Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha assicurato che l’Ucraina risponderà con forza al massiccio attacco lanciato nella notte dalla Russia che ha avuto come principale obiettivo la capitale Kyiv, dove missili e droni hanno colpito anche lo storico complesso monastico di Pechersk Lavra, patrimonio dell’UNESCO.
Durante una visita al monastero femminile di Kyiv-Pechersk Lavra, Zelensky ha parlato con i giornalisti e ha lasciato intendere che una risposta ucraina all’attacco russo è imminente. Alla domanda su cosa avrebbe detto a Vladimir Putin dopo il nuovo bombardamento, il presidente ucraino ha risposto: “Avremo la nostra opinione”.
Secondo Zelensky, non è casuale che Mosca abbia lanciato uno degli attacchi più pesanti delle ultime settimane subito dopo gli auguri rivolti da Putin al presidente americano Donald Trump per il suo compleanno. “Come sempre, si è cinicamente congratulato con il presidente degli Stati Uniti e poi ha lanciato un massiccio attacco contro l’Ucraina”, ha affermato Zelensky citato da Ukrinform.
“Credo non sia una coincidenza che per diversi giorni non si siano limitati ad accumulare missili, ma che avessero già le forze necessarie: hanno aspettato fino a dopo il compleanno del presidente Trump”, ha osservato il presidente ucraino.
Le Forze armate ucraine hanno riferito che nella notte la Russia ha lanciato complessivamente 70 missili e 611 droni contro l’Ucraina. Secondo i dati preliminari diffusi da Kyiv, le difese aeree ucraine avrebbero abbattuto 50 missili e 582 droni. Il bilancio aggiornato, secondo le autorità ucraine, è di almeno undici morti e oltre cinquanta feriti in diverse aree del Paese, con Kyiv, Kharkiv e Dnipro tra le zone più colpite.
A Kyiv, l’attacco ha provocato incendi e danni a edifici residenziali, infrastrutture civili e siti culturali. A essere colpita è stata anche la Cattedrale della Dormizione, all’interno del complesso della Kyiv-Pechersk Lavra, uno dei luoghi più importanti della tradizione religiosa e culturale ucraina. Le immagini diffuse da Kyiv mostrano fiamme e fumo attorno alle cupole dorate del complesso, mentre i soccorritori lavoravano per domare l’incendio e valutare i danni.
Zelensky ha definito l’attacco alla Lavra “uno dei crimini più gravi della Russia contro la cultura cristiana”, sostenendo che Mosca abbia dimostrato ancora una volta la propria volontà di proseguire la guerra.
Il presidente ucraino ha chiesto ai partner internazionali una risposta “decisa e sostanziale”, con maggiore pressione sulla Russia e nuovi aiuti per rafforzare la difesa aerea ucraina, in particolare le capacità antibalistiche.
Mosca ha respinto le accuse ucraine e occidentali, sostenendo di non aver colpito il complesso religioso e attribuendo i danni a un missile del sistema di difesa aerea Patriot fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha affermato di aver preso di mira impianti militari e industriali a Kyiv e in altre regioni ucraine. Kyiv ha però contestato la versione russa, sostenendo che sul luogo dell’attacco siano stati rinvenuti frammenti riconducibili a droni russi.
La condanna europea è arrivata rapidamente. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito gli attacchi contro obiettivi civili e contro un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO come possibili crimini di guerra, affermando che la Russia dovrà risponderne. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha parlato di un’ulteriore prova dell’escalation russa e della mancanza di reale volontà di Mosca di impegnarsi seriamente in negoziati di pace.
Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha collegato il nuovo attacco alla necessità di aumentare la pressione internazionale su Mosca. Secondo von der Leyen, i leader del G7 discuteranno i prossimi passi per costringere Putin a tornare al tavolo negoziale e porre fine alle uccisioni.
Nelle stesse ore, i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno adottato il 21mo pacchetto di sanzioni contro la Russia, prendendo di mira individui ed entità legati all’apparato militare-industriale russo, alla flotta ombra del petrolio e alla repressione interna.
Particolarmente dura la reazione francese. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha paragonato l’attacco alla Lavra a un bombardamento contro Notre-Dame o Saint-Denis, definendolo “totalmente inaccettabile”. Il presidente Emmanuel Macron, padrone di casa del vertice G7, ha condannato l’attacco al sito UNESCO, affermando che “nulla giustifica” un’aggressione contro il patrimonio universale.
Anche la Germania ha condannato “nei termini più forti” il bombardamento russo, sostenendo che gli attacchi dimostrano la scarsa disponibilità di Mosca a porre fine al conflitto. Dall’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “inaccettabile” la nuova aggressione russa e ha indicato il sostegno a Kyiv come uno dei dossier centrali del G7.
Il nuovo attacco giunge nel giorno di apertura del vertice del G7 a Évian-les-Bains, in Francia, in programma dal 15 al 17 giugno. Zelensky parteciperà ai lavori dedicati all’Ucraina, mentre cresce l’attesa per il confronto con Donald Trump, il primo faccia a faccia tra i due dopo diversi mesi. Nei giorni scorsi il presidente americano ha parlato separatamente con Zelensky e con Putin, nel tentativo di riaprire uno spazio diplomatico per la fine della guerra.
Per Kyiv, il vertice francese rappresenta un passaggio decisivo. Il presidente ucraino punta a riportare la guerra in Ucraina al centro dell’agenda internazionale, mentre l’attenzione dei leader occidentali è assorbita anche dalla crisi in Medio Oriente, dal dossier iraniano, dall’intelligenza artificiale e dalle tensioni economiche globali.
Il presidente ucraino ha chiesto ai Paesi del G7 di non limitarsi alla condanna politica, ma di trasformare la risposta in nuove sanzioni, maggiore sostegno militare e sistemi di difesa aerea più efficaci.
La posta in gioco è anche diplomatica. Zelensky ha fatto sapere di essere pronto a incontrare Putin a margine del G7, in presenza dei leader europei e di Trump. Ma, secondo Kyiv, Mosca non avrebbe dato segnali di disponibilità.
Intanto, lunedì, in occasione della prima Conferenza intergovernativa, l’Unione europea avvierà il primo negoziato di adesione con l’Ucraina e con la Moldova nell’ambito del gruppo di lavoro sui principi fondamentali. In una dichiarazione pubblicata il 12 giugno, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno affermato che tutti gli Stati membri avevano concordato di aprire il primo cluster con l’Ucraina e la Moldavia, definendolo “la spina dorsale del processo di adesione”.
[a cura di Simone Cantarini]

