Aumentare il coordinamento tra i Paesi UE nella gestione della crisi, inclusi il riempimento degli stoccaggi di gas, l’uso delle flessibilità esistenti e l’eventuale rilascio di scorte petrolifere, oltre a una stretta cooperazione sulle misure di emergenza per garantire la disponibilità di jet fuel e diesel. Sono questi alcuni degli obiettivi di AccelerateEU, il nuovo pacchetto di misure d’emergenza con cui la Commissione europea punta a fronteggiare l’aumento dei prezzi dell’energia provocato dalla crisi in Medio Oriente.
Presentando il piano, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha descritto la crisi come un fenomeno destinato a protrarsi nel tempo, avvertendo che i prossimi mesi saranno segnati da forti incertezze e che l’impatto potrebbe colpire gli Stati membri in modo diverso. Il costo, ha sottolineato, supera i 500 milioni di euro al giorno e si sta già facendo sentire “qui e ora nelle case e nelle imprese di tutta Europa”. In questo contesto, ha insistito sulla necessità di agire in fretta e in modo coordinato, sostenendo che solo una risposta europea comune può attenuare gli effetti peggiori dello shock.
Il pacchetto risponde alla richiesta avanzata dai capi di Stato e di governo al Consiglio europeo del 19 marzo, che avevano chiesto alla Commissione di presentare “una toolbox di misure temporanee mirate” per affrontare i recenti picchi dei prezzi dei combustibili fossili importati derivanti dalla crisi in Medio Oriente. Le misure saranno ora discusse dai leader dell’UE nel corso del Consiglio europeo informale in programma a Cipro il 23 e 24 aprile.
Accelerare la transizione per aumentare la “sicurezza” UE
“Oggi parliamo di energia, di politiche energetiche per parlare di sicurezza, inclusa la sicurezza economica, di sostegno alle nostre persone e alle nostre imprese. Perché, come sapete bene, noi europei vogliamo pace e prosperità”, ha affermato la vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, in conferenza stampa a Bruxelles. Ribera ha insistito sul fatto che l’energia non possa più essere “usata come uno strumento di dominio o di guerra”, collegando così l’accelerazione dei piani energetici europei non soltanto agli obiettivi climatici, ma anche alla sicurezza energetica ed economica dell’Unione.
Nel suo intervento, Ribera ha anche richiamato i progressi compiuti dall’Europa sul fronte della produzione rinnovabile, ricordando che nel primo trimestre di quest’anno si è registrato un nuovo massimo storico, con un aumento del 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul costo della transizione per i consumatori, la vicepresidente ha poi chiarito che le soluzioni pulite non devono restare appannaggio di pochi, ma diventare un’opzione accessibile a tutti, così da permettere a famiglie e imprese di beneficiare concretamente di un sistema energetico diverso.
Anche Jorgensen ha insistito su questo punto, sostenendo che la risposta all’emergenza non debba limitarsi a contenere i prezzi nel breve termine, ma debba produrre anche vantaggi duraturi. Per questo ha invitato a concentrare le risorse su misure capaci di offrire un “doppio valore”, cioè un sollievo immediato e, allo stesso tempo, risparmi strutturali nel lungo periodo grazie all’energia pulita. Tra gli esempi citati, il commissario ha ricordato gli aiuti in Austria per sostituire le caldaie a combustibili fossili, le misure adottate in Belgio e Germania per favorire l’installazione di pompe di calore e il rilancio in Francia del leasing sociale per i veicoli elettrici. Secondo Jorgensen, questo dimostra perché non si dovrebbe “semplicemente bruciare denaro dei contribuenti in sussidi ai combustibili fossili”, ma piuttosto investirlo in tecnologie moderne che creino valore nel tempo per consumatori e imprese europee.
Cosa prevede il nuovo pacchetto
Tra i punti principali figura la creazione di un nuovo “Fuel Observatory”, incaricato di monitorare produzione, importazioni, esportazioni e livelli delle scorte dei carburanti per il trasporto nell’Unione. L’obiettivo, anche alla luce delle preoccupazioni per il periodo estivo richiamate da Jorgensen, è individuare più rapidamente eventuali squilibri e facilitare una gestione coordinata dell’offerta di carburanti in Europa. Il commissario ha inoltre spiegato che Bruxelles lavorerà con gli Stati membri per riempire le scorte di gas in vista del prossimo inverno “senza aggiungere pressioni inutili ai mercati” e che intende intensificare gli sforzi per garantire che le forniture di carburante, compreso quello per gli aerei, restino adeguate in tutta l’Unione.
Sul fronte della protezione di famiglie e imprese, la Commissione indica la possibilità di ricorrere a strumenti temporanei e mirati come sostegni al reddito, voucher energetici, formule di leasing sociale e riduzione delle accise sull’elettricità per i nuclei più vulnerabili. Bruxelles annuncia inoltre un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per dare maggiore flessibilità ai governi nazionali nel sostegno ai settori economici più esposti. In questa cornice, Jorgensen ha ricordato che gli Stati membri dispongono già di strumenti utili per proteggere i consumatori dai picchi di prezzo e che il ruolo dell’UE sarà quello di sostenere, coordinare e accelerare la diffusione delle pratiche più efficaci, incluse campagne per l’efficienza energetica e incentivi per prodotti che riducano i consumi.
Accanto alle misure d’urgenza, la comunicazione punta ad accelerare il passaggio verso energia pulita prodotta in Europa. Entro l’estate, la Commissione presenterà un Piano d’azione per l’elettrificazione, con un obiettivo ambizioso e misure per rimuovere gli ostacoli all’elettrificazione dell’industria, dei trasporti e degli edifici. Su questo punto Jorgensen è stato esplicito: “ora è il momento di espellere i combustibili fossili dalla produzione di elettricità” e di elettrificare in modo più rapido industria, trasporti, riscaldamento ed edifici in tutta Europa.
Il pacchetto richiama anche la necessità di rafforzare il sistema delle reti elettriche, di massimizzare l’uso delle infrastrutture rinnovabili già esistenti attraverso il repowering di grandi impianti e di rivedere oneri di rete e tassazione in modo da far pesare meno l’elettricità rispetto ai combustibili fossili. In parallelo, il commissario ha sottolineato che l’Europa dovrà rafforzare le proprie infrastrutture con più interconnessioni, maggiore capacità di stoccaggio e più flessibilità, collegando direttamente la risposta alla crisi attuale alla costruzione di un sistema energetico più resiliente.
Sul piano finanziario, Bruxelles ricorda che restano disponibili 219 miliardi di euro del Recovery and Resilience Facility, oltre ai fondi di coesione, ma sottolinea che il fabbisogno della transizione energetica arriva a 660 miliardi di euro l’anno fino al 2030, rendendo necessario anche un maggiore coinvolgimento dei capitali privati.
Anche su questo fronte Jorgensen ha invitato gli Stati membri a reindirizzare le risorse disponibili verso progetti energetici ad alto impatto, capaci di produrre benefici rapidi e concreti, e ha annunciato la convocazione di un vertice sugli investimenti nell’energia pulita per mobilitare finanziatori, sviluppatori e istituzioni pubbliche.

