La Commissione europea ha presentato oggi la prima strategia dell’UE per il turismo sostenibile, con l’obiettivo di rafforzare la competitività, la sostenibilità e la resilienza di un settore che pesa per il 10% del valore aggiunto lordo dell’Unione, sostiene oltre 20 milioni di posti di lavoro e conta 5 milioni di imprese, il 99% delle quali PMI.

Il documento, adottato dal Collegio dei commissari e illustrato in conferenza stampa dal vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, e dal commissario per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, arriva in un momento di incertezza geopolitica, carenza di competenze e manodopera, aumento dei costi dei carburanti ed evoluzione delle aspettative dei viaggiatori. Il settore ha però dimostrato di saper reggere: secondo la Commissione, il 76% degli europei prevede di partire nei prossimi sei mesi.

“Un cambio di approccio”

Fitto ha presentato la strategia definendola una svolta politica. “Passiamo dal riconoscere l’importanza del turismo a una strategia europea concreta, con priorità e risultati chiari”, ha dichiarato, aggiungendo che finora “troppo spesso le comunità locali sono state lasciate sole” ad affrontare opportunità e sfide.

Il vicepresidente ha insistito sul legame con la politica di coesione: “Il turismo è una delle più grandi opportunità di sviluppo territoriale d’Europa. Con questa strategia mettiamo insieme politiche e strumenti europei per sprigionarne tutto il potenziale. Il nostro obiettivo è garantire che il turismo generi crescita e prosperità in tutte le regioni, preservando la diversità e l’identità unica dei nostri territori”. Fitto ha precisato che strumenti, parametri di riferimento e linee guida europei saranno utilizzabili da Stati membri, regioni ed enti locali “su base volontaria”.

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Sei obiettivi, tre pilastri

Tzitzikostas ha definito il testo “il quadro politico europeo più ambizioso, completo e olistico per il turismo finora”. La strategia si articola in sei obiettivi, tra cui competitività, promozione di “Destinazione Europa”, turismo equilibrato e accessibile, e transizione verde e digitale, e poggia su tre pilastri – competitività, sostenibilità e resilienza, promozione dell’Europa nel mondo – ai quali si affiancano due priorità orizzontali, ossia investimenti e governance inclusiva, da un lato, mobilità e infrastrutture dall’altro.

Sul fronte della competitività, il fiore all’occhiello è la EU Tourism Academy, per formare e attrarre talenti e migliorare le condizioni di lavoro. Previsti anche l’Osservatorio UE sul turismo, lo spazio comune europeo dei dati sul turismo e un’iniziativa di semplificazione per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese. “Le competenze e la carenza di manodopera sono tra le maggiori sfide del turismo oggi”, ha sottolineato Tzitzikostas.

Diversificare e “destagionalizzare” il turismo 

Il secondo pilastro risponde al problema del sovraffollamento di alcune aree dell’Unione, come le città, ma anche le attrazioni naturalistiche. “Appena il 13% delle regioni europee concentra il 50% di tutte le notti trascorse in Europa”, ha ricordato il commissario greco, secondo cui “dobbiamo andare oltre l’inseguimento dei numeri e concentrarci sul valore duraturo”.

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La Commissione proporrà un modello UE per la gestione del turismo, una raccomandazione per il Consiglio sul turismo equilibrato e una cassetta degli attrezzi per le destinazioni, oltre ad una rete di coordinamento UE per le crisi nel turismo. “Lo abbiamo visto durante le guerre recenti e in crisi precedenti come la pandemia”, ha osservato Tzitzikostas.

Proiezione globale e connettività

L’Europa, che attira circa il 40% degli arrivi turistici internazionali, intende consolidare la propria leadership attraverso il quadro “Destinazione Europa”, il dialogo con partner chiave come Giappone, India e, a breve, i Paesi del Golfo, e la cooperazione con organizzazioni internazionali. “Non daremo questa posizione per scontata”, ha avvertito il commissario, annunciando che entro fine anno firmerà un nuovo quadro di cooperazione con UN Tourism. Debutteranno anche le Capitali europee del turismo, con premi previsti per le destinazioni meno note e più innovative.

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Sul fronte dei trasporti, Tzitzikostas ha annunciato per il prossimo anno una strategia aggiornata per l’aviazione, mentre sono in lavorazione noleggi auto transfrontalieri più economici e l’interoperabilità della bigliettazione del trasporto locale in tutta l’UE.

Nell’attuale quadro finanziario pluriennale il turismo beneficia di 15 programmi di finanziamento, tra cui politica di coesione, Dispositivo per la ripresa e la resilienza, Horizon Europe e Programma per il mercato unico, per un sostegno stimato in 18 miliardi di euro entro fine periodo. Per l’attuazione nascerà una EU Tourism Alliance, che riunirà autorità nazionali, regionali e locali, imprese e parti interessate.

“Questa strategia riguarda, in definitiva, il fatto che tutti traggano beneficio dal turismo”, ha concluso Tzitzikostas, definendo il turismo “uno dei più grandi asset economici strategici dell’Europa” e promettendo che i benefici raggiungeranno “imprese, comunità locali e cittadini in tutta Europa”.

[Fonte foto di copertina: EC – Audiovisual Service – Photographer: Lukasz Kobus]

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