La Banca europea per gli investimenti (BEI) raddoppia i finanziamenti destinati all’adattamento ai cambiamenti climatici, prevedendo almeno 30 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 per rafforzare la capacità delle infrastrutture, delle imprese e dei territori europei di resistere agli effetti di ondate di calore, siccità, incendi boschivi e alluvioni. È quanto prevede la seconda fase del Piano di adattamento climatico del Gruppo BEI, presentata giovedì 22 ottobre e approvata dai Consigli di amministrazione della Banca e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI).

Il nuovo programma, che raddoppia i finanziamenti rispetto al precedente quinquennio, anticipa la presentazione del nuovo quadro europeo per la resilienza climatica e la gestione dei rischi, prevista per martedì 27 ottobre da parte della Commissione europea.

L’obiettivo è accelerare gli investimenti nella protezione delle infrastrutture e dei sistemi produttivi, attraverso finanziamenti, garanzie e servizi di consulenza, favorendo anche lo sviluppo di nuove tecnologie europee per l’adattamento climatico.

“È impensabile prescindere dall’adattamento climatico”, ha dichiarato la presidente del Gruppo BEI, Nadia Calviño, sottolineando che “ogni euro investito nella prevenzione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici consente di risparmiare 10 euro di riparazione dei danni”.

Dalle infrastrutture alle risorse idriche, le priorità del piano

Il programma concentrerà gli interventi sulle infrastrutture energetiche, sugli edifici pubblici, sulla gestione delle risorse idriche e sull’agricoltura, con particolare attenzione alla prevenzione dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi.

Tra le priorità individuate dalla BEI figurano il potenziamento dei sistemi di raffrescamento, sempre più importanti per le infrastrutture digitali e i centri di elaborazione dati, le tecnologie per migliorare la resilienza delle reti energetiche e le soluzioni per ridurre i consumi idrici.

Nel settore agricolo, la Banca intende sostenere gli investimenti nei sistemi di irrigazione a basso consumo, nello stoccaggio e nel riutilizzo dell’acqua, oltre che nelle pratiche agricole capaci di resistere a periodi prolungati di siccità e ad altri fenomeni climatici estremi.

Una parte dei finanziamenti sarà inoltre indirizzata verso le cosiddette soluzioni basate sulla natura, come il ripristino delle zone umide, delle foreste e delle pianure alluvionali, che possono contribuire alla prevenzione delle inondazioni e alla salvaguardia degli ecosistemi.

Il piano si articola lungo tre direttrici: l’aumento degli investimenti, attraverso la mobilitazione di capitali pubblici e privati; il sostegno alle comunità, alle regioni, alle piccole e medie imprese e agli agricoltori maggiormente esposti ai rischi climatici; l’integrazione sistematica della resilienza climatica nelle operazioni finanziarie del Gruppo BEI.

Tecnologie europee e nuovi strumenti per valutare i rischi

Il piano prevede anche il rafforzamento del sostegno alle imprese europee impegnate nello sviluppo di tecnologie di adattamento climatico.

Attraverso il programma TechEU, la BEI intende facilitare l’accesso al mercato di soluzioni innovative nei settori del raffrescamento, della resilienza energetica e del risparmio idrico, accompagnando le imprese dalla fase di sviluppo tecnologico alla commercializzazione.

Per agevolare l’individuazione degli investimenti necessari, la Banca introdurrà inoltre ClimateSET, uno strumento digitale ad accesso libero sviluppato in collaborazione con il servizio Copernicus sui cambiamenti climatici.

La piattaforma, il cui lancio è previsto entro la fine del 2026, consentirà alle imprese, alle amministrazioni pubbliche e agli intermediari finanziari di individuare i principali rischi climatici legati a specifiche aree geografiche e attività economiche, facilitando la scelta degli interventi di adattamento.

ClimateSET sarà successivamente integrato in una versione potenziata di Green Checker, lo strumento utilizzato per individuare e valutare gli investimenti con benefici ambientali.

Altri 11,8 miliardi di finanziamenti, 5,5 miliardi per l’energia. Coinvolta anche l’Italia

Parallelamente all’approvazione del piano climatico, i Consigli di amministrazione della BEI e del Fondo europeo per gli investimenti hanno dato il via libera a 11,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti destinati a una serie di progetti europei, di cui 5,5 miliardi per rafforzare l’autonomia energetica dell’Unione e contribuire alla riduzione dei costi dell’elettricità.

Gli interventi nel settore energetico interesseranno nove Stati membri, tra cui l’Italia.

In particolare, i finanziamenti riguarderanno le infrastrutture energetiche in Francia, Germania, Ungheria e Italia, lo sviluppo delle energie rinnovabili in Austria, Paesi Bassi e Romania e il miglioramento dell’efficienza energetica in Spagna e Svezia.

I nuovi finanziamenti sosterranno inoltre il settore europeo delle scienze della vita, con investimenti destinati all’innovazione, alla crescita delle imprese e al rafforzamento delle catene di approvvigionamento.

Il Fondo europeo per gli investimenti ha approvato ulteriori operazioni a sostegno della competitività delle imprese, con particolare attenzione all’innovazione, alla digitalizzazione e alle tecnologie pulite, comprese otto operazioni nell’ambito del programma TechEU.

La resilienza climatica entra nella strategia economica europea

Il nuovo piano della BEI si inserisce nella seconda fase della Climate Bank Roadmap 2026-2030, la strategia attraverso cui il Gruppo intende integrare gli obiettivi climatici nelle proprie attività finanziarie.

L’iniziativa risponde alla crescente necessità di affrontare anche le conseguenze economiche dei cambiamenti climatici, oltre alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Secondo i dati richiamati dalla BEI, gli eventi meteorologici estremi e i fenomeni legati al clima hanno provocato 822 miliardi di euro di perdite economiche nell’Unione europea tra il 1980 e il 2024, con circa un quarto dei danni concentrato negli ultimi quattro anni del periodo considerato.

L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi rappresenta un rischio crescente per le reti energetiche, i trasporti, la produzione agricola e le attività industriali, con conseguenze anche sulla competitività dell’economia europea.

La strategia della BEI punta, pertanto, a trasformare le valutazioni dei rischi climatici in progetti concretamente finanziabili, migliorando la capacità degli Stati membri e delle imprese di prevenire i danni anziché intervenire soltanto nella fase di ricostruzione.

Il piano prevede inoltre un rafforzamento dell’assistenza finanziaria e tecnica ai Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico, in particolare ai piccoli Stati insulari e ai Paesi meno sviluppati. In collaborazione con la Commissione europea, la BEI sosterrà la preparazione di progetti relativi alla gestione delle risorse idriche, alla protezione delle coste, ai sistemi di allerta precoce e alla resilienza delle infrastrutture di trasporto.

Tra gli interventi già approvati figurano anche progetti per le infrastrutture idriche in Argentina e per migliorare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari in Ghana, nell’ambito della strategia europea Global Gateway.

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