Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato una “vittoria storica” nelle prime ore di oggi, dopo che i risultati preliminari delle elezioni parlamentari del 7 giugno hanno mostrato il suo partito di governo, Contratto Civile, saldamente in testa con circa il 51-57% dei voti, a seconda della quota di seggi scrutinati.

Con lo spoglio ancora in corso (circa il 63% delle sezioni aveva comunicato i risultati nelle prime ore di oggi), si prevede che Contratto Civile conquisterà abbastanza seggi da ottenere una maggioranza assoluta nel Parlamento nazionale di 101 membri, probabilmente oltre 60 seggi, consentendogli di governare senza la necessità di coalizioni.

La principale forza di opposizione, Armenia Forte, guidata dall’imprenditore Samvel Karapetyan, è seconda con circa il 21-23,5%, seguita da Alleanza Armenia (associata all’ex presidente Robert Kocharyan) con circa il 9% e da Armenia Prospera con il 4-5%. L’affluenza ha raggiunto il 58,97%, una delle percentuali più elevate degli ultimi anni.

Un voto ad alta posta: il riallineamento internazionale dopo la sconfitta in Karabakh

Queste elezioni, le prime dopo la sconfitta militare dell’Armenia nel 2023 e l’esodo degli armeni etnici dal Nagorno-Karabakh, hanno rappresentato un referendum sulla drastica svolta di Pashinyan, che ha progressivamente allontanato il Paese dal tradizionale alleato russo per avvicinarlo all’Occidente.

Da quando è salito al potere con la Rivoluzione di Velluto del 2018, Pashinyan ha rafforzato i rapporti con l’Unione europea e gli Stati Uniti, ridotto la dipendenza dalle garanzie di sicurezza russe e perseguito un trattato di pace con l’Azerbaigian che comporterebbe il riconoscimento formale delle perdite territoriali, una scelta fortemente osteggiata dalle forze filorusse.

L’opposizione, in particolare Armenia Forte di orientamento filorusso e il blocco di Kocharyan, ha condotto la campagna elettorale promettendo il ripristino di stretti legami con Mosca, accusando Pashinyan di “capitolazione” sul Karabakh e mettendo in guardia sui rischi economici derivanti dall’allontanamento dalla Russia, principale partner commerciale dell’Armenia e membro dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE).

La Russia ha esercitato pressioni attraverso restrizioni commerciali e dichiarazioni politiche, mentre l’Occidente, compresi recenti endorsement da parte di figure politiche statunitensi, ha sostenuto l’agenda riformista e orientata alla pace di Pashinyan.

Un mandato così forte offre ora a Pashinyan un ampio margine di manovra per promuovere le modifiche costituzionali necessarie alla conclusione di un accordo di pace definitivo con l’Azerbaigian, normalizzare le relazioni con la Turchia e consolidare ulteriormente il processo di integrazione europea, pur continuando a gestire i persistenti legami economici e di sicurezza con la Russia. I risultati preliminari ufficiali sono attesi nel corso di lunedì, mentre quelli definitivi dovrebbero essere pubblicati nei prossimi giorni.

Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che l’Armenia potrebbe perdere significativi benefici economici qualora decidesse di allontanarsi dalle strutture di integrazione guidate dalla Russia.

Nel recente vertice dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE) ad Astana, i leader di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan hanno diffuso una dichiarazione congiunta invitando l’Armenia a indire “il prima possibile” un referendum popolare per decidere se proseguire il percorso verso l’Unione europea o rimanere nel blocco dominato da Mosca. Pashinyan era significativamente assente dall’incontro.

La posizione geografica dell’Armenia, priva di sbocchi sul mare e fortemente dipendente dalle rotte di transito attraverso la Georgia – il cui governo è sempre più percepito come vicino agli interessi russi – limita fortemente la capacità di Erevan di resistere alle pressioni economiche e logistiche di Mosca.

Il 5 maggio i leader dell’Unione europea e dell’Armenia hanno tenuto a Erevan il loro primo vertice bilaterale di sempre, adottando una Dichiarazione congiunta di grande rilevanza che rappresenta un significativo passo avanti nelle relazioni bilaterali. Uno degli aspetti politici più importanti del vertice è stato il riconoscimento formale, da parte dell’Unione, delle aspirazioni europee dell’Armenia.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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