Italia e Polonia puntano a rafforzare ulteriormente un rapporto politico ed economico già solido, aggiornando anche il quadro bilaterale che lega i due Paesi dalla fine della Guerra fredda. È il messaggio emerso dall’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro polacco Donald Tusk, segnato da una forte convergenza sui principali dossier europei e internazionali: dal sostegno all’Ucraina alla gestione dei flussi migratori, dalla competitività industriale al negoziato sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, fino alle conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente.
Nelle dichiarazioni congiunte al termine del bilaterale, Meloni ha sottolineato i “legami profondi” tra Italia e Polonia e ha evidenziato l’esistenza di “molto margine di manovra per lavorare bene tra le nostre due nazioni”. Da qui la volontà di avviare un percorso politico-diplomatico per aggiornare il quadro dei rapporti bilaterali. “Ci piacerebbe avviare le consultazioni per un nuovo accordo da fare subentrare al nostro trattato di amicizia che risale al ’91”, ha affermato la presidente del Consiglio.
Il rafforzamento della relazione passa anche dai numeri dell’interscambio economico. Meloni ha ricordato che i rapporti commerciali tra Roma e Varsavia sono “molto intensi” e che lo scorso anno l’interscambio ha raggiunto “un nuovo record storico, superando per la prima volta i 36 miliardi di euro”. La Polonia, ha aggiunto, resta uno dei principali mercati di destinazione dell’export italiano, in una fase in cui entrambi i governi rivendicano la necessità di rafforzare la competitività dell’industria europea.
Proprio sulla competitività si è registrata una delle convergenze più nette. Meloni ha spiegato di essersi confrontata con Tusk sui principali dossier europei, sottolineando che tra Italia e Polonia esiste “grande convergenza su molti temi”. La premier ha rivendicato una battaglia comune contro quelli che ha definito “dazi interni” che l’Unione europea si autoimpone e che, a suo giudizio, finiscono per soffocare le imprese, rallentare la competitività e creare problemi ai lavoratori. Tra questi meccanismi Meloni ha citato il sistema Ets e più in generale gli strumenti che, secondo Roma e Varsavia, contribuiscono a “gonfiare artificialmente i prezzi dell’energia” tra gli Stati membri, soprattutto in una fase di forte pressione sui costi energetici.
La sintonia riguarda anche il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea 2028-2034, destinato a essere uno dei dossier più complessi dei prossimi mesi. Meloni ha detto che Italia e Polonia si sono trovate “sulla stessa lunghezza d’onda” anche sul tema migratorio e ha aggiunto di ritenere che i due Paesi saranno “di nuovo uno accanto all’altra” nel difficile confronto sul futuro bilancio dell’UE. La presidente del Consiglio ha insistito sulla difesa della politica agricola comune e della coesione, che Roma e Varsavia considerano non un ostacolo ma una condizione per una competitività europea equilibrata. “Entrambi difendiamo la centralità della politica agricola e della coesione”, ha affermato Meloni, precisando che queste politiche “non debbano essere considerate alternative alla competitività perché semmai sono delle precondizioni di una sana competitività per l’Unione Europea”.
Tusk ha confermato la stessa impostazione, parlando di una posizione comune tra Italia e Polonia sul futuro dei fondi europei. “Per quanto riguarda i fondi europei e le prospettive del bilancio 2028-2034, Polonia e Italia hanno opinione comune per quanto riguarda le politiche di coesione e quelle agricole”, ha dichiarato il premier polacco, aggiungendo che i due Paesi possono affrontare il negoziato “mano nella mano”.
Proseguire il sostegno all’Ucraina
Il confronto ha riguardato anche l’Ucraina. Meloni ha ribadito il sostegno italiano a Kyiv e ha ringraziato la Polonia per il ruolo svolto dall’inizio dell’invasione russa, ricordando che Varsavia ospita oltre un milione di profughi ucraini. “La Polonia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno”, ha detto la premier, definendo la solidarietà polacca “una lezione per tutti”. Meloni ha poi spiegato che Italia e Polonia continueranno a lavorare per arrivare alla cessazione delle ostilità e per contribuire alla futura ricostruzione dell’Ucraina.
Tusk, da parte sua, ha riconosciuto il ruolo dell’Italia e della stessa Meloni sul dossier ucraino. Il premier polacco ha ricordato che la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che si terrà a Danzica si ispira anche al lavoro svolto dall’Italia. “La Polonia ha preso dall’Italia l’esempio di organizzare una conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina affinché questo aiuto e questo sostegno possa essere delineato già da ora”, ha affermato, precisando che l’appuntamento di Danzica sarà anche una conferenza sulla sicurezza dell’Ucraina. Tusk ha poi definito la posizione di Meloni sull’Ucraina “un esempio di solidarietà”, aggiungendo che la sua linea è stata “molto importante” in Europa.
Sostegno alle politiche sul Mediterraneo e visione comune sul Medio Oriente
Il premier polacco ha usato toni particolarmente distensivi anche sul piano politico personale. Ha parlato di un colloquio “molto cordiale” e di un rapporto tra “amici che si capiscono molto bene”. “Abbiamo potuto sperimentare la comunanza di opinione su tutte le questioni più importanti”, ha detto Tusk. “Ci abbiamo messo un po’ di tempo per capirci reciprocamente, ma oggi non ci sono né conflitti di interesse né di idee e valori”.
Tra questi rientra anche la gestione delle frontiere e dei flussi migratori. Tusk ha riconosciuto le specificità italiane nel Mediterraneo, spiegando che la Polonia comprende “molto bene la necessità dell’Italia di avere un sostegno per le politiche del Mar Mediterraneo”. Il premier polacco ha collegato il tema alla dimensione più ampia delle pressioni ibride contro l’Europa, sostenendo che tutti i Paesi europei sono esposti a forme di aggressione non convenzionale e che, anche grazie alla posizione italiana, è stato possibile convincere altri Stati membri della necessità di difendere le frontiere europee.
Il Medio Oriente è stato l’altro grande dossier internazionale al centro del bilaterale. Meloni ha riferito di un “ampio scambio di vedute” sugli ultimi sviluppi nella regione e sulle loro ripercussioni per l’Europa. Italia e Polonia, ha detto, sono entrambe impegnate “per favorire una de-escalation nella regione” e “per contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie, sulle nostre imprese”. La premier ha inoltre rinnovato “la vicinanza e la solidarietà dell’Italia agli Emirati Arabi Uniti” per gli attacchi subiti dall’Iran, definiti “ingiustificabili”.
La visita di Tusk a Roma arriva in un momento particolarmente delicato per l’Unione europea, alle prese con una sovrapposizione di crisi che sta aumentando la pressione politica ed economica sui governi nazionali. Alla guerra in Ucraina si sono aggiunte le conseguenze della crisi in Medio Oriente e della tensione sui mercati energetici, con il rischio di un nuovo rallentamento dell’economia europea, fino allo scenario di una recessione alimentata dagli alti prezzi dell’energia. In questo quadro, l’Italia è tra i Paesi che chiedono con maggiore insistenza di aprire una riflessione sulla sospensione o sull’allentamento delle regole del Patto di Stabilità per consentire misure di sostegno a famiglie e imprese colpite dal caro energia.
La giornata romana della presidente del Consiglio si è inserita in una più ampia serie di incontri diplomatici. Oltre al bilaterale con Donald Tusk, Meloni ha incontrato anche il nuovo primo ministro ungherese Peter Magyar e il premier libico Abdul Hamid Dbeibah. Domani è invece atteso a Roma il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un passaggio che conferma il tentativo del governo italiano di muoversi su più tavoli contemporaneamente: il coordinamento europeo, il rapporto transatlantico, il fronte mediterraneo e la gestione delle conseguenze economiche delle crisi internazionali.
[a cura di Simone Cantarini]

