chiamati a risponderne”, ha affermato in una nota, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas. “L’Unione Europea – ha aggiunto – sosterrà la giustizia in ogni modo possibile, aderendo oggi formalmente al Tribunale speciale per il crimine di aggressione e alla Commissione internazionale per i reclami”. Secondo l’ex premier estone, “la Russia ha scelto di attaccare e invadere un paese sovrano, uccidere il suo popolo, deportare bambini ucraini e rubare terre ucraine” e “deve affrontare la giustizia e pagare per ciò che ha fatto”.
Il tribunale è pensato per occuparsi specificamente del crimine di aggressione, ossia della decisione politica e militare di avviare e condurre la guerra contro l’Ucraina, un reato che non rientra pienamente nelle competenze di altri meccanismi giudiziari internazionali esistenti.
La decisione arriva dopo una serie di passaggi politici e giuridici compiuti nell’ultimo anno.
Nel giugno 2025 il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy aveva firmato a Strasburgo un accordo con il Consiglio d’Europa per l’istituzione del tribunale, successivamente ratificato dalla Verkhovna Rada nel luglio dello stesso anno.
A gennaio 2026, il segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset aveva inoltre annunciato la creazione di un team preparatorio congiunto tra il Consiglio d’Europa, la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna per avviare concretamente il funzionamento del tribunale.
Una volta completata la fase preparatoria, il tribunale dovrebbe passare alle operazioni vere e proprie, comprese indagini, incriminazioni, processi e sentenze relative al crimine di aggressione contro l’Ucraina.
L’iniziativa è sostenuta da un’ampia coalizione di Paesi europei, anche se restano aperte alcune questioni giuridiche e diplomatiche, tra cui i meccanismi di esecuzione delle eventuali sentenze e la possibilità concreta di ottenere la custodia degli imputati.

