Volvo Cars ha chiuso il terzo trimestre con una perdita operativa rettificata di 3,7 miliardi di corone svedesi (373 milioni di dollari), contro un utile di 5,8 miliardi nello stesso periodo del 2025, e ha annunciato il taglio di circa 2.500 posti. Il titolo è sceso in mattinata di quasi il 30% alla Borsa di Stoccolma, dopo aver toccato un minimo storico nei giorni precedenti.

Il risultato è molto inferiore alle attese. Il consenso degli analisti, riportato da Citi, indicava una perdita di 724 milioni di corone. La società, controllata dal gruppo cinese Geely Holding, attribuisce il risultato alla lenta messa a regime della produzione del nuovo suv elettrico EX60 e alla domanda debole in Cina e negli Stati Uniti.

I ricavi dei conti sono stati di 66,9 miliardi di corone, in calo di quasi il 23% su base annua, secondo i dati diffusi dall’azienda. Il margine lordo è sceso al 14,7% dal 20,4% del terzo trimestre 2025. Per l’azienda pesano i dazi statunitensi e l’ipercompetizione sul mercato cinese, dove i marchi locali hanno rafforzato la propria posizione.

L’amministratore delegato Håkan Samuelsson ha definito il trimestre “molto deludente” e ha parlato di un anno “molto più difficile del previsto”. Ha aggiunto che il piano di risanamento in corso “necessita di un rafforzamento deciso”. Una ricostruzione separata dei conti indica un risultato operativo contabile di 5,6 miliardi di corone in negativo e un flusso di cassa libero di 8,9 miliardi in negativo, e collega parte del peggioramento alla fine degli incentivi per i veicoli elettrificati.

Volvo Cars aveva già ritirato all’inizio del mese le previsioni su volumi di vendita e flusso di cassa per l’intero anno, citando un mercato sempre più difficile e il peggioramento delle prospettive a breve termine. Il titolo è in calo da inizio anno di oltre due terzi.

Tagli e piano di risanamento

I nuovi tagli riguardano circa il 6% della forza lavoro, con circa 2.000 posizioni in Svezia, e saranno attuati attraverso la cessazione di contratti di consulenza, il turnover naturale e uscite incentivate. Si aggiungono ai 3.000 posti già tagliati dopo il ritorno di Samuelsson alla guida del gruppo nel 2025, nell’ambito di un piano di risparmi da 18 miliardi di corone.

La società ha inoltre annunciato risparmi aggiuntivi per 5 miliardi di corone su spese indirette e costi variabili, da realizzare entro la fine del prossimo anno. Secondo la ricostruzione dei conti, l’effetto finanziario pieno delle misure non sarà visibile prima della fine del 2027. Negli Stati Uniti Volvo intende seguire un approccio analogo a quello già adottato con le consociate di Geely, come la cooperazione rafforzata con i marchi del gruppo.

Un anno di risultati in calo

Il titolo era già crollato del 25% a febbraio, dopo i risultati del quarto trimestre 2025, quando il risultato operativo si era ridotto a 1,9 miliardi di corone e la società aveva avvertito che il 2026 sarebbe rimasto difficile per pressione sui prezzi, dazi, incertezza regolatoria e consumi più deboli. Gli analisti di Ubs avevano allora previsto revisioni al ribasso del 10-15% sulle stime dell’utile operativo 2026.

Le vendite avevano mostrato segni di debolezza già nei mesi precedenti, con un calo del 10% dei volumi nel trimestre chiuso a febbraio, in un contesto in cui i dazi statunitensi sulle auto importate dall’Unione europea erano stati portati al 27,5%. Nel 2025 il rapporto tra Washington e Bruxelles aveva portato a una riduzione al 15%, che aveva sostenuto per un periodo i conti del gruppo.

Didascalia: Sede Volvo a Hangzhou, in Cina [Raysonho @ Open Grid Scheduler / Scalable Grid Engine via Wikimedia Commons]

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