La risposta iraniana alla vasta operazione di attacchi iniziata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele, sta interessando non solo i Paesi del Golfo, ma anche Turchia e Azerbaigian. Dopo la denuncia di Ankara che ieri ha affermato di intercettato un missile nei suoi cieli, anche l’Azerbaigian ha registrato attacchi di droni sul suo territorio che hanno interessato l’exclave di Nakchicevan, colpendo un aeroporto e ferendo due persone.

“Il 5 marzo, le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno effettuato attacchi dal territorio iraniano utilizzando droni contro l’aeroporto internazionale di Nakchicevane altre infrastrutture civili nella Repubblica Autonoma di Nakchicevan, in Azerbaigian. Le specifiche tecniche dei droni e i dettagli di questi attacchi sono attualmente oggetto di indagine”, ha dichiarato il ministero della Difesa di Baku all’agenzia di stampa AZERTAC.

Il ministero ha condannato fermamente gli attacchi, sottolineando che avevano preso di mira infrastrutture civili senza alcuna necessità militare. “La piena responsabilità dell’incidente ricade interamente sulla Repubblica Islamica dell’Iran”, ha affermato il ministero della Difesa, precisando che sta predisponendo le misure di risposta necessarie per difendere l’integrità territoriale e la sovranità del Paese e per garantire la sicurezza dei civili e delle infrastrutture civili. “Questi attacchi non rimarranno senza risposta”, si legge nella dichiarazione.

In una telefonata con il ministro degli Esteri dell’Uzbekistan Bakhtiyor Saidov, il responsabile della diplomazia di Baku, Jeyhun Bayramov ha affermato che “l’assalto al territorio dell’Azerbaigian costituisce una violazione del diritto internazionale e contribuisce ad aumentare le tensioni nella regione”, sottolineando che Baku chiede alla parte iraniana di fornire spiegazioni chiare e di adottare misure urgenti per impedire che simili incidenti si ripetano in futuro.

Il Nakchicevan è una repubblica autonoma dell’Azerbaigian situata nel Caucaso meridionale, ma separata geograficamente dal resto del territorio azero. La Repubblica autonoma confina con Armenia, Iran e, per un breve tratto, con la Turchia, senza alcun collegamento diretto con il resto dell’Azerbaigian.

Da notare che l’attacco con droni registrato da Baku giunge il giorno dopo la visita resa dal presidente della Repubblica, Ilham Aliyev, all’ambasciata dell’Iran per porgere le condoglianze per la scomparsa della Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran, l’ayatollah Sayyid Ali Khamenei, e di numerosi civili.

L’Iran nega gli attacchi

L’Iran ha risposto per tramite del viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi che parlando al media zero AnewZ ha negato che Teheran abbia preso di mira Nakchicevan. “Non attacchiamo i nostri Paesi vicini”, ha affermato.

Storicamente, Azerbaigian e Iran hanno relazioni tese che si sono acuite a seguito dei crescenti legami economici, energetici e militari di Baku con la Turchia, membro della NATO, e con Israele. Lo Stato ebraico è un importante partner militare ed energetico dell’Azerbaigian.  A ciò si aggiunge l’alleanza sempre più forte tra Baku e Turchia, che rafforza l’influenza turca nel Caucaso meridionale. Altro elemento sensibile è la presenza in Iran di una vasta popolazione di etnia azera (a cui apparteneva anche l’ayatollah Ali Khamenei), concentrata nel nord-ovest del Paese, che alimenta i timori di Teheran per possibili rivendicazioni nazionaliste o separatiste.

Le tensioni sono inoltre aggravate da episodi concreti che negli ultimi anni hanno deteriorato le relazioni bilaterali, come l’attacco armato del gennaio 2023 contro l’ambasciata dell’Azerbaigian a Teheran, che portò Baku a evacuare il personale diplomatico, e le reciproche accuse di spionaggio e interferenze. Anche le esercitazioni militari iraniane vicino al confine azero e le tensioni legate al conflitto tra Azerbaigian e Armenia nel Nagorno-Karabakh hanno contribuito ad aumentare la diffidenza tra i due Paesi.

L’Iran ha negato anche di aver lanciato un missile balistico verso il territorio turco, insistendo sul fatto che Teheran rispetta la sovranità della Turchia.

In una nota Stato maggiore delle Forze armate iraniane ha smentito “qualsiasi lancio di missile” verso la Turchia. Nella dichiarazione si legge: “Le Forze armate della Repubblica islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia”.

Mercoledì, il ministero della Difesa turco aveva affermato che il missile balistico, lanciato dall’Iran, dopo aver attraversato lo spazio aereo di Iraq e Siria aveva cambiato rotta verso lo spazio aereo turco, dove è stato distrutto dalla NATO. Non era chiaro dove fosse diretto il missile.

Parlando mercoledì sera ad Ankara durante una cena dell’iftar (l’interruzione del digiuno durante il mese del Ramadan) con i soldati del Comando delle operazioni speciali, Erdogan ha sottolineato la necessità per la Turchia di aumentare la sua capacità di deterrenza. “Se noi, come nazione, vogliamo vivere in pace e tranquillità in queste terre che sono la nostra patria eterna, dobbiamo aumentare costantemente la nostra capacità di deterrenza”, ha affermato il presidente turco.

“Stiamo inoltre diffondendo i nostri avvertimenti nei termini più chiari possibili per impedire che incidenti simili si ripetano”, ha aggiunto in riferimento ai contatti intercorsi in queste ore con la leadership iraniana.

“La nostra volontà e capacità di garantire la sicurezza del nostro Paese e della nostra nazione sono ai massimi livelli”, ha affermato Erdogan. “Nel corso della nostra storia abbiamo dimostrato più e più volte che tipo di nazione siamo quando la nostra patria e la nostra bandiera sono minacciate e quando la nostra indipendenza e il nostro futuro sono in pericolo”, ha aggiunto.

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