Italia, Francia, Regno Unito e Germania condannano la violenza dei coloni israeliani, chiedono a Israele di indagare sui presunti abusi commessi dai soldati e lo invitano a fermare l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. In una dichiarazione congiunta i quattro Paesi europei chiedono al governo di Israele “di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per le violenze perpetrate dai coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane”.
Constatando un “deterioramento significativo” della situazione in Cisgiordania negli ultimi mesi, i paesi hanno affermato che la violenza dei coloni contro i palestinesi ha raggiunto “livelli senza precedenti”.
La dichiarazione congiunta avviene nel pieno dello scontro tra alcuni Paesi europei – compresa l’Italia – e lo Stato ebraico che hanno chiesto sanzioni contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, dopo il video in cui il membro del governo israeliano sorride compiaciuto davanti a una manifestante della Flotilla per Gaza a terra con le mani legate.
In seguito, l’Italia e la Spagna hanno chiesto all’UE di sanzionare Ben Gvir, mentre l’Irlanda ha esortato l’UE ad agire contro Israele per il trattamento riservato agli attivisti, secondo quanto riporta AFP. Nel frattempo, il Regno Unito ha convocato il più alto diplomatico israeliano presente in Gran Bretagna in seguito a quello che ha definito un “video incendiario”.
“Le politiche e le pratiche del governo israeliano, compreso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati”, si legge nella dichiarazione.
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I Paesi hanno condannato il piano di insediamento E1 di Israele, un nuovo progetto di costruzione che prevede la realizzazione di circa 3.400 unità abitative nella Cisgiordania occupata su un’area di 12 chilometri quadrati, affermando che costituirebbe una “grave violazione del diritto internazionale”.
“Le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d’appalto per la costruzione di insediamenti E1 o di altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, compreso il rischio di incorrere in gravi violazioni del diritto internazionale”, hanno affermato i paesi.
La dichiarazione ha inoltre esortato Israele a revocare le restrizioni finanziarie imposte all’Autorità Palestinese e all’economia palestinese.
I quattro Paesi hanno inoltre sottolineato di “opporsi fermamente a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese”.
[a cura di Simone Cantarini]

