Nella conferenza stampa di oggi (2 ottobre) a Skopje, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito l’impegno verso la Macedonia del Nord, ribadendo però l’importanza di un’integrazione graduale che rispetti anche i tempi dell’Unione.
Quello di von der Leyen è stato un discorso dolceamaro, specialmente per il primo ministro nord macedone Hristijan Mickoski, il quale aveva invece sostenuto con forza l’urgenza di “un sostegno europeo più forte” e di un “processo di adesione equo basato su regole chiare”. Von der Leyen ha presentato l’allargamento come un processo a doppio senso: “da un lato un Paese deve essere pronto ad aderire, dall’altro l’Unione deve essere pronta ad accoglierlo”.
“Vogliamo essere certi che la nostra Unione europea sia pronta ad allargarsi” ha dichiarato la presidente della Commissione, annunciando per la prossima settimana la presentazione delle pre-enlargement policy reviews. L’esecutivo europeo, ha spiegato, esaminerà “le nostre istituzioni, le nostre politiche e il nostro bilancio, per capire cosa deve cambiare per accogliere i Paesi candidati nell’Unione”.
Nonostante la Macedonia del Nord sia candidata all’adesione all’Unione europea dal 2005, solo nel 2018, con l’Accordo di Prespa firmato con la Grecia che ha aperto la strada alla soluzione della disputa sul nome, il percorso europeo del Paese ha preso slancio.
Come accaduto per gli altri Paesi dei Balcani occidentali, c’è stato un progressivo acceleramento del processo nel 2022, dopo l’invasione russa in Ucraina. Nel mese di luglio di quell’anno, infatti, l’Unione ha avviato formalmente la fase di apertura dei negoziati di adesione. La Macedonia del Nord ha completato lo screening dell’intero acquis comunitario nel dicembre 2023, ma la fase di apertura dei negoziati non è ancora stata completata.
Il principale ostacolo resta l’adozione delle modifiche costituzionali previste dal quadro negoziale del 2022, necessarie a includere nella Costituzione la tutela dei cittadini appartenenti ad altre comunità, specialmente i bulgari, delle loro identità e delle loro lingue. La Commissione ha continuato a indicare questo passaggio come necessario per procedere verso l’apertura del primo Cluster negoziale, quello dei principi fondamentali.
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Nel suo intervento, von der Leyen ha tuttavia insistito sul fatto che la Macedonia del Nord “appartiene al tavolo europeo”, riconoscendo i passi compiuti dal Paese e ricordando il significato politico dell’Accordo di Prespa.
“La Macedonia del Nord ha dimostrato più volte di essere in grado di prendere decisioni coraggiose sul proprio futuro”, ha affermato la presidente della Commissione, ricordando come l’accordo con la Grecia abbia rappresentato “un momento di vero coraggio politico”, permettendo ai due Paesi di “voltare pagina e scrivere insieme il prossimo capitolo della loro storia”.
Von der Leyen ha inoltre ricordato la cooperazione nel settore della sicurezza, sottolineando che la Macedonia del Nord è un alleato della NATO e il primo Paese della regione con cui l’Unione ha concluso un partenariato per la sicurezza e la difesa. Ha quindi elogiato il sostegno di Skopje all’Ucraina.
“Questo è il Paese che conosciamo”, ha detto von der Leyen. “Un Paese che difende le proprie posizioni. Un Paese che appartiene al tavolo europeo. Il mio primo messaggio è quindi questo: appartenete chiaramente a noi”.
La presidente della Commissione ha quindi affrontato direttamente il tema più sensibile del percorso di adesione, quello dell’identità nord macedone. “Accogliamo la Macedonia del Nord con la sua identità e la sua lingua. Crediamo che la cultura e la lingua macedone possano solo arricchire la nostra Unione”. Il riferimento è al principio europeo di “unità nella diversità”, che secondo von der Leyen deve essere preso “molto seriamente”.
La presidente della Commissione si è quindi soffermata sui risultati del Piano di crescita, che la Macedonia del Nord ha trasformato in “un vero successo”, anche grazie all’impegno del governo guidato da Mickoski. Il Paese ha già ricevuto 140 milioni di euro, mentre ulteriori pagamenti sono attesi nelle prossime settimane.
Tra i risultati citati da von der Leyen figurano l’adesione della Macedonia del Nord alla SEPA, l’area unica dei pagamenti in euro, che ha contribuito a ridurre di oltre il 90% i costi delle transazioni, la progressiva riduzione dei costi del roaming e l’accesso alle infrastrutture europee per l’intelligenza artificiale.
In particolare, la nuova AI Factory Antenna “VEZILKA” consentirà a imprese, start-up e ricercatori nord macedoni di accedere alla capacità di calcolo europea per addestrare modelli di intelligenza artificiale e sviluppare nuovi prodotti. “Questa è integrazione graduale al suo meglio”, ha affermato von der Leyen, definendola “al centro della nostra visione dell’allargamento”.
Ulteriori complimenti sono stati fatti da von der Leyen a Mickoski per la “eccezionale” situazione economica della Macedonia del Nord. La presidente della Commissione ha quindi invitato il primo ministro nord macedone a non arretrare e a sfruttare quello che ha descritto come “uno slancio senza precedenti nella regione”.
L’ultimo messaggio della presidente della Commissione a Skopje riguarda direttamente l’Unione europea. “Voi vi state preparando. E anche noi”, ha detto von der Leyen, spiegando che l’allargamento deve essere necessariamente un processo a doppio senso. “I Paesi candidati devono essere pronti ad aderire. Ma anche noi, come Unione europea, dobbiamo essere pronti ad accoglierli”.
È in questo contesto che si inserisce la revisione della politica pre-allargamento che la Commissione presenterà la prossima settimana. Bruxelles esaminerà istituzioni, politiche e bilancio dell’Unione, valutando cosa debba essere migliorato o modificato per permettere all’Unione di accogliere nuovi Stati membri.
“Vogliamo assicurarci che la nostra Unione europea sia pronta a diventare più grande”, ha dichiarato von der Leyen, aggiungendo che la revisione affronterà anche come proteggere meglio ciò che è al cuore del progetto europeo: i valori democratici e lo Stato di diritto.
“L’Europa sarà al vostro fianco”, ha dichiarato in conclusione la presidente della Commissione. “Perché vogliamo portare il popolo della Macedonia del Nord nell’Unione europea. Questa è la nostra determinazione”.
[Cesare Ceccato ha contribuito alla redazione dell’articolo]

