La Commissione europea ha adottato un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sostenere i settori più esposti dell’economia europea agli effetti della crisi in Medio Oriente. Il nuovo Middle East crisis Temporary State Aid Framework, METSAF, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e riguarda in particolare agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica.
“Il raggiungimento di un’economia pulita è ciò che ci proteggerà dalle future crisi energetiche”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera. “La transizione energetica rimane la strategia più efficace per l’autonomia, la crescita e la resilienza dell’Europa. Tuttavia, i recenti aumenti dei prezzi dell’energia richiedono una risposta immediata. Il METSAF offre soluzioni di facile applicazione che sosterranno lo sviluppo continuo dei settori chiave dell’UE, come l’agricoltura, la pesca e i trasporti, attenuando gli effetti della crisi”, ha aggiunto.
Dall’inizio della guerra contro l’Iran, lanciata lo scorso 28 febbraio da Stati Uniti e Israele, lo Stretto di Hormuz è bloccato e si profila una crisi di lungo periodo, come ha affermato, sempre mercoledì, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo nel dibattito dedicato proprio alla crisi in Medio Oriente.
La situazione risulta critica non solo per il petrolio, ormai balzato a 120 dollari al barile, e per il gas, ma anche per i fertilizzanti. Nel 2024, fino al 30% del commercio globale di fertilizzanti è transitato attraverso lo Stretto di Hormuz, dal Golfo Persico verso i mercati di esportazione di tutto il mondo, così come circa il 20% del gas naturale liquefatto (GNL), una materia prima fondamentale per i fertilizzanti, e il 27% del petrolio commercializzato a livello globale.
Solamente per il Gas naturale liquefatto, la chiusura dello stretto ha inciso su oltre 10 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d) di forniture globali di GNL, pari a circa il 20%, provenienti principalmente dall’impianto di esportazione di Ras Laffan in Qatar, gravemente danneggiato dagli attacchi iraniani.
In questi due mesi di guerra gli agricoltori hanno dovuto affrontare gli elevati costi dei fertilizzanti e del carburante, mentre i pescatori si sono interrogati sull’effettiva convenienza di ogni viaggio in alto mare, considerando il carburante consumato. Anche le aziende di trasporto hanno risentito dell’impennata dei prezzi, trovandosi a dover scegliere tra assorbire i costi, trasferirli sui clienti o ridurre le attività. Intanto, le industrie dipendenti dall’energia stanno assistendo a rallentamenti delle linee di produzione a causa dell’aumento dei prezzi dell’elettricità, in tutta Europa.
Intervenendo in conferenza stampa, la vicepresidente Ribera ha affermato che gli aiuti di Stato non sono giustificabili se non vi sono perturbazioni del mercato da affrontare, e ha aggiunto che l’annuncio odierno è una “risposta a quanto richiesto ai più alti livelli politici e dalle capitali”.
Ha aggiunto che la crisi e l’impennata dei prezzi dei carburanti hanno dimostrato che la transizione energetica rimane “la strategia più efficace per l’autonomia, la crescita e la resilienza dell’Europa”.
“Tuttavia, i recenti aumenti dei prezzi dell’energia richiedono una risposta immediata”, ha affermato, aggiungendo che le nuove regole consentiranno “soluzioni di facile applicazione”.
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Uno strumento mirato e temporaneo
Il nuovo quadro sugli aiuti di Stato presentato da Bruxelles è concepito come uno strumento mirato e temporaneo per rispondere all’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e dei fertilizzanti sulle imprese più vulnerabili agli shock provocati dalla crisi regionale. Bruxelles sottolinea che la transizione verso un’economia pulita resta la risposta strutturale di lungo periodo per ridurre l’esposizione dell’Europa agli shock energetici globali, ma riconosce la necessità di misure immediate per evitare che la crisi comprometta in modo duraturo la crescita dei settori più esposti.
Nel dettaglio, per agricoltura, pesca, trasporti terrestri — strada, ferrovia e vie navigabili interne — e trasporto marittimo a corto raggio intracomunitario, gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle imprese a causa dell’aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti. L’incremento dei costi sarà calcolato da ciascuno Stato membro sulla base della differenza tra il prezzo di mercato di riferimento e un prezzo storico, applicato poi ai consumi attuali o più recenti del beneficiario prima della crisi.
Il METSAF prevede anche una procedura semplificata per piccoli importi di aiuto. Gli Stati membri potranno calibrare il sostegno sulla base di criteri come le dimensioni dell’impresa, il tipo di attività, stime generali del consumo di carburante nel settore o altri indicatori pertinenti, senza richiedere ai beneficiari una prova dettagliata dei consumi effettivi. Con questa opzione, ciascuna impresa potrà ricevere fino a 50 mila euro.
Il quadro introduce inoltre un adeguamento temporaneo al Clean Industrial Deal State Aid Framework — CISAF — per le industrie ad alta intensità energetica. Per le imprese ammissibili ai regimi temporanei di agevolazione sui prezzi dell’elettricità, l’intensità degli aiuti potrà salire dal 50% al 70% del costo dell’energia elettrica per i consumi ammissibili, fino a coprire il 50% del consumo totale del beneficiario. In questo caso non sarà richiesto un ulteriore incremento degli sforzi di decarbonizzazione.
Bruxelles precisa che sarà possibile cumulare gli aiuti concessi sulla base delle linee guida sugli aiuti di Stato legati al sistema ETS fino alla metà dell’importo degli aiuti concessi ai sensi della sezione 4.5 del CISAF. Le misure previste dal METSAF dovranno comunque essere notificate alla Commissione, ma il quadro è stato costruito per consentire una procedura di approvazione rapida.
La Commissione si dice inoltre pronta a valutare caso per caso, nel rispetto di specifiche condizioni, misure temporanee che possano includere anche il sostegno al costo del combustibile utilizzato per la produzione di elettricità da centrali a gas, con l’obiettivo di ridurre i costi complessivi dell’energia elettrica.
Il nuovo quadro arriva dopo le conclusioni del Consiglio europeo del 19 marzo 2026, nelle quali i leader dell’UE avevano chiesto misure temporanee e mirate per affrontare l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili importati. Il Consiglio aveva anche ripreso le indicazioni contenute nella lettera della presidente della Commissione del 16 marzo 2026, sollecitando interventi per ridurre i prezzi dell’elettricità e contrastare l’eccessiva volatilità nel breve periodo.
Il METSAF si aggiunge agli strumenti già disponibili nel quadro delle norme UE sugli aiuti di Stato. Gli Stati membri possono infatti continuare a utilizzare le possibilità previste per far fronte a carenze di liquidità, concedere aiuti urgenti al salvataggio o risarcire le imprese per danni direttamente causati da eventi eccezionali, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Per agricoltura, pesca, trasporto stradale e marittimo restano inoltre applicabili i regimi specifici già previsti dalla normativa europea di settore.

