La presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde, ha annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico a partire dal 7 febbraio 2027, con circa otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista per il 31 ottobre 2027. Ad riferirlo è stato il presidente del Consiglio europeo, António Costa, in una nota diffusa oggi, 29 ottobre. La decisione coincide con la riunione del Consiglio direttivo della BCE in programma nella stessa giornata.

“Sono stato informato da Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, della sua intenzione di dimettersi dal suo incarico il 7 febbraio 2027. Prendo atto della sua decisione con il dovuto rispetto”, ha dichiarato Costa. Il presidente del Consiglio europeo ha quindi ringraziato Lagarde per la dedizione dimostrata alla guida dell’istituto di Francoforte dal novembre 2019, sottolineando come l’Europa abbia beneficiato della sua leadership in una fase caratterizzata da profonde crisi economiche e geopolitiche. Dalla pandemia alla guerra in Ucraina, passando per le crisi energetiche e gli shock inflazionistici, Lagarde, secondo Costa, ha fornito una guida “salda e determinata”, contribuendo a salvaguardare la stabilità e la resilienza dell’area dell’euro.

Costa ha inoltre annunciato l’avvio immediato della procedura per individuare il successore. “Per garantire una transizione agevole alla prossima leadership della BCE, il processo per la nomina del suo successore sarà avviato oggi e proseguirà senza indugio”, ha spiegato. La decisione finale spetterà al Consiglio europeo, nella composizione dei Paesi dell’area euro, secondo quanto previsto dall’articolo 283, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

La stessa BCE ha confermato ufficialmente le dimissioni con un comunicato pubblicato il 29 ottobre. L’istituto ha precisato che Lagarde ha informato della propria decisione sia il Consiglio direttivo sia Costa. Al termine della comunicazione, i membri del Consiglio direttivo hanno ringraziato calorosamente la presidente, tributandole una lunga standing ovation.

In un breve video diffuso sui social, Lagarde ha tracciato un bilancio della propria esperienza alla guida della politica monetaria europea. “Lascio questa istituzione con un senso di buon lavoro fatto e una BCE pronta per il futuro”, ha dichiarato, definendo la Banca centrale europea una “roccia”. La presidente dimissionaria ha aggiunto che “è stato un grande onore servire questa istituzione”, ringraziando anche “tutti quelli che mi hanno sopportato in questo viaggio negli scorsi sette anni”.

L’annuncio arriva nella giornata in cui è prevista la riunione del Consiglio direttivo della BCE, chiamato a valutare l’andamento dell’economia dell’area euro e le prospettive della politica monetaria. La scelta di Lagarde apre quindi una fase di transizione ai vertici dell’istituzione proprio mentre restano centrali le questioni legate all’inflazione, alla crescita economica e alla stabilità finanziaria.

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Dalla guida del Fondo monetario internazionale alla BCE

Nata a Parigi il 1° gennaio 1956, Christine Lagarde è arrivata alla presidenza della BCE il 1° novembre 2019, succedendo all’italiano Mario Draghi. Prima donna a guidare la Banca centrale europea, era stata nominata dal Consiglio europeo il 18 ottobre dello stesso anno per un mandato di otto anni non rinnovabile.

La sua carriera era iniziata nel settore legale, nello studio internazionale Baker McKenzie, dove si era occupata di diritto del lavoro, concorrenza e operazioni societarie, arrivando nel 1999 alla presidenza del comitato esecutivo globale. Entrata nel governo francese nel 2005 come ministra del Commercio estero, aveva successivamente assunto il dicastero dell’Agricoltura e della Pesca, prima di diventare, nel 2007, ministra dell’Economia e delle Finanze sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Fu la prima donna a ricoprire quell’incarico in un Paese del G7 e guidò anche le riunioni dell’Ecofin durante la presidenza francese del Consiglio dell’UE nel secondo semestre del 2008.

Nel luglio 2011 era stata nominata direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), prima donna anche in questo ruolo, succedendo a Dominique Strauss-Kahn. Riconfermata nel 2016, aveva lasciato Washington nel settembre 2019 per assumere la guida della BCE. Durante il suo mandato al Fondo aveva seguito, tra gli altri dossier, la crisi del debito sovrano europeo e i programmi di assistenza finanziaria ai Paesi maggiormente colpiti.

Alla BCE, Lagarde ha dovuto affrontare prima le conseguenze economiche della pandemia, poi la forte accelerazione dell’inflazione successiva alla crisi energetica e all’invasione russa dell’Ucraina. Sotto la sua presidenza, l’istituto è passato dalla lunga stagione dei tassi estremamente bassi a una stretta monetaria volta a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%, seguita da una fase di allentamento. L’ultima parte del mandato è stata nuovamente segnata dalle pressioni sui prezzi energetici e dall’incertezza geopolitica.

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Le ipotesi sul futuro e la corsa alla successione

Le dimissioni arrivano dopo mesi di indiscrezioni su un possibile addio anticipato. Già a settembre, in un’intervista all’emittente irlandese RTÉ, Lagarde aveva evitato di confermare che sarebbe rimasta fino alla scadenza naturale del mandato, rispondendo con un “vedremo” a una domanda sulla possibilità di lasciare prima dell’ottobre 2027.

Tra le ipotesi circolate sulla sua prossima destinazione figura una posizione di vertice al World Economic Forum (WEF), l’organizzazione che promuove il Forum economico mondiale di Davos. Si tratta tuttavia di indiscrezioni giornalistiche: né Lagarde né il WEF hanno confermato ufficialmente un nuovo incarico.

L’uscita anticipata apre anche una delicata partita tra i governi europei. Secondo le ricostruzioni di Reuters ed El País, i nomi considerati più forti per la successione sono quelli dell’ex governatore della Banca centrale olandese Klaas Knot e dell’ex governatore della Banca di Spagna Pablo Hernández de Cos, attualmente direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali. Nessuna candidatura è stata però formalmente selezionata.

La tempistica della decisione assume particolare rilievo anche per la Francia. La scelta del successore potrà infatti essere negoziata prima delle elezioni presidenziali francesi del 2027, consentendo all’attuale presidente Emmanuel Macron di partecipare alla definizione dei nuovi equilibri ai vertici della BCE.

La procedura prevede una raccomandazione del Consiglio dell’UE, previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE. La nomina definitiva spetta al Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.

[A cura di Simone Cantarini]

Didascalia: ECB Governing Council Press Conference, Main Building, Frankfurt, July 23 2026. Foto di Felix Schmitt/ECB

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