La Procura Speciale contro la Corruzione e il Crimine Organizzato dell’Albania (SPAK) ha adottato misure nei confronti di una società proprietaria di terreni coinvolta nell’ambizioso e discusso progetto di resort di lusso sostenuto dalla società di investimento di Jared Kushner, Affinity Partners, nell’ambito di un’indagine su presunti titoli di proprietà fraudolenti in una zona costiera protetta.
Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2026, la SPAK ha emesso un ordine di sequestro preventivo congelando i conti bancari di Albania Land Development, una società appartenente agli investitori qatarioti Moutaz Al-Khayyat e Ramez Al-Khayyat. I conti conterrebbero circa 195 milioni di dollari trasferiti per l’acquisto di terreni nell’area di Zvërnec.
Secondo le informazioni disponibili, il congelamento sarebbe stato revocato pochi giorni dopo a seguito di una rivalutazione del caso, anche se la SPAK non ha confermato pubblicamente né il sequestro né la sua successiva revoca.
Dettagli e dimensioni del progetto
Il progetto prevede la realizzazione di un vasto resort di lusso che interesserebbe Isola di Sazan, ex base militare, e parte dell’area umida protetta di Vjosa-Narta, nei pressi di Valona.
Le prime autorizzazioni, concesse alla fine del 2024, hanno attribuito al progetto lo status di investimento strategico. Il valore complessivo dell’iniziativa è stato stimato tra 1,4 miliardi di euro (circa 1,6 miliardi di dollari) e 4 miliardi di dollari, comprendendo potenzialmente migliaia di camere d’albergo, ville e infrastrutture correlate.
Il progetto vede la partecipazione di Jared Kushner, attraverso la sua società di investimento Affinity Partners. Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e sua moglie Ivanka Trump hanno visitato il sito all’inizio del 2026. Gli aspetti fondiari sono gestiti da partner locali e qatarioti, mentre gli sviluppatori sostengono che il progetto genererà occupazione, favorirà il turismo e rispetterà criteri di sostenibilità ambientale.
L’indagine e le accuse
La SPAK sta indagando sulle modifiche apportate nel 2024 allo status di protezione ambientale dell’area e sui trasferimenti di proprietà che hanno reso possibile il progetto.
L’inchiesta riguarda presunti titoli di proprietà fraudolenti e possibili schemi organizzati per l’acquisizione di terreni all’interno di una zona ecologicamente sensibile.
La Albania Land Development ha acquistato terreni fronte mare destinati alla componente turistica del progetto. Uno degli amministratori della società, Redi Struga, sarebbe stato oggetto di perquisizioni.
Il primo ministro albanese Edi Rama ha sostenuto la necessità di verificare eventuali irregolarità commesse dai precedenti proprietari dei terreni, difendendo al contempo la legittimità dei fondi degli investitori e l’importanza economica del progetto.
Proteste e preoccupazioni ambientali
L’iniziativa ha provocato diffuse proteste sotto lo slogan “L’Albania non è in vendita”. Migliaia di persone hanno manifestato a Tirana e nelle vicinanze del sito, denunciando i rischi per gli habitat di fenicotteri, tartarughe marine, foche monache e altre specie che popolano l’area protetta.
Si sono verificati scontri tra manifestanti, guardie di sicurezza private e forze di polizia, con feriti, arresti e l’apertura di un’indagine interna sulle operazioni delle forze dell’ordine.
Organizzazioni ambientaliste, tra cui PPNEA-BirdLife Albania, avvertono che il progetto potrebbe causare danni irreversibili agli ecosistemi locali.
La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale, compresa quella della Commissione europea, nell’ambito del percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea, e del governo greco, che ha espresso preoccupazione per questioni legate ai diritti di proprietà di un cittadino greco.
Le posizioni ufficiali
Il premier albanese Edi Rama continua a sostenere il progetto, definendolo un’importante opportunità di sviluppo turistico e affermando che verrà portato avanti. Pur criticando alcuni aspetti delle proteste, ha accolto favorevolmente le indagini su eventuali frodi immobiliari.
Attraverso la società Sazan Real Estate Development LLC, gli sviluppatori hanno fatto sapere che il progetto sarà realizzato in modo responsabile, con interventi di valorizzazione ambientale e nel rispetto delle procedure in corso.
La SPAK ha confermato l’esistenza dell’indagine generale, ma ha mantenuto una posizione di riserbo riguardo ai dettagli specifici del presunto congelamento dei beni.
La situazione resta in evoluzione: le proteste continuano, l’indagine per corruzione è ancora aperta e le sue conclusioni potrebbero avere conseguenze rilevanti per gli investimenti esteri, la tutela ambientale e il percorso di integrazione europea dell’Albania.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

