Ultimamente stava facendo parlare di sé più per gli sconclusionati video sui social in cui balla su pezzi di Eminem o suona la batteria, ma il primo ministro armeno Nikol Pashinyan non ha perso il senno, e davanti al Parlamento europeo ha pronunciato un discorso che segna una svolta per il Caucaso meridionale.
Pashinyan ha presentato una nuova strategia politica che poggia su tre pilastri: la pace tra Armenia e Azerbaigian, l’avvio di un nuovo corridoio di trasporti regionale e l’inizio del percorso di adesione all’Unione europea.
Riguardo il primo punto, il premier attribuisce gran parte del merito al presidente statunitense Donald Trump. Infatti, è a Washington che, lo scorso agosto, Pashinyan ha firmato con l’omologo azero Ilham Aliyev la dichiarazione congiunta che normalizza i rapporti tra i due Paesi, prevedendo la riattivazione delle comunicazioni per il traffico interno, bilaterale e internazionale nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati coinvolti.
Tra gli obiettivi principali della dichiarazione figura la creazione di un collegamento diretto tra il territorio principale dell’Azerbaigian e l’exclave del Nakhichevan attraverso l’Armenia, con benefici reciproci per entrambe le economie e senza alcuna rivendicazione territoriale di Baku su Erevan.
Sebbene il presidente statunitense abbia preteso che quest’ultimo progetto rientrasse nel personale programma denominato “Trump International Route for Peace and Prosperity” (TRIPP), l’iniziativa era già stata presentata dallo stesso Pashinyan nel 2023 proprio davanti al Parlamento europeo con il nome “Crossroads of Peace”. Lo scopo era, ed è tutt’ora, quello di “trasformare il Caucaso meridionale in un nodo strategico per i collegamenti tra est e ovest e tra nord e sud, creando nuove opportunità logistiche e commerciali” ha detto il primo ministro armeno.
Pashinyan ha sottolineato che la pace tra Erevan e Baku sta già producendo effetti tangibili. Da otto mesi il confine tra i due Paesi è completamente pacificato e il 2025 è stato il primo anno dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, nel 1991, senza vittime o feriti legati alle ostilità tra Armenia e Azerbaigian. Per le comunità locali si tratta di un cambiamento radicale, “per la prima volta da decenni, gli abitanti dei villaggi di confine non sentono più colpi di arma da fuoco”.
La normalizzazione si riflette anche nei trasporti. “Nel novembre 2025 un treno ha raggiunto l’Armenia passando attraverso Azerbaigian e Georgia, un evento senza precedenti dalla fine dell’Urss”, ha detto Pashinyan, che ha ringraziato Aliyev per la decisione, annunciata nell’ottobre dello stesso anno, di “revocare le restrizioni al traffico ferroviario verso l’Armenia”.
Erevan, ha spiegato il premier, è pronta a “garantire fin da subito il transito tra Azerbaigian e Turchia attraverso le infrastrutture esistenti sul proprio territorio”. Finora però né Baku né Ankara hanno utilizzato questa possibilità, probabilmente per evitare di rallentare l’implementazione del progetto TRIPP. Allo stesso tempo, l’Armenia ha “proposto di facilitare un collegamento stradale tra le regioni occidentali dell’Azerbaigian e il Nakhichevan attraverso il corridoio Kornidzor-Goris-Yeghegnadzor-Yeraskh”, ha aggiunto il premier.
Un’altra svolta significativa riguarda il rapporto con Bruxelles. Nel marzo 2025, l’Armenia – che già fa parte del Partenariato orientale – ha adottato la legge che avvia formalmente il processo di adesione all’Unione europea, entrata in vigore il mese successivo.
“L’obiettivo immediato non è l’adesione rapida, ma l’allineamento agli standard europei attraverso riforme politiche ed economiche”, ha chiarito Pashinyan. “Solo dopo il rispetto dei criteri richiesti Bruxelles potrà decidere se aprire o meno la porta all’ingresso del Paese”.
Sotto questo profilo, il premier ha individuato un ostacolo geopolitico rilevante: il congelamento del dialogo politico tra l’Unione europea e la Georgia. Poiché il territorio georgiano rappresenta il principale collegamento dell’Armenia con l’Europa, una normalizzazione delle relazioni tra Bruxelles e Tbilisi è considerata essenziale per il percorso europeo di Erevan.
Questo tema, particolarmente delicato vista la decisione unilaterale del governo georgiano di sospendere il processo di adesione, malgrado la volontà contraria di gran parte della cittadinanza, non è stato ulteriormente approfondito dal premier. Anzi, rivolgendosi di nascosto anche a Tbilisi, Pashinyan ha dedicato le parole conclusive del suo intervento al tema della libertà, della democrazia e del primato del diritto, menzionando la non violenta “Rivoluzione di velluto” avvenuta in Armenia nel 2018.
“Abbiamo mantenuto viva e in sviluppo la nostra democrazia anche in tempo di guerra, ma abbiamo anche compreso che la pace è l’unico modo per rendere irreversibile la democrazia”, ha dichiarato Pashinyan. “La democrazia ha reso possibile la pace e la pace renderà irreversibile la democrazia. Lunga vita alla pace, lunga vita alla democrazia”.

