L’autorità di vigilanza finanziaria tedesca BaFin ha comunicato a UniCredit che la sua richiesta per superare la soglia del 30% del capitale di Commerzbank può procedere, trasmettendo il dossier alla Banca centrale europea. Lo riporta Bloomberg, citando fonti a conoscenza della vicenda.
Il passaggio avvia il conto alla rovescia per la Bce, che dispone ora di 60 giorni lavorativi per completare la propria valutazione, termine prorogabile di ulteriori 20 giorni lavorativi in caso di richieste di informazioni aggiuntive. Se non interverranno sospensioni, la decisione di Francoforte è attesa nella seconda metà di ottobre. Secondo la ricostruzione di Bloomberg, il via libera della BaFin sarebbe arrivato già alla fine di luglio, mentre la notizia è stata resa pubblica solo il 4 agosto. Si tratta di un passaggio procedurale, non ancora dell’autorizzazione definitiva all’operazione guidata dall’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel.
In seguito all’offerta pubblica di scambio (Ops) conclusasi a luglio, UniCredit detiene il 47,59% del capitale di Commerzbank, corrispondente al 49,65% dei diritti di voto poiché le azioni proprie della banca tedesca non votano. A questa quota si aggiunge un’esposizione economica ulteriore del 13,19% strutturata attraverso total return swap regolati per cassa, strumenti che non attribuiscono né diritti di voto né proprietà delle azioni sottostanti. Sommando le due componenti, l’interesse economico complessivo di UniCredit in Commerzbank supera il 60%, anche se la valutazione della Bce sul controllo societario riguarderà esclusivamente la partecipazione azionaria effettiva.
Oltre al pronunciamento della Bce, l’operazione dovrà ottenere il via libera dell’Antitrust dell’Unione europea, il superamento della disciplina tedesca sul golden power e l’autorizzazione della Federal Reserve statunitense, dal momento che Commerzbank opera anche negli Stati Uniti. È inoltre necessario il via libera dell’autorità di vigilanza finanziaria polacca, poiché la banca tedesca controlla mBank in Polonia. Un eventuale consolidamento pieno del controllo operativo su Commerzbank è ipotizzato entro la prima metà del 2027; il consiglio di sorveglianza dell’istituto tedesco sarà comunque rinnovato nel 2027, passaggio in cui UniCredit potrebbe puntare a indicare propri rappresentanti.
Il confronto con Commerzbank e con Berlino
Alcune aperture sono arrivate dai vertici di Commerzbank: il presidente del consiglio di sorveglianza Jens Weidmann, per un decennio a capo della Bundesbank, e l’amministratrice delegata Bettina Orlopp, che dopo la pubblicazione dei conti trimestrali ha in programma un confronto in videoconferenza con Orcel, primo di una serie di contatti finalizzati a una possibile “soluzione amichevole”. Commerzbank continua però a sostenere che eventuali benefici industriali dell’operazione siano raggiungibili solo attraverso un percorso condiviso con management, dipendenti e istituzioni, e sottolinea che meno del 2% delle adesioni all’offerta di scambio sarebbe arrivato da investitori istituzionali e retail indipendenti dal mercato.
Resta centrale anche il confronto con il governo tedesco, tuttora azionista di Commerzbank con una quota intorno al 12,7% e finora contrario all’operazione, definita “ostile”. Berlino chiede garanzie sulla tutela dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, sui livelli occupazionali e sul mantenimento del radicamento tedesco della banca.

