L’Unione europea si schiera a difesa del diritto dell’Armenia a scegliere il proprio percorso politico e i propri partner, mentre Mosca aumenta la pressione su Erevan in vista delle elezioni parlamentari del 7 giugno. La Commissione europea ha reagito alle nuove minacce russe legate all’avvicinamento del premier armeno Nikol Pashinyan, denunciando tentativi di coercizione e interferenza nel processo democratico del Paese.
“L’Armenia, in quanto Paese sovrano, democratico e indipendente, ha pieno diritto di scegliere il proprio percorso e i propri partner”, ha dichiarato il portavoce della Commissione UE per gli Affari esteri, Anouar el Anouni, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il briefing di mezzogiorno a Palazzo Berlaymont. “Stiamo sostenendo la resilienza democratica dell’Armenia, anche contro le minacce ibride, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze straniere, nonché contro i tentativi di minare la fiducia nelle istituzioni democratiche”, ha affermato.
La presa di posizione arriva in una fase di forte tensione tra Mosca ed Erevan. Negli ultimi giorni la Russia ha moltiplicato gli avvertimenti nei confronti del governo del premier Nikol Pashinyan, accusato di spingere l’Armenia verso l’orbita occidentale e di mettere in discussione i tradizionali legami politici, economici e di sicurezza con Mosca. Il Cremlino ha minacciato conseguenze economiche rilevanti, inclusa la possibile fine delle forniture agevolate di gas, petrolio e diamanti grezzi, mentre le autorità russe hanno introdotto nuove restrizioni temporanee su diversi prodotti agricoli armeni, tra cui pomodori, cetrioli, peperoni e fragole.
Il quadro si è ulteriormente aggravato dopo il richiamo per consultazioni dell’ambasciatore russo a Erevan, Sergei Kopyrkin, una mossa letta come un segnale politico di protesta contro il progressivo avvicinamento dell’Armenia all’Unione europea.
In parallelo, i Paesi dell’Unione economica eurasiatica più vicini a Mosca — Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan — hanno chiesto che l’Armenia chiarisca la propria collocazione strategica, anche attraverso un referendum sulla scelta tra l’integrazione europea e la permanenza nello spazio economico eurasiatico.
Per Bruxelles, il tempismo dell’offensiva russa non è casuale. “Sia chiaro: la tempistica non è una coincidenza”, ha affermato El Anouni. “La Russia mira a fermare l’economia dell’Armenia e a influenzare l’esito delle elezioni parlamentari in Armenia. Continueremo a sostenere l’Armenia nel far fronte a questi tentativi di coercizione”, ha aggiunto.
Le parole della Commissione si inseriscono in un contesto di rapido rafforzamento dei rapporti tra Bruxelles ed Erevan. Il primo vertice UE-Armenia, tenutosi a maggio a Erevan con la partecipazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa, ha segnato un salto politico nelle relazioni bilaterali. In quella occasione, l’UE ha ribadito il sostegno alla sovranità, alla resilienza democratica e al percorso di riforme dell’Armenia, con un’agenda centrata su connettività, energia, trasporti, cooperazione digitale, sicurezza e difesa.
La pressione russa arriva a pochi giorni dal voto parlamentare del 7 giugno, nel quale il partito Contratto Civile di Pashinyan si presenta come forza favorevole a un ulteriore rafforzamento dei legami con l’Occidente. Dopo la riconquista azera del Nagorno-Karabakh nel 2023 e le critiche armene alla mancata protezione russa, Erevan ha progressivamente ridotto la dipendenza politica da Mosca, sospendendo la partecipazione all’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva e intensificando i rapporti con Unione europea e Stati Uniti.

