La presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha presentato una versione rivista del pacchetto negoziale per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) – il bilancio dell’Unione – proponendo una riduzione complessiva di circa il 2% rispetto alla bozza originaria della Commissione europea.
Pubblicato giovedì pomeriggio, il documento rappresenta un passo avanti nei negoziati, passando da intervalli generici a cifre specifiche per le principali voci di spesa. La presidenza sottolinea che non si tratta di una proposta definitiva, ma di un quadro pensato per aiutare gli Stati membri a trovare un terreno comune mentre i colloqui entrano in una fase più politica.
Il pacchetto rivisto è inferiore di circa 32,8 miliardi di euro rispetto alla proposta presentata dalla Commissione nel luglio 2025. Nel complesso, rappresenterebbe circa l’1,23% del Reddito nazionale lordo dell’Unione (l’1,13%, escludendo i rimborsi del debito di NextGenerationEU).
I tagli non sono distribuiti in modo uniforme. La presidenza ha modificato le assegnazioni sulla base dell’importanza politica, dei vincoli istituzionali e delle esigenze pratiche di ciascun settore, cercando di riequilibrare la proposta in risposta alle preoccupazioni sollevate da diversi Stati membri – una scelta generalmente interpretata come una concessione ai Paesi “frugali”, favorevoli a un controllo più rigoroso della spesa.
Principali modifiche
Il settore più sensibile resta quello riguardante coesione, agricoltura e pesca. Il pacchetto ripristina parzialmente i finanziamenti per la pesca, portandoli a 2 miliardi di euro a prezzi correnti, anche se il livello rimane inferiore del 38,5% rispetto a quello attuale. Viene introdotta maggiore flessibilità per l’agricoltura e si richiama l’attenzione sul sostegno agli Stati membri a reddito più basso nell’ambito della politica di coesione.
Su competitività, difesa, sicurezza, ricerca e azione esterna viene proposta una riduzione uniforme di circa il 3,9%. Questi settori avevano registrato forti aumenti nella proposta della Commissione; le modifiche vengono presentate come una “moderazione della crescita” più che come veri e propri tagli. I finanziamenti resterebbero comunque nettamente superiori rispetto all’attuale QFP, mantenendo priorità come la prontezza della difesa e l’autonomia strategica.
Riguardo le altre rubriche, si nota nel piano della presidenza del Consiglio solo una riduzione marginale dello 0,5%, con la tutela di programmi come quelli per i territori d’oltremare e il programma Euratom.
Il quadro mantiene i Piani nazionali e regionali di partenariato al centro dell’attuazione della spesa, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle regioni per evitare un’eccessiva centralizzazione. Prosegue inoltre il lavoro sul nuovo Fondo europeo per la competitività e sullo strumento di finanziamento esterno Global Europe.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha indicato il QFP come uno dei principali temi all’ordine del giorno del vertice dei leader che si svolgerà a Bruxelles tra il 18 e 19 giugno.
Sulla base del dibattito di aprile a Cipro, i leader discuteranno il primo “negotiating box” della presidenza cipriota con cifre dettagliate, con l’obiettivo di avanzare sugli elementi centrali – incluse le nuove risorse proprie – e preparare un accordo entro la fine del 2026 sotto la futura presidenza irlandese.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

