L’Italia sta facendo pressioni per chiedere all’Unione europea di imporre sanzioni contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir dopo il video in cui il membro del governo israeliano sorride compiaciuto davanti a una manifestante della Flotilla per Gaza atterrata a terra con le mani legate. In un messaggio su X, il ministro degli Esteri e vicepremier italiano, Antonio Tajani, ha affermato di aver “formalmente chiesto” all’Alta Rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas, “di includere” nella prossima discussione dei ministri degli Esteri UE l’adozione di sanzioni contro Ben Gvir “per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani”.

Il video diramato dal ministro israeliano ha rappresentato l’ultima provocazione dopo gli spari sugli attivisti della Flotilla, il sequestro in acque internazionali, la reclusione e le percosse, che hanno portato i governi europei, e non solo, a reagire.

In precedenza, in un’intervista rilasciata ad Avvenire e pubblicata giovedì, Tajani ha sottolineato che “Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi”. Il ministro ha affermato che l’Italia vuole chiedere conto di quanto è accaduto al governo israeliano, rendendo noto che all’ambasciatore israeliano convocato mercoledì è stato “che il Governo italiano esige che Israele garantisca l’incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane”. “Per noi è stata superata una ‘linea rossa’: Credo che si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l’isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa. Anche chi non condivide e considera provocatorie le campagne delle flottiglie, non può tollerare che cittadini non armati vengano trattati in questo modo”, aggiunge.

Il video di Ben Gvir fa esplodere l’Europa: “Inaccettabile”

Intanto, anche la Polonia, Paese che vanta un rapporto storico con il tema della shoah, ha assunto una posizione dura nei confronti degli atti dell’esponente del governo israeliano. Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri, Maciej Wewior, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha chiesto di vietare l’ingresso in Polonia a Ben Gvir.

Secondo il portavoce, Sikorski ha fatto questa richiesta al ministro dell’Interno polacco Marcin Kierwinski dopo lo scandalo per il trattamento degli attivisti della Global Sumud Flottilla.

“All’incaricato d’affari di Israele è stata trasmessa la nostra indignazione per la detenzione di (due) cittadini polacchi”, ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che i connazionali detenuti e già scarcerati lasceranno Israele oggi stesso. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri, definire il comportamento di Ben Gvir “inappropriato” è “un eufemismo”. “è oltraggioso e non dovrebbe essere tollerato”, ha aggiunto.

L’Italia è tra i Paesi dell’Unione europea, insieme alla Germania, che stanno continuando a bloccare la sospensione dell’accordo di associazione tra UE e Israele richiesta a gran voce dai governi di Spagna e Irlanda, in particolare.

La mossa di Ben Gvir ha portato lo stesso premier Benjamin Netanyahu a prendere le distanze dal suo ministro, aprendo anche a uno scontro con il collega degli Esteri Gideon Sa’ar. “Il modo in cui il ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”, ha dichiarato mercoledì.

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha espresso una condanna ancora più dura, accusando Ben-Gvir di danneggiare la reputazione internazionale di Israele.

La scorsa settimana, i ministri degli esteri dell’UE hanno concordato di imporre sanzioni ai coloni israeliani estremisti legati all’escalation di violenza contro i palestinesi in Cisgiordania.

Mercoledì, la Commissaria per la gestione delle crisi Hadja Lahbib, e l’Alta Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, hanno condannato la mossa del ministro israeliano.  “Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato. Nessuno dovrebbe essere punito per difendere l’umanità”, ha affermato Lahbib. Un’indignazione verso il trattamento “degradante e sbagliato” rivolto agli attivisti è stata espressa dal vertice della diplomazia europea, una condotta definita “indegna di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia”, sempre presupponendo che Israele sia ancora una democrazia piena. Kallas ha descritto il trattamento riservato agli attivisti rapiti come “degradante e sbagliato” e ha affermato che la condotta di Ben-Gvir è “indegna di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia”.

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1 Comment

  1. Non mi risulta che uno stato estero possa chiedere ad un membro di un governo estero una censura. Direi che la censura va indirizzata al capo del governo che è responsabile di quella politica attuata oltretutto in più occasioni. Ma non c’è niente di di più efficace di una censura? Nel nuoordine mondiale che si prepara non c’è posto per cose simili, mi auguro.

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