L’Unione europea e l’Islanda alzano il livello della loro cooperazione strategica con la firma di un nuovo partenariato in materia di sicurezza e difesa, in un contesto internazionale segnato da crescente instabilità e nuove minacce ibride.

L’accordo è stato siglato mercoledì dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, e dalla ministra degli Esteri islandese Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir, segnando un ulteriore passo avanti nei rapporti già stretti tra Bruxelles e Reykjavik, fondati sull’Accordo sullo Spazio economico europeo.

Il nuovo quadro di cooperazione punta a rafforzare il coordinamento su una serie di dossier chiave, dalla sicurezza marittima alla cybersicurezza, passando per le tecnologie emergenti e la protezione delle infrastrutture critiche. Particolare attenzione viene dedicata anche al sostegno all’Ucraina, alla sicurezza nell’Artico e al legame tra cambiamento climatico e sicurezza.

L’obiettivo è quello di creare una piattaforma flessibile e “su misura” che consenta scambi più strutturati su questioni di sicurezza regionale e globale, in linea con interessi e valori condivisi.

Il partenariato sarà sostenuto da una serie di meccanismi di dialogo e consultazione, tra cui un dialogo annuale dedicato alla sicurezza e difesa, con funzioni di indirizzo politico e monitoraggio dell’attuazione. L’intento è quello di rafforzare la capacità di risposta congiunta alle crisi e migliorare lo scambio di informazioni tra le due parti.

Tra gli ambiti più sensibili emerge il dossier artico, sempre più centrale nelle dinamiche geopolitiche globali, così come la sicurezza economica, tema in forte ascesa nell’agenda europea. Il partenariato riflette anche la crescente attenzione dell’Ue verso le tecnologie critiche e le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.

Kallas: “Una vittoria per entrambe le parti”

“L’Ue e l’Islanda sono amici stretti. La nostra sicurezza è condivisa, così come le sfide che affrontiamo”, ha scritto Kallas sui social, definendo l’accordo “un passo che porta la relazione a un livello successivo”.

Secondo l’Alta rappresentante, la cooperazione rafforzata contribuirà alla sicurezza dei cittadini europei e islandesi, in particolare in ambiti come la sicurezza marittima e la protezione delle infrastrutture critiche.

La firma si inserisce nel più ampio sforzo dell’Ue di consolidare partenariati con Paesi affini in materia di sicurezza e difesa, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni nell’Artico e dall’aumento delle minacce ibride e cyber.

Per Bruxelles, rafforzare i legami con partner come l’Islanda significa ampliare la propria rete di sicurezza in Europa settentrionale e nell’area artica, considerata sempre più strategica. I recenti sviluppi geopolitici, legati anzitutto al progressivo disimpegno degli Stati Uniti dall’Europa hanno spinto l’Islanda a valutare il rilancio del processo di adesione europea.

Lo scorso 6 marzo, il governo islandese ha proposto di indire un referendum il 29 agosto sulla ripresa dei negoziati di adesione all’UE, interrotti nel 2015. L’isola nordatlantica aveva presentato domanda di adesione all’UE nel 2009, un anno dopo il crollo del suo settore finanziario. I negoziati erano iniziati nel 2010, ma erano stati sospesi tre anni dopo a seguito delle elezioni parlamentari. Nel 2015, l’allora governo annunciò la loro interruzione.

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