I leader europei stanno utilizzando il vertice del G7 nella cittadina francese di Evian-les-Bains per mettere in discussione il presidente statunitense Donald Trump sui rischi di un accordo provvisorio sull’Iran negoziato troppo rapidamente, mentre chiedono una revisione dell’approccio di Washington alla guerra in Ucraina.

L’incontro di tre giorni (15-17 giugno) riunisce i leader di Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Canada, Giappone e Unione europea. Il vertice arriva pochi giorni dopo che Washington e Teheran hanno annunciato un accordo preliminare di cessate il fuoco per fermare il conflitto diretto tra i due Paesi e riaprire lo Stretto di Hormuz.

Trump, arrivato lunedì (15 giugno) a Evian forte del risultato diplomatico raggiunto, ha dichiarato che l’accordo è “tutto firmato” e ha annunciato che il testo completo sarà reso pubblico dopo una cerimonia ufficiale prevista venerdì a Ginevra. Ha inoltre aggiunto che lo Stretto di Hormuz sarà “completamente aperto” entro quella data. Il vicepresidente statunitense JD Vance dovrebbe rappresentare gli Stati Uniti alla cerimonia.

Tuttavia, i dettagli del memorandum rimangono limitati e poco chiari. L’intesa estende di 60 giorni il fragile cessate il fuoco raggiunto ad aprile, durante i quali i negoziatori dovrebbero affrontare il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche di Teheran, l’alleggerimento delle sanzioni e le attività delle milizie alleate dell’Iran nella regione. I funzionari iraniani hanno definito l’accordo un “passo importante”, sottolineando però che una tregua duratura non si è ancora concretizzata.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato la necessità di un “accordo solido, serio e finalizzato”, mentre i diplomatici europei temono che il testo attuale possa consolidare i programmi nucleare e missilistico iraniani senza sufficienti garanzie. Francia, Regno Unito e Germania stanno spingendo per un ruolo più rilevante nella prossima fase dei negoziati, facendo leva sulla loro lunga esperienza con l’accordo nucleare del 2015, abbandonato da Trump durante il suo primo mandato.

Una sessione del vertice prevista per il pranzo di oggi (16 giugno) sarà dedicata alla riapertura sicura dello Stretto di Hormuz, con la possibile discussione di una missione marittima guidata da Francia e Regno Unito e di rotte energetiche alternative. Anche i leader di Emirati Arabi Uniti, Qatar ed Egitto parteciperanno all’incontro per presentare le aspettative regionali.

Sul fronte ucraino, i leader europei considerano il G7 un’opportunità per convincere Trump che le precedenti proposte statunitensi siano state eccessivamente favorevoli a Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipa alle sessioni dedicate alla “costruzione della pace in Ucraina” e potrebbe tenere colloqui bilaterali con Trump. Zelensky ha offerto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin durante il vertice, ma Mosca ha mostrato scarso interesse.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha evidenziato la capacità di resistenza dell’Ucraina sul campo di battaglia e le difficoltà economiche della Russia dovute alle sanzioni, segnalando la volontà europea di continuare a sostenere Kyiv mantenendo al contempo la pressione su Mosca.

Il vertice mette in luce le persistenti tensioni transatlantiche: gli europei cercano di riaffermare la propria influenza sia sul dossier nucleare iraniano sia sulla strategia per l’Ucraina, preoccupati che una diplomazia statunitense troppo frettolosa possa lasciare irrisolte questioni cruciali per la sicurezza internazionale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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