Rafforzare il ruolo degli alleati europei nella NATO, accelerare la produzione di equipaggiamenti e tecnologie militari e continuare a sostenere l’Ucraina, riducendone al tempo stesso la dipendenza dalle infrastrutture statunitensi. Sono alcuni degli obiettivi al centro della riunione del Gruppo dei Cinque (E5), che si è svolta lunedì 26 ottobre a Parigi, con la partecipazione dei rappresentanti della Difesa di Germania, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito.
All’incontro hanno preso parte la ministra francese delle Forze armate Catherine Vautrin, il ministro tedesco Boris Pistorius, l’italiano Guido Crosetto, il segretario alla Difesa britannico Wes Streeting e il viceministro polacco Paweł Zalewski. Presenti anche l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, e la vicesegretaria generale della NATO, Radmila Šekerinska.
In una dichiarazione congiunta, i cinque Paesi hanno ribadito la necessità che l’Europa assuma un ruolo più incisivo nella propria difesa, pur mantenendo la centralità del legame transatlantico.
“L’Europa deve assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza”, hanno affermato i ministri, sottolineando che gli Stati Uniti rimangono un alleato indispensabile e che il loro coinvolgimento nella sicurezza europea continua a essere essenziale per la credibilità dell’Alleanza Atlantica.
I cinque governi hanno quindi annunciato l’intenzione di assumere “maggiori responsabilità politiche e militari” all’interno della NATO, attraverso la modernizzazione delle forze armate, una più stretta cooperazione industriale e lo sviluppo di capacità militari comuni.
L’obiettivo del 5% del PIL e una NATO con più responsabilità europee
Il vertice ha rappresentato anche un’occasione per fare il punto sull’attuazione degli impegni assunti dagli alleati al vertice NATO dell’Aia del giugno 2025, successivamente riaffermati ad Ankara nel luglio 2026.
Tra questi figura l’obiettivo di destinare entro il 2035 il 5% del prodotto interno lordo alla difesa e alla sicurezza, articolato in almeno il 3,5% per le esigenze militari fondamentali e fino all’1,5% per investimenti connessi alla sicurezza, tra cui infrastrutture critiche, resilienza, innovazione e industria della difesa.
I ministri dell’E5 hanno concordato di intensificare la cooperazione per raggiungere gli obiettivi di capacità stabiliti dall’Alleanza, aumentando gli investimenti e migliorando l’interoperabilità tra le rispettive forze armate.
“Abbiamo deciso di collaborare per attuare gli obiettivi di Ankara in piena trasparenza con gli Stati Uniti, nell’ambito di una condivisione degli oneri”, ha dichiarato Catherine Vautrin al termine dell’incontro.
Nella dichiarazione congiunta, i cinque Paesi hanno inoltre riconosciuto il contributo delle iniziative dell’Unione europea al rafforzamento delle capacità di difesa del continente, evidenziando però la necessità di evitare duplicazioni rispetto alla NATO e di mantenere aperta la cooperazione con gli alleati che non fanno parte dell’UE, a determinate condizioni.
I ministri hanno ribadito che la Russia rappresenta la principale minaccia a lungo termine per la sicurezza euroatlantica, richiamando non soltanto la guerra contro l’Ucraina, ma anche le violazioni dello spazio aereo alleato, gli atti di sabotaggio e il crescente ricorso ad attacchi ibridi.
Ucraina, il dilemma Starlink e la dipendenza dagli Stati Uniti
Un’altra parte importante dei colloqui ha riguardato il sostegno militare all’Ucraina e, in particolare, la necessità di garantire a Kyiv un accesso stabile alle infrastrutture digitali e alle comunicazioni satellitari.
Durante l’incontro con il ministro della Difesa ucraino Yevheniy Khmara, i rappresentanti dell’E5 hanno ricevuto conferma del ripristino delle funzionalità dei sistemi Starlink e Starshield di SpaceX, dopo le restrizioni che nei giorni precedenti avevano compromesso alcune operazioni militari ucraine.
Il 24 ottobre, il ministero della Difesa ucraino aveva annunciato il ritorno a una connessione stabile anche per apparecchiature in movimento a velocità superiori ai 400 chilometri orari, un elemento particolarmente importante per l’impiego dei droni, la logistica militare e le comunicazioni sul campo di battaglia.
Le limitazioni, segnalate a partire dalla metà di ottobre, avevano interessato soprattutto i collegamenti satellitari utilizzati dai velivoli senza pilota ad alta velocità. Non è stato chiarito ufficialmente chi abbia imposto tali restrizioni.
Secondo quanto riferito dalla ministra francese Vautrin, la vicenda ha confermato la necessità di rafforzare le capacità europee nel settore satellitare, aumentando gli investimenti nella produzione di satelliti e nelle infrastrutture di comunicazione.
L’obiettivo, ha spiegato, è effettuare investimenti di lungo periodo per ridurre la dipendenza dell’Ucraina dagli Stati Uniti, soprattutto in settori tecnologici considerati indispensabili per le operazioni militari.
Il tema si inserisce nella più ampia discussione sulla capacità dell’Europa di disporre autonomamente di infrastrutture strategiche, in un momento in cui le comunicazioni satellitari costituiscono un elemento fondamentale per il funzionamento dei sistemi d’arma, il coordinamento delle forze e le operazioni dei droni.
I ministri hanno ribadito il loro impegno a proseguire il sostegno politico, finanziario e militare a Kyiv, sottolineando anche la necessità di contrastare le attività della flotta ombra russa e di garantire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza nell’eventualità di un cessate il fuoco o di un accordo di pace.
La dichiarazione congiunta richiama in particolare il ruolo della Coalizione dei Volenterosi nella definizione delle future garanzie di sicurezza, che dovrebbero entrare in funzione una volta raggiunta un’intesa per la cessazione delle ostilità.
Rischio di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran
Durante la riunione di Parigi, i ministri hanno affrontato anche il deterioramento della situazione in Medio Oriente, con particolare attenzione alle tensioni tra Stati Uniti e Iran e alla sicurezza della navigazione nelle principali rotte commerciali internazionali.
“Esiste un serio rischio di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, e qualsiasi nuova escalation avrebbe solo dei perdenti”, ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas, intervenendo in conferenza stampa al termine del vertice.
La responsabile della diplomazia europea ha inoltre richiamato l’attenzione sugli attacchi degli Houthi contro lo Yemen e l’Arabia Saudita e sulle conseguenze per la sicurezza dei traffici marittimi.
A questo proposito, Kallas ha sottolineato il contributo dell’operazione navale europea ASPIDES, istituita per proteggere il traffico mercantile nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi.
“L’operazione navale dell’UE ASPIDES contribuisce a garantire il flusso di merci e petrolio attraverso il Mar Rosso”, ha affermato, ringraziando “Francia, Italia e Grecia per il loro importante contributo a questa operazione”.
L’Alta rappresentante ha inoltre ricordato che oltre 60 Paesi hanno aderito all’iniziativa promossa dall’Unione europea contro l’imposizione di pedaggi e tariffe sulle rotte marittime internazionali, ribadendo che la libertà della navigazione deve essere garantita senza ostacoli.
[A cura di Simone Cantarini]
Didascalia: nella foto da sinistra il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, il viceministro della Difesa polacco, Paweł Zalewski, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin, il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, il segretario alla Difesa del Regno Unito, Wes Streeting, e la vicesegretaria generale della NATO, Radmila Šekerinska. EC – Audiovisual Service/Geoffroy Van der Hasselt. Parigi, Francia, 26 ottobre 2026.

