Un satellite militare russo potrebbe aver simulato un attacco contro un satellite commerciale europeo. È l’ipotesi avanzata da Greg Gillinger, analista spaziale della società statunitense Integrity ISR, dopo l’avvicinamento del Cosmos 2612 al satellite X36 della finlandese ICEYE avvenuto a metà ottobre.

Secondo i dati disponibili, il satellite russo è arrivato a circa un chilometro da X36 e, secondo alcune stime, a poche centinaia di metri. Un comportamento che gli esperti considerano particolarmente insolito per un satellite militare in orbita bassa. Gillinger ha definito l’episodio “una simulazione d’attacco”, descrivendolo come la posizione più aggressiva assunta finora dalla Russia nei confronti di un satellite appartenente a un altro Paese.

X36 appartiene alla costellazione di ICEYE, azienda finlandese specializzata nell’imaging radar satellitare. I suoi dati vengono forniti a governi e forze armate occidentali, inclusa l’Ucraina, e sono utilizzati per ottenere informazioni anche in presenza di nuvole o durante la notte.

L’importanza militare delle costellazioni commerciali è aumentata significativamente dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Proprio per questo Mosca ha più volte avvertito che i satelliti occidentali che sostengono Kyiv potrebbero diventare obiettivi legittimi.

L’episodio di ottobre non rappresenta inoltre un caso isolato. A maggio, quattro satelliti militari russi, tra cui proprio Cosmos 2612, avevano già effettuato manovre in prossimità di X36. Dopo che ICEYE aveva spostato il proprio satellite, la Russia aveva effettuato ulteriori manovre.

Il comportamento russo ha quindi attirato l’attenzione degli alleati europei e statunitensi, anche per il possibile impatto su altre grandi costellazioni commerciali, come Starlink di SpaceX.

L’intenzione di Mosca resta tuttavia incerta. Il comandante delle forze spaziali tedesche, il maggior generale Michael Traut, ha sottolineato che un avvicinamento gel genere può avere diversi obiettivi: dall’ispezione alla raccolta di informazioni, fino all’interferenza con il funzionamento del satellite.

La capacità di effettuare una simile manovra, ha precisato Traut, non costituisce quindi di per sé la prova che la Russia stesse preparando un attacco. I dati orbitali disponibili pubblicamente non permettono di stabilire con certezza le intenzioni del veicolo russo.

Il rischio, però, riguarda anche la possibilità di un’interazione accidentale. A differenza dei sistemi terrestri, le collisioni nello spazio possono avere conseguenze a cascata, soprattutto in orbite congestionate e caratterizzate dalla presenza di grandi costellazioni.

A rendere l’episodio ancora più delicato è il fatto che due satelliti russi appartenenti allo stesso gruppo di Cosmos 2612 si starebbero ora dirigendo verso la traiettoria di un altro satellite ICEYE, denominato X37. Anche la società statunitense COMSPOC ha rilevato che i due veicoli stanno assumendo una posizione sempre più favorevole per un possibile avvicinamento.

L’episodio di Cosmos 2612 mostra come la competizione strategica possa spostarsi nello spazio senza necessariamente arrivare a un attacco diretto. Manovre di avvicinamento, sorveglianza e potenziale interferenza possono infatti consentire a una potenza di mettere alla prova le capacità dell’avversario mantenendosi al di sotto della soglia di un conflitto aperto.

“La possibilità di un attacco aumenta considerevolmente”, ha osservato Andrew Turner, consulente nel settore spaziale ed ex alto ufficiale della Royal Air Force britannica. Il confine tra deterrenza, dimostrazione di capacità e vera e propria aggressione, nello spazio, appare quindi sempre più sottile.

Foto di: Un satellite della costellazione della finlandese ICEYE [Defensie Nederland, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons]

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