La Commissione europea ha lanciato oggi (21 settembre) la Water Resilience Stakeholder Platform, una nuova piattaforma destinata a riunire istituzioni, imprese, autorità locali e regionali, società civile e rappresentanti degli Stati membri attorno all’attuazione della Strategia europea sulla resilienza idrica. All’incontro inaugurale hanno partecipato oltre 50 esperti di alto livello provenienti dal settore idrico europeo.

La piattaforma nasce con l’obiettivo di rafforzare la risposta dell’Unione europea alla crescente pressione sulle risorse idriche e di trasformare gli obiettivi della strategia europea in interventi concreti. È stata istituita dalla Commissione europea insieme al Comitato economico e sociale europeo (CESE) e al Comitato europeo delle regioni (CdR), che ne assumeranno congiuntamente la presidenza per tutta la durata del mandato.

Nel corso dello Stato dell’Unione europea di settimana scorsa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva riportato l’acqua al centro dell’agenda politica, annunciando una nuova Iniziativa europea per l’acqua. Non poteva essere altrimenti, arrivando il discorso della presidente al culmine dell’estate più calda di sempre, che ha inciso negativamente – tra le altre cose – su agricoltura, produzione energetica e attività economiche.

Questa iniziativa trova oggi applicazione con la decisione di coinvolgere la cittadinanza europea nel passaggio dalla definizione degli obiettivi della Strategia alla loro applicazione concreta.

Gli stakeholder dovranno quindi cooperare con le istituzioni nell’individuare gli ostacoli all’attuazione della strategia e nel proporre soluzioni operative, in particolare sui tre focus individuati dalla Strategia: ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua, costruire un’economia più attenta all’uso della risorsa e garantire a tutti l’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari sicuri e accessibili.

Tra le priorità operative al momento individuate dalla Commissione figurano la digitalizzazione del settore idrico, l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua e l’accelerazione del riutilizzo delle risorse idriche. Il programma della prima riunione ha previsto sessioni specifiche proprio sulla digitalizzazione e sull’efficienza idrica. Il lavoro proseguirà attraverso incontri regolari, che si svolgeranno due volte all’anno, fatta eccezione per gli anni in cui si terrà il Water Resilience Forum.

“Questo periodo di caldo estremo e siccità ha sottolineato più che mai quanto la nostra agenda sull’acqua sia fondamentale per aumentare la resilienza”, ha dichiarato la commissaria europea per l’Ambiente e la Resilienza idrica Jessika Roswall, sottolineando la necessità di trasformare le ambizioni europee in azioni concrete.

Per la Commissione, tuttavia, la resilienza idrica non potrà essere raggiunta soltanto attraverso nuove politiche. Sarà necessario mobilitare investimenti e competenze a livello europeo, nazionale, regionale e locale.

“L’Europa ha definito la direzione sulla resilienza idrica. Ora l’Unione europea deve trasformare questa strategia in investimenti, innovazione e azione sul campo”, ha affermato Carlos Moedas, vicepresidente del Comitato europeo delle regioni.

A tal fine, oggi è stata lanciata anche la European Water Academy, una delle iniziative faro della strategia, con l’obiettivo di rafforzare le competenze professionali e la capacità dell’Europa di affrontare le sfide legate all’acqua. L’iniziativa è guidata operativamente dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea.

La Commissione ha inoltre avviato, nell’ambito di Green Assist, il Water Resilience Investment Accelerator, destinato a sostenere 20 progetti pilota innovativi dedicati alla ritenzione naturale dell’acqua e all’efficienza idrica.

L’obiettivo di lungo periodo sarà accompagnare l’attuazione della Strategia europea fino al 2050, orizzonte temporale che la Commissione ha stabilito per attuare pienamente le misure necessarie a rafforzare la resilienza idrica europea. Il contesto attuale, tuttavia, non ammette attendismo. La gestione dell’acqua è infatti sempre più legata a questioni che vanno oltre la sola tutela ambientale: competitività economica, agricoltura, energia, sicurezza alimentare e coesione territoriale.

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