La Commissione europea ha attivato il meccanismo di scambio delle informazioni sulla sicurezza aerea a livello dell’Unione europea, in seguito alla serie di allarmi bomba che, negli ultimi giorni, ha interessato decine di voli commerciali in diversi Paesi europei, provocando deviazioni, atterraggi precauzionali, controlli straordinari e, in alcuni casi, l’intervento di velivoli militari. Ad annunciarlo è stato il commissario europeo ai Trasporti e al Turismo sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, con una dichiarazione pubblicata giovedì 5 novembre sul proprio account X.

“Qualsiasi minaccia contro i civili è inaccettabile e la sicurezza dei cittadini resta una priorità”, ha affermato Tzitzikostas, precisando che l’esecutivo comunitario continua a seguire da vicino gli sviluppi ed è in contatto con gli Stati membri interessati e con l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (EASA).

Il commissario ha inoltre chiesto alle autorità nazionali competenti di collaborare strettamente con i gestori degli aeroporti, le compagnie aeree e le forze dell’ordine. Tzitzikostas ha ricordato che la valutazione delle minacce, lo svolgimento delle indagini e l’adozione delle misure necessarie per garantire la sicurezza del trasporto aereo rimangono responsabilità delle autorità nazionali.

Bruxelles mantiene tuttavia una posizione prudente sull’origine degli episodi. Secondo il commissario, è ancora “prematuro trarre conclusioni su un eventuale collegamento tra gli episodi segnalati”, mentre le indagini condotte nei diversi Stati membri sono tuttora in corso.

Decine di voli coinvolti in Europa

L’intervento della Commissione arriva dopo una nuova ondata di segnalazioni che, nella sola giornata del 5 novembre, ha interessato quasi 30 voli europei, secondo una ricostruzione dell’agenzia Reuters. Gli episodi hanno coinvolto, tra le altre, le compagnie Aer Lingus, Finnair, Ryanair, Wizz Air, LOT Polish Airlines, Iberia ed easyJet.

In Italia, un volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino è stato scortato da caccia dell’Aeronautica Militare prima di atterrare regolarmente. Le verifiche condotte a bordo e sui bagagli non hanno rilevato la presenza di ordigni. Un volo Aer Lingus da Dublino a Roma è stato invece dirottato sulla base aerea francese di Évreux, mentre un collegamento Wizz Air da Milano Malpensa a Varsavia è atterrato a Vienna. Altre segnalazioni hanno interessato voli diretti o provenienti da scali italiani.

Le verifiche effettuate non hanno finora confermato la presenza di esplosivi. I falsi allarmi hanno comunque comportato l’attivazione delle procedure di sicurezza, con interventi delle forze di polizia, degli artificieri e, in alcuni casi, delle aeronautiche militari nazionali.

Negli scali italiani ad aver fatto scattare l’allarme è stata una mail firmata dal gruppo “Combattenti dello Stato maschile”, una firma che rimanda movimento russo ultranazionalista “Muzhskoye Gosudarstvo”. “Noi combattenti dello stato maschile con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre”, si legge nella mail.

Fondato nel 2016 dal blogger russo Vladislav Pozdnyakov e già noto alle autorità internazionali, Muzhskoye Gosudarstvo è un movimento ultranazionalista, misogino e razzista, noto per le campagne di intimidazione e molestie online contro donne e minoranze. Condannato nel 2018 per istigazione all’odio, Pozdnyakov ha visto la sua organizzazione dichiarata estremista e messa al bando dalle autorità russe nel 2021. Il movimento si è inoltre distinto per le posizioni favorevoli all’invasione russa dell’Ucraina. Al momento, Pozdnyakov ha negato qualsiasi coinvolgimento negli allarmi bomba che hanno interessato i voli europei.

Tra le ipotesi esaminate dagli esperti di sicurezza figura quella di un’operazione finalizzata non soltanto a provocare disagi e perdite economiche, ma anche a verificare le modalità di risposta delle autorità e delle compagnie aeree. Resta tuttavia aperta anche la possibilità di iniziative individuali o di episodi di emulazione.

Al momento, nessun governo ha identificato pubblicamente i responsabili degli allarmi. La prudenza espressa da Tzitzikostas riflette dunque l’assenza di elementi conclusivi per stabilire se la successione di minacce faccia parte di un’azione coordinata o sia il risultato di episodi distinti.

I precedenti

La nuova ondata di segnalazioni non costituisce un episodio isolato. Già il 2 e il 3 novembre diversi voli erano stati interessati da analoghe minacce. In particolare, un aereo Wizz Air partito da Londra Luton e diretto a Sofia era stato dirottato su Budapest, mentre altri collegamenti europei avevano subito controlli e ritardi. Anche in questi casi gli accertamenti non avevano individuato ordigni.

Un precedente significativo risale all’ottobre 2023, quando in Francia una serie di falsi allarmi bomba provocò l’evacuazione di numerosi aeroporti. Il 18 ottobre furono cancellati circa 130 voli, mentre nei giorni successivi nuove segnalazioni determinarono ulteriori evacuazioni e interruzioni delle operazioni aeroportuali. Le minacce, trasmesse anche attraverso email e telefonate, interessarono scali come Bordeaux, Lille e Tolosa.

In quell’occasione, le autorità francesi avviarono indagini per individuare i responsabili. L’allora ministro dell’Interno Gérald Darmanin annunciò il fermo di 18 persone nell’arco di 48 ore, sottolineando come la successione di falsi allarmi rischiasse di compromettere il funzionamento dei servizi di sicurezza e di sottrarre risorse alla gestione di eventuali emergenze reali.

[a cura di Simone Cantarini]

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