Ieri (5 novembre) si sono svolte in tutta la Francia manifestazioni in gran parte pacifiche, nonostante alcuni scontri con la polizia a Parigi e Lione, durante uno sciopero di un giorno indetto dai lavoratori del settore pubblico, in una nuova sfida al presidente Emmanuel Macron.

Alle proteste hanno partecipato diversi politici di primo piano, tra cui i candidati alla presidenza Jean-Luc Mélenchon (LFI | Left) e Raphaël Glucksmann (PP | S&D). Le manifestazioni fanno seguito alle proteste contro il costo della vita, i servizi pubblici e l’istruzione, che hanno provocato i peggiori disordini sociali in Francia degli ultimi anni.

Tra cinque mesi si svolgeranno le elezioni presidenziali, alle quali Macron non potrà candidarsi, e che mettono sotto pressione il primo ministro Sébastien Lecornu in vista dell’incontro di lunedì (9 novembre) con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro sul costo della vita e sui salari. In un eventuale ballottaggio, ciò potrebbe contrapporre la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen al candidato della sinistra radicale Mélenchon.

Il ministero dell’Interno ha dichiarato che 575.000 persone hanno partecipato alle proteste in tutto il Paese, mentre il sindacato CGT, uno degli organizzatori, ha parlato di 1,6 milioni di partecipanti.

Lavoratori e studenti hanno unito le forze per chiedere un cambiamento. “C’è molta preoccupazione per il futuro, in particolare per questioni come i salari e i servizi pubblici”, ha dichiarato Alice Martinovic, una studentessa di 18 anni che partecipava alla manifestazione di Parigi. “Spero che, nelle prossime elezioni, i candidati prendano davvero in considerazione questo movimento e ascoltino le opinioni dei giovani e degli studenti, ai quali ora si sono uniti molti altri lavoratori”.

A Parigi, all’inizio il clima era festoso, con un gruppo eterogeneo di partecipanti che cantava la Marsigliese e alcuni carri dall’aspetto carnevalesco. Lo sciopero di un giorno, al quale hanno aderito anche alcuni lavoratori del settore energetico e insegnanti, ha portato alla chiusura della Torre Eiffel, ma non ha causato gravi disagi ai trasporti.

Tuttavia, dopo circa due ore, alcune delle persone in testa al corteo si sono scontrate con la polizia, che ha utilizzato gas lacrimogeni. La polizia di Parigi ha dichiarato che alcune persone incappucciate avevano compiuto atti di vandalismo e che gli agenti erano intervenuti immediatamente per fermarle e isolarle.

Scontri sono scoppiati anche tra alcuni manifestanti e la polizia mentre la protesta volgeva al termine, costringendo le autorità a spegnere almeno un piccolo incendio divampato ai margini della manifestazione. Successivamente, il ministero dell’Interno ha dichiarato che 53 agenti di polizia erano rimasti feriti e che 448 persone erano state arrestate.

A Lione, la polizia antisommossa ha utilizzato gas lacrimogeni e ha caricato un gruppo di manifestanti, alcuni dei quali scandivano slogan contro la polizia. Tra i manifestanti, alcuni erano vestiti di nero e avevano il volto coperto. Il ministero dell’Interno ha dichiarato che gli agenti erano stati affrontati da diverse centinaia di manifestanti e che le violenze erano state contenute, anche se le tensioni rimanevano elevate.

Il ministero dell’Interno ha dichiarato che giovedì mattina (5 novembre), a Tolosa, nel sud-ovest del Paese, alcune persone hanno utilizzato fuochi d’artificio per appiccare un incendio in un liceo. Alcune persone hanno lanciato oggetti contro i vigili del fuoco intervenuti sul posto. “Questo comportamento criminale è uno scandalo assoluto”, ha dichiarato su X il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray.

Diverse scuole superiori nella regione di Parigi sono state danneggiate e una scuola nel centro della città è stata incendiata, hanno riferito le autorità regionali.

Mentre le manifestazioni a Lione e in altre città, tra cui Marsiglia e Nantes, sono iniziate in mattinata, il principale corteo di Parigi è partito nel pomeriggio da Place de la République.

Le rivolte del 17 ottobre avevano colto di sorpresa le forze dell’ordine, lasciando negozi ed edifici pubblici danneggiati in tutto il Paese e alimentando le critiche alla gestione della crisi da parte di Macron. Da allora, le autorità francesi hanno imposto coprifuoco, vietato i grandi assembramenti e obbligato i manifestanti a percorrere itinerari alternativi lontani dai principali viali. I sindacati hanno duramente contestato queste misure.

“Il governo ha cercato di bloccare le manifestazioni. Le manifestazioni sono più grandi che mai”, ha dichiarato ai giornalisti Sophie Binet, segretaria generale del sindacato CGT.

Circa 70.000 agenti di polizia erano in servizio in tutto il Paese, un numero paragonabile a quello dei fine settimana recenti. Il governo francese ha difeso le modalità di intervento della polizia, affermando al contempo che eventuali abusi sarebbero stati oggetto di indagine.

Lo sciopero ha contribuito a una riduzione della produzione di energia nucleare francese nelle prime ore di giovedì, mentre il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato che poco più del 15% del personale docente francese aveva aderito allo sciopero.

Foto di: Sciopero in Francia del 5 novembre [Gabriele Cavalleri]

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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