I presidenti di Stati Uniti e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin, hanno avuto una conversazione telefonica durata circa un’ora e mezza, secondo quanto riferito ieri dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov. Il colloquio si è concentrato soprattutto sulla guerra in Ucraina, ma ha toccato anche la situazione in Iran.
Durante la conversazione, Putin ha espresso la disponibilità a dichiarare un cessate il fuoco in Ucraina in occasione del Giorno della Vittoria, celebrato in Russia il 9 maggio. Ha inoltre presentato alcune proposte per una possibile soluzione del contenzioso sul programma nucleare iraniano.
Secondo Ushakov, la telefonata è avvenuta su iniziativa di Mosca, in un momento in cui diverse raffinerie e infrastrutture portuali russe risultavano paralizzate dopo una serie di attacchi ucraini nella zona di Tuapse, sul Mar Nero.
Putin accusa Kyiv degli attacchi in Russia
Solo dopo il terzo attacco, avvenuto martedì 28 aprile, Putin ha riconosciuto che le azioni delle forze ucraine stanno diventando “sempre più frequenti” e potrebbero avere “gravi conseguenze ambientali”. Ha comunque minimizzato, affermando che non vi sarebbero minacce gravi e che la situazione sarebbe sotto controllo a livello locale.
Tuttavia, sia i residenti sia diversi esperti parlano apertamente di una catastrofe ecologica nella zona di Tuapse. Nel corso della telefonata con Trump, il presidente russo ha accusato Kyiv di colpire obiettivi civili sul territorio russo, senza però menzionare – né lui né Ushakov – i continui attacchi russi con droni e missili contro città ucraine, che causano ogni giorno vittime civili.
Verso un cessate il fuoco simbolico?
Secondo il consigliere del Cremlino, Trump avrebbe valutato positivamente la recente tregua pasquale annunciata da Mosca. In questo contesto, Putin avrebbe informato il presidente americano della sua disponibilità a proclamare un cessate il fuoco durante le celebrazioni del 9 maggio.
Ushakov ha aggiunto che Trump avrebbe sostenuto attivamente l’iniziativa, sottolineando il valore simbolico della ricorrenza come commemorazione della vittoria comune sul nazismo nella Seconda guerra mondiale. Secondo il consigliere, il presidente statunitense ritiene inoltre che un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina sia ormai vicino.
Trump ha però riferito anche un altro passaggio della conversazione: Putin avrebbe espresso l’intenzione di collaborare sul fronte dell’arricchimento dell’uranio, coinvolgendo gli Stati Uniti. Il presidente americano ha risposto che preferirebbe vedere Mosca impegnata soprattutto nella conclusione della guerra in Ucraina.
Escalation sul fronte iraniano
Sul dossier iraniano, Trump ha adottato toni duri anche sui social media, pubblicando un messaggio accompagnato da un’immagine controversa con la scritta “No more mr. Nice Guy”. Secondo Trump, “l’Iran non riesce a gestirsi. Non sa come firmare un accordo sulla non proliferazione nucleare. È meglio che si riprenda rapidamente”.
In precedenza, il The Wall Street Journal aveva riferito che il presidente statunitense ha incaricato i suoi consiglieri di prepararsi a un prolungato blocco dei porti iraniani. Gli Stati Uniti hanno infatti risposto a metà aprile con una propria chiusura marittima dopo il blocco dello Strait of Hormuz da parte di Teheran, una mossa che ha provocato un forte aumento dei prezzi del petrolio sui mercati globali.
L’Iran ha reagito minacciando una “azione militare senza precedenti” qualora Washington mantenesse il blocco delle sue navi. Secondo fonti citate dai media iraniani, le forze armate hanno finora mostrato moderazione per lasciare spazio a una soluzione diplomatica, ma la loro “pazienza ha dei limiti” e potrebbe esaurirsi se la situazione non cambierà.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

