L’amministrazione Trump ha formalmente notificato al Congresso una proposta di vendita di motori a reazione General Electric alla Turchia per un valore superiore ai 700 milioni di dollari, una mossa presentata come gesto di apertura verso Ankara a poche settimane dal vertice NATO che la Turchia ospiterà all’inizio di luglio 2026.
I motori, secondo quanto riferito, sarebbero modelli GE F110 e sono destinati ad alimentare i primi lotti di produzione del caccia turco di quinta generazione KAAN. L’accordo mira a sostenere il lungo progetto di Ankara per una maggiore autosufficienza nel settore della difesa, mentre la Turchia sviluppa un proprio motore nazionale.
La diplomazia personale incontra le resistenze istituzionali
Il presidente Donald Trump ha espresso parole positive nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, definendolo un leader “forte e rispettato”. Trump ha dichiarato di voler partecipare al vertice NATO di Ankara del 7 e 8 luglio “per rispetto” nei confronti di Erdoğan e ha lasciato intendere possibili ulteriori forme di cooperazione nel settore della difesa, comprese eventuali iniziative per affrontare l’interesse turco nei confronti dei caccia F-35.
La notifica della vendita dei motori, riportata per prima da Reuters e confermata da una lettera formale al Congresso, rappresenta un passo concreto in questa direzione. La decisione arriva nonostante la Turchia continui a possedere il sistema di difesa aerea russo S-400, proprio la questione che nel 2019 ha portato all’esclusione di Ankara dal programma F-35 e all’imposizione delle sanzioni previste dal CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act).
Il deputato democratico Gregory Meeks, membro di grado più elevato della minoranza nella Commissione Affari Esteri della Camera, ha bloccato la revisione informale dell’accordo e ha criticato duramente l’amministrazione per aver aggirato il Congresso. In una dichiarazione, Meeks ha affermato che il Dipartimento di Stato non ha fornito alcuna giustificazione legata all’emergenza, nessun briefing dettagliato sulle implicazioni per la sicurezza e ha mostrato “aperto disprezzo per l’autorità di supervisione del Congresso”.
Secondo quanto riferito, l’amministrazione sarebbe pronta a procedere con la notifica formale e, se necessario, a superare il blocco, una misura relativamente rara.
Preoccupazioni bipartisan sull’affidabilità di Erdoğan
Le critiche hanno attraversato gli schieramenti politici. Josh Gottheimer, deputato democratico membro della Commissione Intelligence, ha scritto su X: “Il presidente turco Erdogan si è avvicinato ad Hamas e Putin mentre minacciava i nostri alleati in Israele, Grecia e Cipro. Eppure l’amministrazione Trump è felice di vendergli motori avanzati per alimentare i caccia. Erdogan non può essere considerato affidabile, questa decisione deve essere revocata”.
Altri legislatori hanno espresso preoccupazioni riguardo ai rischi legati al trasferimento tecnologico, alla posizione ambivalente della Turchia nei confronti della Russia, al suo ruolo in Siria e alle tensioni nel Mediterraneo orientale. Alcuni vedono l’accordo come un possibile primo passo verso una più ampia reintegrazione della Turchia nei programmi statunitensi per i caccia avanzati.
Contesto strategico: NATO, KAAN e tensioni regionali
Per la Turchia, i motori rappresentano un collegamento fondamentale. Il programma KAAN, avviato anni fa, ha subito ritardi nello sviluppo di un propulsore completamente nazionale. Ottenere motori statunitensi affidabili permetterebbe di accelerare i test di volo e la produzione iniziale del caccia stealth, che Ankara considera un simbolo della crescita della propria industria della difesa.
La tempistica coincide con il vertice NATO presso il Complesso presidenziale di Beştepe ad Ankara. I leader dell’Alleanza discuteranno della condivisione degli oneri, della spesa per la difesa e della sicurezza regionale in un momento in cui le relazioni della Turchia con alcuni membri chiave rimangono tese.
I sostenitori dell’accordo sostengono che rafforzare un importante Paese sul fianco orientale della NATO e riconoscere la collaborazione di Erdoğan su alcune questioni, come la scelta di non intervenire nel recente conflitto con l’Iran, serva agli interessi statunitensi. I critici ribattono che il rischio sia quello di premiare comportamenti destabilizzanti e indebolire il controllo del Congresso sulle esportazioni di armamenti.
La notifica formale avvia un periodo di revisione congressuale di 30 giorni previsto dall’Arms Export Control Act, anche se la disponibilità dell’amministrazione a superare eventuali blocchi suggerisce che la vendita probabilmente procederà. Le consegne, in ogni caso, avverrebbero solo tra diversi anni.
Tensioni per il rifiuto delle credenziali alla stampa
Il prossimo vertice NATO di Ankara non è esente da critiche, poiché molti osservatori sottolineano lo stile di governo sempre più autoritario del presidente Recep Tayyip Erdoğan, compreso il noto operato del suo governo nel controllo e nella repressione dei media indipendenti attraverso arresti, multe e cambiamenti nella proprietà delle testate.
Queste critiche si sono intensificate dopo il recente rifiuto delle credenziali stampa a decine di giornalisti turchi provenienti da testate indipendenti e vicine all’opposizione, tra cui Cumhuriyet, T24, Medyascope e Halk TV. La decisione è stata ampiamente condannata dalle organizzazioni giornalistiche come un attacco alla libertà dei media, mentre la NATO ha dichiarato di essersi basata sulle indicazioni del Paese ospitante per quanto riguarda i richiedenti locali.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

