Affrontare la sicurezza dei minori sui social media a livello di Unione europea è più appropriato rispetto a interventi separati a livello nazionale, secondo il commissario europeo per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Tutela dei Consumatori Michael McGrath. È probabile, a suo avviso, che la Commissione europea presenti un’iniziativa concreta entro l’estate.

“La tecnologia continuerà solo a migliorare e perfezionarsi. Sarà per sempre una parte integrante della vita dei giovani”, ha avvertito McGrath durante un dibattito alla conferenza sulla sicurezza Globsec a Praga. Secondo lui, i giovani hanno bisogno di protezione nell’ambiente online, perché più esposti ai rischi legati alla tecnologia.

Ha aggiunto che la sicurezza online dovrebbe essere integrata “by design”, cioè incorporata direttamente nella progettazione delle piattaforme. Questo dovrebbe però essere accompagnato anche da una regolamentazione.

Ha anche ricordato che molti Stati membri stanno già affrontando il tema dei limiti di età per l’accesso ai social media e che a livello europeo è stato istituito un gruppo consultivo speciale, che entro luglio dovrà presentare raccomandazioni e proposte.

“Non anticipiamo quale decisione prenderemo, ma penso che sia probabile che ci sarà un’iniziativa della Commissione in questo ambito”, ha dichiarato. Le iniziative nazionali sono utili, ma un approccio coordinato europeo sarebbe più appropriato, ha aggiunto.

McGrath ha così indirettamente confermato le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che recentemente al vertice sull’intelligenza artificiale a Copenaghen ha avvertito sugli effetti dei social media e dell’IA su bambini e adolescenti. Secondo lei, è in discussione un limite di età e una proposta concreta potrebbe arrivare già in estate.

Ha ricordato che dieci Stati membri dell’Unione sostengono l’introduzione di un limite di età e che anche il Parlamento europeo ha assunto una posizione simile. “La questione non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai giovani”, ha affermato la presidente della Commissione.

In arrivo il Digital Fairness Act

McGrath ha inoltre menzionato una nuova legislazione in preparazione: il Digital Fairness Act (DFA), che mira a rafforzare la tutela dei consumatori nell’ambiente digitale. Il commissario prevede di presentare la proposta entro la fine dell’anno.

La legge ha l’obiettivo di rafforzare la protezione dei consumatori e allo stesso tempo garantire condizioni e regole più semplici e uniformi per le imprese nell’Unione. Si occuperà, tra le altre cose, di pratiche dannose, design manipolativo delle piattaforme e marketing degli influencer.

“I giovani sono un importante segmento di consumatori con abitudini specifiche e spesso sono tra i primi ad adottare nuove tecnologie e prodotti digitali. Il Digital Fairness Act dedicherà particolare attenzione alla protezione dei minori online”, spiega la Commissione.

Quasi tutti i giovani europei sono online

I dati mostrano che circa il 97% dei giovani nell’Unione europea utilizza internet ogni giorno e che i social media sono la principale fonte di informazione per il 65% di loro. Inoltre, un minore su quattro mostra segni di uso problematico dello smartphone, con comportamenti simili alla dipendenza.

Accanto a fenomeni noti come il cyberbullismo o il contatto con predatori online, gli esperti segnalano sempre più spesso problemi meno visibili ma sistemici dei social media, come algoritmi che privilegiano contenuti capaci di massimizzare l’attenzione o design delle app che favorisce comportamenti di dipendenza.

Secondo un Eurobarometro del 2025, oltre il 90% degli europei ritiene che le misure per proteggere i minori online siano una questione urgente.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da update-eu disponibile qui.

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