La Commissione europea ha approvato il 27 luglio un regime italiano di aiuti di Stato da 300 milioni di euro destinato a sostenere le imprese di autotrasporto alle prese con l’aumento dei prezzi dei carburanti provocato dalla crisi in Medio Oriente. Secondo quanto sottolineato dall’esecutivo comunitario in una nota, il regime è stato autorizzato nell’ambito del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi mediorientale, il METSAF, adottato dalla Commissione il 29 aprile 2026.

Come indicato da Bruxelles, la misura punta ad attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti derivante dalla crisi in Medio Oriente. Rispetto a febbraio 2026, in Italia il prezzo del gasolio è aumentato del 16,9% a marzo, del 23,3% ad aprile e del 18% a maggio.

La decisione arriva mentre il governo italiano ha nuovamente adottato misure per contenere il prezzo del gasolio. Il decreto-legge approvato il 27 luglio dal Consiglio dei ministri prevede una riduzione temporanea dell’accisa sul diesel di 17 centesimi al litro, valida fino al 6 agosto. L’intervento avrà un costo complessivo stimato in 125 milioni di euro e comprende anche agevolazioni destinate agli autotrasportatori e alle imprese agricole.

L’aiuto autorizzato dalla Commissione assumerà la forma di un credito d’imposta, che potrà essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026 per compensare le imposte e i contributi che l’impresa è tenuta a versare allo Stato, come le imposte sui redditi, l’Iva o i contributi previdenziali.

In precedenza, la Commissione europea e il Fondo monetario internazionale (FMI) avevano espresso riserve sui tagli generalizzati delle accise, ritenendo preferibili interventi più mirati e meno onerosi per i conti pubblici. Il credito d’imposta da 300 milioni si muove proprio in questa direzione, poiché limita l’aiuto a uno specifico settore e lo collega ai maggiori costi effettivamente sostenuti dalle imprese.

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La Commissione precisa che, per i beneficiari attivi nel settore dell’autotrasporto, stabiliti in Italia o con sede legale nel Paese, “l’aiuto potrà coprire fino al 70% dei maggiori costi sostenuti per il carburante a causa della crisi in Medio Oriente, relativamente agli acquisti effettuati nei quattro mesi compresi tra marzo e giugno 2026”. Il regime, sottolinea Bruxelles, “resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026”.

Dopo il via libera europeo, la partita si sposta ora sull’attuazione nazionale della misura. Le procedure per il riconoscimento e l’utilizzo del credito dovranno infatti essere rese operative in tempi rapidi, considerando che le imprese potranno utilizzarlo soltanto entro la fine dell’anno. L’autorizzazione della Commissione certifica la compatibilità dell’aiuto con il mercato interno, ma non comporta automaticamente l’immediata disponibilità del beneficio.

L’esecutivo comunitario sottolinea che la misura è stata valutata sulla base delle norme dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato, in particolare dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La disposizione consente agli Stati membri, a determinate condizioni, di sostenere lo sviluppo di specifiche attività economiche. Il regime è stato inoltre esaminato alla luce delle sezioni 1 e 2.2 del METSAF.

La Commissione precisa che il regime è conforme alle condizioni stabilite dal quadro temporaneo. In particolare, gli aiuti saranno concessi nell’ambito di una misura con una dotazione finanziaria stimata e chiaramente definita, pari a 300 milioni di euro, e saranno destinati a sostenere temporaneamente le imprese attive nel settore dell’autotrasporto.

Nelle sue conclusioni, Bruxelles sottolinea che “la misura è necessaria, appropriata e proporzionata per favorire lo sviluppo di un’attività economica e che non altera le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune”.

[A cura di Simone Cantarini]

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