A meno di una settimana dalla pubblicazione da parte di EUAlive di un articolo basato su un’inchiesta del suo partner, il media ungherese Átlátszó, il presidente dell’Autorità per l’Integrità dell’Ungheria ha inviato una formale richiesta legale minacciando la testata di rovina finanziaria.

In una lettera datata 5 maggio, il dott. Balázs Lohn dello studio Lohn Law Firm, agendo per conto di Ferenc Pál Biró, chiede la rimozione immediata della sezione riguardante Biró dall’articolo “Auto di lusso, yacht, jet privati: 16 casi iconici di opulenza nell’Ungheria di Orbán in 16 anni”, pubblicato il 29 aprile. La lettera richiede inoltre la pubblicazione di una dettagliata rettifica in apertura dell’articolo e il pagamento di 5.000.000 di fiorini ungheresi – circa 13.800-14.000 euro – a titolo di danni non patrimoniali entro dieci giorni.

L’importo richiesto supera il tipico budget operativo mensile di EUAlive e, se applicato, potrebbe costringere al fallimento la piccola testata indipendente con sede a Bruxelles, che opera come aggregatore in lingua inglese per media di tutta Europa.

La richiesta nel dettaglio

La lettera accusa EUalive di aver creato una “impressione complessiva falsa e diffamatoria” includendo la proprietà di Biró in una lista di 16 casi di presunta opulenza legati alla cerchia di Viktor Orbán, il cosiddetto NER. Contesta in particolare il sottotitolo “La hacienda del capo dell’Autorità per l’integrità Ferenc Biró” e l’impostazione contestuale dell’articolo.

“L’uso del termine hacienda, l’inclusione tra i casi di lusso del NER, l’introduzione che fa riferimento a fondi pubblici confluiti in proprietà sontuose, creano insieme un’impressione complessiva falsa e diffamatoria, come se il mio assistito fosse coinvolto in un caso di lusso collegato al NER e a fondi pubblici”, si legge nella lettera.

L’avvocato afferma inoltre che la tenuta residenziale di 2 ettari di Biró a Solymár “non è stata costruita né con fondi dell’Autorità per l’integrità né con altri fondi pubblici” ed “era già di proprietà, possesso e uso del mio assistito ben prima che assumesse l’incarico di presidente dell’Autorità, essendo stata costruita nel 2016–2017”.

La lettera richiede che la seguente rettifica compaia in modo prominente all’inizio dell’articolo: “Nel nostro articolo … abbiamo presentato il signor Ferenc Biró e la sua proprietà residenziale sotto il titolo ‘La hacienda del capo dell’Autorità per l’integrità Ferenc Biró’ all’interno di una raccolta descritta come casi di opulenza nella cerchia ristretta di Viktor Orbán …

Questa presentazione ha creato l’impressione falsa e fuorviante che il signor Ferenc Biró appartenga alla cerchia ristretta di Viktor Orbán, al NER o all’élite imprenditoriale alleata; e che la sua proprietà residenziale … sia stata finanziata con fondi pubblici …

Ci scusiamo con il signor Ferenc Biró per la presentazione fuorviante e per il danno arrecato alla sua reputazione e ai suoi diritti della personalità”.

Contesto e precedenti

Ferenc Biró guida l’Autorità per l’Integrità – l’organo istituito per vigilare sul corretto utilizzo dei fondi europei in Ungheria – sin dalla sua creazione. La sua proprietà è finita sotto esame nel gennaio 2025, quando Átlátszó ha rivelato che aveva omesso una tenuta di 2 ettari dalla dichiarazione patrimoniale.

All’epoca, Biró era oggetto di indagine penale per presunta appropriazione indebita di fondi pubblici e abuso d’ufficio, comprese accuse di utilizzo di risorse dell’Autorità per fini privati.

L’articolo originale di EUAlive, basato direttamente sull’inchiesta di lungo periodo di Átlátszó, collocava il caso di Biró nel più ampio contesto dei 16 anni di governo di Fidesz e documentava episodi di beni di lusso collegati a individui politicamente connessi.

Il team legale di Biró sostiene che precedenti sentenze definitive abbiano già confutato le accuse di finanziamento pubblico della sua proprietà e che l’articolo di EUAlive riproponga una “narrazione falsa”.

Una classica SLAPP?

Si tratta dell’ennesimo esempio di quelle che le organizzazioni per la libertà di stampa definiscono azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP) in Ungheria. I media indipendenti sono stati ripetutamente colpiti da costose cause per diffamazione o violazione dei diritti della personalità da parte di figure vicine al governo, spesso con l’effetto di drenare risorse limitate e produrre un effetto dissuasivo sul giornalismo investigativo.

EUAlive difende il proprio lavoro giornalistico, basato su informazioni pubblicamente disponibili e sull’attività di un partner investigativo riconosciuto. La testata ha offerto a Biró il diritto di replica in più occasioni e resta disponibile a pubblicare eventuali correzioni fattuali supportate da prove.

In quanto piccolo progetto mediatico indipendente, privo di finanziamenti statali o oligarchici, EUAlive non può sostenere richieste di tale entità senza rischi esistenziali. Difenderà con forza la propria posizione e continuerà a occuparsi di questioni di interesse pubblico in Ungheria e nella regione.

La lettera, firmata dal dott. Balázs Lohn e accompagnata da una procura di Ferenc Pál Biró, è disponibile integralmente su richiesta per le organizzazioni mediatiche verificate.

La direttiva UE anti-SLAPP (Direttiva europea 2024/1069, nota anche come “Daphne’s Law”) è entrata in vigore il 6 maggio 2024. È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 16 aprile 2024. È entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione, come avviene per la maggior parte delle Direttive europee.

Gli Stati membri devono recepirla nel diritto nazionale entro domani, 7 maggio 2026, con applicazione alle cause SLAPP transfrontaliere una volta completato il recepimento.

Il conto bancario di EUAlive è pubblicato nella homepage del sito. Le donazioni sono benvenute per coprire le spese legali.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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