Il presidente finlandese Alexander Stubb ha espresso la disponibilità ad agire come rappresentante dell’Unione europea in eventuali negoziati di pace con la Russia, mentre il blocco valuta le opzioni per avere una voce unitaria nei colloqui sull’Ucraina.
In un’intervista televisiva di lunedì, Stubb ha dichiarato a Yle Radio Suomi che, se gli venisse chiesto, non potrebbe rifiutare un simile ruolo – ma solo dopo che la Russia avrà accettato un cessate il fuoco. “Se me lo chiedessero, probabilmente è una domanda a cui non si può rispondere negativamente”, ha affermato.
Il presidente francese Emmanuel Macron è ampiamente considerato il primo grande leader europeo ad aver sostenuto pubblicamente che fosse arrivato il momento per l’Europa di riprendere contatti diretti con Vladimir Putin, con il quale aveva avuto una conversazione di due ore lo scorso luglio.
La dichiarazione di Stubb arriva mentre i ministri degli Esteri dell’Unione europea si preparano a una riunione informale a Cipro il 27 e 28 maggio per discutere possibili candidati a un incarico di negoziatore europeo dedicato ai rapporti con Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva precedentemente chiesto che l’Europa avesse un proprio rappresentante in qualsiasi processo di pace.
Possibili candidati e divisioni
Secondo indiscrezioni dei media, l’Unione starebbe valutando figure di alto profilo come l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. Sono stati menzionati anche Stubb e il suo predecessore Sauli Niinistö.
Le opinioni in Europa divergono nettamente sull’opportunità strategica di avviare colloqui diretti con il presidente russo Vladimir Putin in questa fase. I sostenitori ritengono che l’Europa debba tutelare autonomamente i propri interessi, soprattutto se la mediazione statunitense sotto la presidenza Trump dovesse avanzare senza un pieno allineamento con le priorità europee. I critici avvertono invece che coinvolgere Putin senza una forte leva negoziale potrebbe premiare l’aggressione e indebolire la posizione dell’Ucraina.
Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, intervenendo al forum GLOBSEC di Praga, ha lasciato intendere che un dialogo con la Russia potrebbe eventualmente rivelarsi utile in un’epoca post-Putin, riflettendo una posizione condivisa da alcune capitali europee. Molti funzionari dell’Europa orientale e settentrionale restano infatti scettici rispetto a negoziati prematuri.
Sono emerse reazioni negative anche riguardo ad altri nomi. Lo stesso Putin ha suggerito l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder – considerato da molti troppo vicino a Mosca a causa dei suoi legami economici con aziende energetiche russe – suscitando un rapido rifiuto a Bruxelles. L’Alta rappresentante Kaja Kallas, nota per la sua linea particolarmente dura nei confronti della Russia, non è considerata una candidata credibile.
Il dibattito riflette la crescente preoccupazione europea che Washington e Mosca possano raggiungere un accordo escludendo gli interessi dell’Unione. La Finlandia, che condivide un lungo confine con la Russia ed è entrata nella NATO nel 2023, presenta Stubb – che parla fluentemente il russo e possiede una vasta esperienza in politica estera – come un interlocutore credibile.
Stubb è inoltre considerato ben attrezzato per interagire con il presidente statunitense Donald Trump, con il quale ha occasionalmente giocato a golf.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

