Il ministero della Difesa tedesco ha pubblicato per la prima volta un documento strategico sulla missione della Bundeswehr (le Forze armate tedesche) che prevede una prima vera strategia militare integrata con un nuovo profilo di capacità, un rafforzamento del personale e una riserva molto più ampia e mobilitabile. Sullo sfondo c’è l’idea che la Germania debba adattare forze, struttura e modernizzazione alla minaccia attuale, con meno burocrazia e più prontezza operativa.
Il documento è stato presentato mercoledì dal ministro della Difesa, Boris Pistorius (SPD), dal Commissario Generale Carsten Breuer e dal segretario di Stato Nils Hilmer.
Come sottolineato dalla stampa tedesca, la presentazione è avvenuta con delle restrizioni, che hanno omesso parti del documento classificate come Segrete per “proteggere la sicurezza e gli interessi della Repubblica Federale di Germania e dei suoi alleati”.
L’obiettivo principale della strategia militare presentata dal ministero della Difesa tedesco è quello di contrastare anzitutto le minacce provenienti dalla Russia. “La Russia sta creando le condizioni per un attacco militare contro gli Stati membri della NATO”, si legge nel documento.
Secondo il documento, la superiorità informativa, la stabilità dei propri sistemi e la capacità di creare reti di comunicazione saranno determinanti per la vittoria o la sconfitta. In base al documento l’intera società tedesca è quindi minacciata con l’avversario cercherà deliberatamente di minare la separazione tra patria e campo di battaglia, tra civili e militari, e tra sicurezza interna ed esterna. Verranno inoltre implementate contromisure a tutti i livelli, utilizzando sia tecnologie avanzate che droni a basso costo. In tal senso, la Bundeswehr intende avvalersi dell’esperienza maturata in Ucraina, teatro di numerosi conflitti.
Interpellato in merito, il ministro ha ammesso che stavano prendendo in considerazione anche “scenari” di ulteriore allontanamento dagli Stati Uniti o persino di un ritiro degli Stati Uniti dalla NATO. Pistorius non ha elaborato oltre questo punto.
“Abbiamo ottenuto molto, ma è anche chiaro che c’è ancora molto da fare”, ha affermato il politico dell’SPD. “Dobbiamo tutti accettare che la pace e la libertà, la prosperità e la tolleranza non sono più scontate, ma che vanno difese, e questo significa che dobbiamo essere in grado di difenderle”, ha aggiunto.
Costruire l’esercito convenzionale più forte d’Europa
Durante la conferenza stampa, Pistorius ha affermato che l’ambizione della Germania deve essere quella “di diventare l’esercito convenzionale più forte d’Europa”, osservando che in questo senso è prevista un’espansione mirata entro il 2029, “principalmente per incrementare rapidamente le capacità di difesa e la prontezza operativa del personale”. Il numero di soldati in servizio attivo passerà dagli attuali 184.000 circa a 204.000.
Nella seconda fase, entro il 2035, si punta a “un significativo incremento delle capacità in tutte le dimensioni (terra, aria, mare, cyberspazio) in linea con gli obiettivi di capacità della NATO e nazionali”. Entro quell’anno, le forze armate dovrebbero anche raggiungere il loro organico massimo provvisorio di 260.000 effettivi nelle forze regolari e una riserva di 200.000 uomini e donne. Uno strumento per raggiungere questo obiettivo è il nuovo servizio militare, inizialmente volontario.
“Se i numeri saranno insufficienti, prenderemo in considerazione la coscrizione obbligatoria in base alla domanda”, ha affermato Pistorius.
Nella terza fase, che non dovrebbe concludersi prima del 2039, il piano si concentra sulla “crescita di forze armate tecnologicamente superiori”, con “innovazioni militari del dopodomani”.
Il ministro della Difesa ha voluto precisare che la nuova riserva sarà considerata un corpo alla pari con le forze in servizio attivo, una sorta di “anello di congiunzione” tra la Bundeswehr e la società civile. Nello specifico, il compito principale dei riservisti (che risultano attualmente circa 60.000) sarà nell’ambito della difesa nazionale. Un altro compito sarà quello di garantire il funzionamento della Germania come hub della NATO in caso di emergenza nazionale.
Infine, in caso di crisi, dovranno fungere da “sostituti sul campo” per le unità combattenti, ovvero quando queste unità saranno indebolite o rese incapaci di combattere a causa di perdite o dimissioni.

