La Commissione europea ha presentato mercoledì 4 marzo la Strategia industriale marittima dell’UE e la Strategia per i porti, due nuove iniziative volte a rafforzare la competitività, la sostenibilità, la decarbonizzazione, la sicurezza e la resilienza dell’intero ecosistema marittimo europeo. Le nuove strategie si concentrano in particolare su tre pilastri chiave del settore: porti, trasporto marittimo e cantieristica navale, ambiti ritenuti centrali per la crescita economica e l’autonomia strategica dell’Unione europea soprattutto a fronte della forte concorrenza asiatica.

Come sottolineato dalla Commissione, l’Europa è una vera e propria potenza marittima, con la più vasta area marittima collettiva al mondo. Il settore manifatturiero marittimo europeo è leader globale nella cantieristica di alta gamma e nelle tecnologie avanzate, mentre il comparto dello shipping rappresenta uno dei principali fornitori di servizi marittimi a livello internazionale, con oltre un terzo del tonnellaggio mondiale della flotta commerciale distribuito nei diversi segmenti del mercato.

Presentando le nuove strategie, il commissario europeo ai Trasporti, il greco Apostolos Tzitzikostas, ha sottolineato il ruolo centrale del mare nell’economia europea. “Le navi trasportano tre quarti di tutte le importazioni ed esportazioni dell’UE. Anche all’interno dell’Unione rappresentano circa il 30% del trasporto merci”, ha ricordato, evidenziando che il valore delle merci che transitano attraverso i porti europei supera 1.300 miliardi di euro l’anno.

Secondo il commissario, il settore marittimo europeo rimane una delle colonne portanti della competitività economica del continente. “L’Europa ha una lunga tradizione nel trasporto marittimo e la flotta controllata dall’UE è ancora la più grande al mondo. Navi e porti mantengono competitive le nostre economie e salvaguardano la qualità della vita dei cittadini”, ha affermato.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha evidenziato durante la presentazione a palazzo Berlaymont a Bruxelles come il pacchetto rappresenti un passaggio importante per un settore strategico per l’economia europea e per la coesione territoriale dell’Unione. “Il trasporto marittimo è cruciale per il commercio europeo di beni ed energia e i nostri porti sono le porte d’ingresso per materie prime, forniture energetiche e merci esportate dall’industria europea”, ha spiegato.

Fitto ha inoltre richiamato la dimensione territoriale della strategia, sottolineando che i porti sono anche motori di sviluppo locale e regionale. “Dove ci sono porti ci sono posti di lavoro, investimenti e infrastrutture”, ha affermato, ricordando che le regioni costiere e portuali sviluppano veri e propri ecosistemi economici attorno alla logistica, all’industria, ai servizi e all’innovazione.

Secondo il vicepresidente della Commissione, i porti di piccole e medie dimensioni, compresi quelli situati nelle isole e nelle regioni più remote, svolgono un ruolo fondamentale nel collegare le economie regionali alle priorità dell’Unione. “Il settore marittimo garantisce non solo il commercio ma anche la mobilità, soprattutto per le isole e per i territori più periferici”, ha osservato, ricordando che la Commissione sta lavorando anche a una strategia territoriale dedicata alle isole che sarà presentata nei prossimi mesi.

Inoltre, per il vicepresidente della Commissione UE, il settore marittimo contribuisce in modo decisivo alla coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea, collegando tra loro i territori e sostenendo lo sviluppo economico. “La nostra presenza congiunta oggi riflette l’importanza strategica di questo settore sotto molteplici dimensioni”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di un’azione coordinata tra competitività industriale, coesione territoriale e sostegno alle filiere strategiche europee.

Una strategia industriale per rafforzare la leadership marittima europea

La Strategia industriale marittima dell’UE punta a consolidare la leadership europea nel settore attraverso una serie di iniziative mirate. Tra queste figura la creazione di una EU Industrial Maritime Value Chains Alliance, un’alleanza destinata a rafforzare le filiere industriali del comparto e a promuovere tecnologie avanzate come la cantieristica ad alta tecnologia, le navi di supporto per l’eolico offshore, i droni sottomarini e le attrezzature portuali di nuova generazione.

Parallelamente, nell’ambito del programma Horizon Europe, sarà lanciato un bando di punta per la ricerca e l’innovazione denominato “Shipyards of the Future”, che sosterrà la sperimentazione di soluzioni innovative direttamente nei cantieri navali europei. L’obiettivo è testare nuove tecnologie in condizioni operative reali e favorirne la diffusione su larga scala in tutta l’Unione.

Per rafforzare la competitività del trasporto marittimo europeo, la Commissione avvierà inoltre un dialogo con gli Stati membri per promuovere l’utilizzo delle bandiere europee e semplificare le procedure amministrative. Tra gli aspetti presi in considerazione vi saranno anche gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e verifica previsti dal sistema EU ETS Maritime e dalla normativa FuelEU Maritime, con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici per gli operatori del settore.

La strategia intende inoltre mobilitare la domanda pubblica e i finanziamenti europei per stimolare investimenti privati nell’innovazione e nella digitalizzazione della cantieristica, oltre che nel rinnovamento e nella decarbonizzazione della flotta marittima. A tal fine, la Commissione prevede l’introduzione di criteri non basati esclusivamente sul prezzo nella revisione delle direttive sugli appalti pubblici, in modo da valorizzare tecnologie sostenibili e ad alto contenuto innovativo.

Secondo Tzitzikostas, la strategia arriva in un momento in cui il settore marittimo europeo si trova ad affrontare pressioni crescenti. “Il nostro settore marittimo affronta una concorrenza globale intensa e crescenti tensioni geopolitiche, con navi che operano in un ambiente sempre più complesso”, ha osservato, ricordando anche le recenti tensioni in Medio Oriente che dimostrano “l’importanza strategica del trasporto marittimo e la necessità di mantenere la resilienza del settore”.

La strategia punta, inoltre, a garantire condizioni di concorrenza eque a livello globale per i cantieri e i produttori europei di equipaggiamenti marittimi. La Commissione prevede il rafforzamento degli strumenti di finanziamento all’export e l’adozione di politiche commerciali mirate, inclusa la possibile introduzione di uno strumento settoriale specifico.

La dimensione strategica del settore emerge anche nella sua natura dual-use, con applicazioni civili e militari. In questo contesto la Commissione intende rafforzare le capacità produttive dell’industria navale europea e sviluppare un meccanismo di sostegno alla costruzione di traghetti dual-use, in grado di trasportare anche equipaggiamenti militari in caso di crisi.

Il settore marittimo europeo rimane infatti una realtà industriale significativa: nell’Unione operano oltre 300 cantieri navali e circa 28.000 produttori di equipaggiamenti, mentre il 97% delle navi da crociera e il 67% dei rompighiaccio a livello mondiale sono costruiti in Europa. “Questa leadership vale la pena di essere protetta”, ha sottolineato Tzitzikostas.

La strategia dedica anche particolare attenzione alle competenze e all’occupazione nel settore. La Commissione intende individuare le lacune nelle competenze e lavorare con le parti sociali per rafforzare la formazione e l’aggiornamento professionale, garantendo al contempo posti di lavoro di qualità, condizioni di lavoro e standard di sicurezza elevati.

Una strategia per porti più competitivi, sostenibili e sicuri

Accanto alla strategia industriale, la Commissione ha adottato anche una Strategia europea per i porti, riconoscendo il ruolo centrale che queste infrastrutture svolgono nell’economia dell’Unione. I porti europei gestiscono infatti circa il 74% del commercio estero dell’UE, movimentando ogni anno oltre 3,4 miliardi di tonnellate di merci e quasi 395 milioni di passeggeri.

Secondo il commissario ai Trasporti, i porti rappresentano molto più che semplici infrastrutture logistiche. “Sono asset strategici per il commercio, l’energia, l’industria e anche per la mobilità militare”, ha affermato Tzitzikostas, sottolineando che il rafforzamento della loro sicurezza e resilienza è diventato sempre più urgente in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Per garantire un’attuazione efficace delle nuove strategie, la Commissione istituirà un Maritime Industries and Ports Board ad alto livello, presieduto dal commissario competente e dai vicepresidenti esecutivi responsabili, con il compito di coordinare le iniziative e monitorarne l’attuazione. In merito Tzitzikostas ha sottolineato che queste iniziative vanno oltre la dimensione puramente politica.

“Non si tratta solo di politiche settoriali. Si tratta di preparazione, di sovranità e di prosperità a lungo termine”, ha affermato, invitando Stati membri e operatori del settore a tradurre le strategie in azioni concrete. “L’autonomia strategica europea non sarà costruita solo a Bruxelles: sarà costruita nei nostri cantieri, nei nostri porti e nelle nostre comunità marittime”.

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