Ci sarebbe un’ondata incontrollata di fake news diffuse sui social dietro l’esodo di migranti marocchini verso l’enclave spagnola di Ceuta della scorsa settimana. Travisando una sentenza della Corte Suprema spagnola, che ha stabilito l’illegittimità dei respingimenti in mare aperto, dove non esistono barriere fisiche, numerosi account su TikTok, Instagram e Facebook hanno diffuso la falsa convinzione che il confine fosse aperto e liberamente attraversabile, spingendo migliaia di persone a tentare la traversata.

I primi dubbi erano emersi già dalle immagini di venerdì 31 luglio. Subito dopo aver superato il confine, migliaia di persone provenienti dal Marocco apparivano sorridenti, festose e per nulla intimorite da ciò che sarebbe potuto accadere loro; alcuni arrivavano perfino a ringraziare la Spagna. L’entusiasmo, però, è durato poco. In un servizio della televisione spagnola, un giovane marocchino appare confuso e disorientato quando gli viene spiegato che, come tutti gli altri arrivati a Ceuta, non potrà rimanere sul territorio spagnolo.

In un primo momento aveva preso piede l’ipotesi che, come già avvenuto nel 2021, dietro l’esodo vi fosse Rabat, nell’ambito di una strategia di pressione politica analoga a quella adottata quando il governo marocchino venne a sapere che la Spagna stava curando il leader del territorio conteso del Sahara Occidentale. I servizi segreti spagnoli hanno effettivamente indagato su questa pista e, pur accertando che le autorità marocchine non abbiano ostacolato gli attraversamenti, hanno concluso che, in questo caso, non vi fossero indicazioni politiche da parte del governo.

Nelle ultime ore, invece, sono emersi numerosi video diffusi sui social che annunciavano falsamente l’apertura del confine e la possibilità di attraversarlo senza documenti. I contenuti non si limitavano a diffondere la notizia, ma incoraggiavano attivamente la partenza: indicavano i negozi dove acquistare l’attrezzatura da nuoto, mostravano l’itinerario da seguire tramite Google Maps e suggerivano persino gli orari migliori per affrontare la traversata.

Secondo le ricostruzioni, l’ondata di disinformazione sarebbe nata da un’errata interpretazione della sentenza pronunciata dalla Corte Suprema spagnola all’inizio di luglio. La decisione stabilisce infatti che i respingimenti immediati – “devoluciones en caliente” – non possono essere applicati ai migranti intercettati in mare mentre cercano di raggiungere a nuoto Ceuta o Melilla, poiché il mare non costituisce, di per sé, una frontiera fisicamente delimitata. I video potrebbero essere stati alimentati anche dalla criminalità organizzata, indicata immediatamente dal premier spagnolo Pedro Sánchez come principale colpevole dell’evento, ma molti dei migranti hanno dichiarato di essersi mossi autonomamente.

“Nessuno mi ha fatto entrare clandestinamente. Ho scelto di partire di mia spontanea volontà”, ha raccontato uno di loro a Euronews. Un altro ha mostrato quanto le fake news abbiano inciso sulla sua decisione, dando a Pedro Sánchez del bugiardo, che li aveva convinti a venire in una terra in cui avrebbero trovato lavoro e documenti, nonostante il premier spagnolo non abbia mai fatto una simile dichiarazione. Un sedicenne marocchino ha inoltre riferito a Reuters di aver deciso di partire dopo aver visto sui social i video di altri giovani riusciti a raggiungere Ceuta, senza però sapere quando quei filmati fossero stati registrati né quale fosse il loro reale contesto.

L’ondata migratoria, culminata con l’arrivo di circa 60.000 persone a Ceuta, quasi tutte rimpatriate nel giro di poche ore, e con un bilancio di circa 80 morti tra annegamenti e schiacciamenti nella folla, ha sullo sfondo la disoccupazione elevata in Marocco.

Sebbene l’economia del Paese sia attesa crescere tra il 4 e il 5% nel corso dell’anno, trainata dagli investimenti esteri, dallo sviluppo del settore manifatturiero e dall’ambizione di diventare un polo regionale dell’industria automobilistica, questa crescita non si è tradotta in un miglioramento delle condizioni di vita di una parte significativa della popolazione. La disoccupazione giovanile resta infatti molto elevata, colpendo circa il 37% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni e il 20% tra i laureati.

Il desiderio di emigrare continua inoltre a essere alimentato dai racconti di amici e parenti che hanno trovato fortuna all’estero e sono rientrati in patria con disponibilità economiche impensabili per molti giovani marocchini.

, , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *