L’Unione europea intende costruire con il Canada un rapporto più stretto di quello sviluppato finora con qualsiasi altro Paese non appartenente all’UE, nonostante le riserve espresse da diversi Stati membri sulla proposta di attribuire a Ottawa lo status di “membro associato”. A ribadirlo è stata la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, rispondendo durante il briefing quotidiano di venerdì 30 ottobre alle domande dei giornalisti che chiedevano chiarimenti sulle basi giuridiche della proposta avanzata dalla presidente Ursula von der Leyen.

“Stiamo valutando la possibilità di avvicinare realmente il Canada all’UE, più di qualsiasi altro Paese non appartenente all’Unione, più di quanto abbiamo mai fatto prima, in termini di maggiore allineamento e cooperazione sulle politiche, sui programmi e sulla governance”, ha dichiarato Pinho.

La portavoce ha precisato che il progetto non prevede un’adesione a pieno titolo del Canada, esclusa dall’attuale quadro dei Trattati europei, ma punta a sviluppare un modello di associazione più avanzato rispetto agli accordi finora conclusi dall’Unione con Paesi terzi.

Il 21° vertice UE-Canada, che ha preso il via ieri a Montréal, riunisce il primo ministro canadese Mark Carney, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche, politiche e strategiche tra Bruxelles e Ottawa. La delegazione europea comprende anche le vicepresidenti esecutive Teresa Ribera e Henna Virkkunen e i commissari Maroš Šefčovič (Commercio), Andrius Kubilius (Difesa) e Jessika Roswall (Ambiente), impegnati in incontri bilaterali con diversi ministri canadesi.

Il 29 ottobre è stato firmato un accordo sull’istituzione, i privilegi e le immunità della delegazione dell’UE in Canada, volto a disciplinarne lo status diplomatico. L’intesa non riguarda la proposta di adesione associata del Canada all’Unione europea.

Il principale risultato politico atteso dal vertice del 30 ottobre è il lancio di una nuova “Alleanza per il futuro”, destinata ad approfondire la cooperazione nei settori della difesa, della sicurezza economica, delle materie prime critiche, dell’energia, delle tecnologie digitali e della ricerca.

I leader dovrebbero adottare una dichiarazione congiunta che prevede un’associazione sempre più stretta del Canada all’UE, senza arrivare all’adesione a pieno titolo. Sono inoltre attesi un accordo quadro tra il Canada e la Banca europea per gli investimenti, per sostenere nuovi investimenti, e sviluppi nella cooperazione sul commercio digitale. Sul tavolo anche il sostegno all’Ucraina e le relazioni transatlantiche, in una fase segnata dalle tensioni commerciali e dalla ricerca di una maggiore autonomia strategica europea e canadese.

SOTEU, von der Leyen rilancia il rapporto con il Canada: verso un nuovo status nell’UE

Von der Leyen non rinuncia alla formula di membro associato

Ad accendere il dibattito di questi giorni è stato però la definizione del Canada come “membro associato” annunciata dalla stessa von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione lo scorso 16 settembre a Strasburgo a cui aveva assistito anche il premier canadese Carney, intervenuto a sua volta davanti alla plenaria del Parlamento UE il giorno seguente.

Alla vigilia del vertice, von der Leyen ha ribadito la propria intenzione di fare del Canada il primo membro associato dell’Unione europea, nonostante la contrarietà di diversi governi alla denominazione proposta. Intervenendo il 29 ottobre al C.D. Howe Institute di Montréal, la presidente della Commissione ha spiegato che Bruxelles e Ottawa stanno discutendo la possibilità di realizzare una forma di “associazione senza adesione”.

“Stiamo discutendo l’idea che il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione europea”, ha dichiarato von der Leyen, aggiungendo che l’obiettivo è costruire un partenariato che si avvicini all’adesione più di qualsiasi altro accordo precedente.

La presidente ha indicato tre direttrici principali: un maggiore allineamento delle politiche, una cooperazione più stretta nella governance e una partecipazione rafforzata ai programmi europei.

La collaborazione potrebbe riguardare settori come l’intelligenza artificiale, il clima, l’energia e la sicurezza, ma anche prevedere rapporti più strutturati tra Commissione europea e governo canadese, tra i rispettivi parlamenti e tra le istituzioni giudiziarie.

L’ambizione di rafforzare ulteriormente i rapporti con il Canada è stata condivisa dal presidente del Consiglio europeo António Costa, intervenuto il 29 ottobre al Consiglio per le relazioni internazionali di Montréal.

“La presidente von der Leyen ha persino avanzato l’idea audace di fare del Canada un membro associato dell’Unione europea. Condivido la sua ambizione”, ha dichiarato Costa.

Il presidente del Consiglio europeo ha tuttavia lasciato aperta la questione della denominazione, sottolineando che, indipendentemente dal termine utilizzato, il futuro rapporto con Ottawa dovrà rappresentare una forma di associazione particolarmente avanzata. “Che si usi questo termine o un altro, una cosa è chiara: la nostra associazione sarà la più stretta, la più profonda e la più unica di tutte”, ha affermato.

Il Canada si avvicina all’Europa: von der Leyen definisce una nuova direzione per le relazioni con l’UE

Le riserve dei governi europei

La proposta ha tuttavia incontrato le resistenze di diversi Stati membri, preoccupati soprattutto dalle implicazioni giuridiche e istituzionali dell’introduzione di uno status non previsto dai Trattati europei.

Come riportato da diversi media UE, i rappresentanti dei Ventisette non sono riusciti a trovare un accordo sulla definizione di “membro associato” da inserire nella dichiarazione congiunta del vertice. La formulazione è stata quindi sostituita con il riferimento a “un’associazione sempre più stretta del Canada all’UE, senza arrivare all’adesione a pieno titolo”, rinviando al prossimo vertice del 2027 la definizione concreta di questo nuovo rapporto.

Secondo quanto riportato anche dal Financial Times e da Le Monde, tra i governi contrari alla formula figura la Germania. Una delle preoccupazioni riguarda il possibile impatto della creazione di uno status di membro associato sui rapporti con altri Paesi europei, in particolare quelli coinvolti nei processi di allargamento, come l’Ucraina, o già legati all’UE da accordi particolarmente avanzati, come Norvegia e Svizzera.

La modifica della dichiarazione congiunta non ha tuttavia indotto von der Leyen a rinunciare alla propria proposta. Anche al suo arrivo in Canada, la presidente aveva ribadito sui social network l’ambizione di avvicinare Ottawa all’Unione “più che mai, in qualità di membro associato dell’UE”.

Didascalia: da sinistra a destra António Costa, Mark Carney e Ursula von der Leyen. EC – Audiovisual Service/Dati Bendo. Montreal, Canada, 29 ottobre 2026.

 

, , , , , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *