I Paesi UE potrebbero discutere il 28 maggio a Limassol in merito alle linee rosse dell’Europa e gli obiettivi di un eventuale negoziato con la Russia, dopo che il tema è ritornato alla ribalta nel fine settimana a seguito delle considerazioni sulla “conclusione” della guerra in Ucraina fatte dal presidente russo Vladimir Putin, poi ricalibrate dal portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov.

Intervenendo in conferenza stampa al termine del Consiglio affari esteri a Bruxelles, l’Alta rappresentante Kaja Kallas, ha affermato che i ministri “hanno anche affrontato la questione dei negoziati di pace”, precisando che in coordinamento con l’Ucraina, l’Unione “ha sempre sostenuto i tentativi di raggiungere una pace giusta e duratura”.

Kallas ha poi osservato che, affinché l’Europa assuma un ruolo più attivo, è necessario anzitutto “concordare tra noi di cosa vogliamo parlare con la Russia e quali sono le nostre linee rosse”, e il prossimo incontro Gymnich (incontro informale dei ministri degli Esteri dei Paesi membri dell’Unione europea) sarebbe, per l’ex premier estone, “un buon luogo per avere questa discussione”.

Ucraina, UE e Kyiv respingono l’ipotesi Schröder come mediatore con Mosca

Il confronto tra i ministri degli Esteri arriva in una fase in cui Bruxelles prova a definire una posizione più strutturata sull’eventuale cornice diplomatica di un negoziato, senza però arretrare sul sostegno politico, militare e finanziario a Kyiv, che potrebbe ricevere nelle prossime settimane la prima tranche del pacchetto di aiuti finanziari da 90 miliardi di euro sbloccato lo scorso 23 aprile dopo mesi di veto ungherese.

Secondo Kallas, gli ultimi sviluppi mostrano che il quadro del conflitto non è più quello di un anno fa. “Il prestito da novanta miliardi, le perdite record di Mosca sul campo di battaglia, i profondi attacchi dell’Ucraina in Russia e la sfilata militare ridotta di Mosca: tutte queste cose dimostrano che le dinamiche della guerra stanno cambiando. L’Ucraina si trova in una posizione molto migliore rispetto a un anno fa”, ha spiegato l’Alta rappresentante, avvertendo però che “naturalmente, non c’è tempo per l’autocompiacimento”.

Per questo, nel corso del Consiglio, i ministri hanno discusso anche delle misure operative da rafforzare. Kallas ha ricordato anzitutto l’adozione di un mandato rafforzato per la missione consultiva dell’Unione europea in Ucraina, che le consentirà di “intensificare la lotta contro le minacce ibride e sostenere la reintegrazione dei veterani”. In parallelo, ha aggiunto, l’UE sta lavorando allo sviluppo di garanzie di sicurezza europee nel caso in cui si arrivasse a una tregua, incluso il rafforzamento del Centro satellitare dell’Unione, “in modo che possa sostenere il monitoraggio del cessate il fuoco, ma anche contrastare l’elusione delle sanzioni”. Il terzo fronte resta quello della pressione economica su Mosca: “stiamo elaborando sanzioni per tagliare i flussi di entrate del Cremlino”.

Una parte della discussione è stata dedicata anche all’interpretazione dei messaggi arrivati da Mosca dopo la parata del 9 maggio, in cui il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in una conferenza stampa che il conflitto starebbe “andando verso una conclusione”, ma in seguito, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha chiarito che raggiungere un accordo di pace sull’Ucraina sarà un percorso lungo e complesso.

Ucraina, UE e Kyiv respingono l’ipotesi Schröder come mediatore con Mosca

Parlando dopo la parata del Giorno della Vittoria a Mosca, Putin ha anche affermato che, qualora i colloqui con l’UE dovessero avere luogo, il suo mediatore preferito sarebbe Schröder, amico personale di lunga data e sostenitore di legami energetici più stretti tra Russia ed Europa. La proposta è stata bocciata sia da parte UE che da parte Ucraina a causa del controverso ruolo dell’ex cancelliere che dopo la politica ha assunto incarichi di alto livello in società energetiche statali russe, tra cui Nord Stream AG e il colosso petrolifero Rosneft.

Per Kallas, il linguaggio utilizzato da Putin segnala una variazione rispetto al passato, ma non ancora una disponibilità reale a trattare su basi accettabili per Kyiv e per l’Europa. “Credo che la comprensione generale sia che Putin si trovi in una posizione più debole che mai. Vediamo che sta perdendo molte vite sul campo di battaglia. C’è un crescente malcontento nella società russa”, ha osservato Kallas, ricordando che le autorità “stanno anche bloccando internet, in modo che le persone non possano accedere alle notizie reali”.

Poi, ha aggiunto, “ci sono gli attacchi in profondità condotti dall’Ucraina hanno avuto un impatto così forte”. Secondo l’Alta rappresentante, il sostegno alla guerra di Putin sta diminuendo. 2Vediamo anche che gli influencer lo esprimono sempre più spesso. Penso che tutto ciò dimostri che, in realtà, Putin non sia più così forte”, ha affermato l’Alta rappresentante. Tuttavia, ha aggiunto, “non siamo ancora al punto in cui sarebbero disposti a negoziare seriamente, perché continuano a presentare richieste massimaliste”.

Nel frattempo, Bruxelles intende accelerare anche sul percorso europeo dell’Ucraina. Kallas ha affermato che l’Unione europea punta ad aprire tutti i cluster negoziali per l’adesione di Kyiv “prima dell’estate”, precisando con una battuta che si tratta dell’estate europea, non di quella ucraina o nordica, e che “a quanto pare, l’estate europea e’ ad agosto”. L’Alta rappresentante ha presentato l’allargamento non come un gesto simbolico, ma come una scelta strategica per la sicurezza europea: “non si tratta di carita’, ma di un investimento nella nostra sicurezza”. Rivolta a Mosca, ha aggiunto che “il futuro piu’ europeo dell’Ucraina e’ piu’ importante per noi di quanto lo sia la sua distruzione”.

Sul fronte della responsabilità giuridica, Kallas ha inoltre annunciato che l’Unione europea aderirà formalmente questa settimana al Tribunale speciale per il crimine di aggressione della Russia contro l’Ucraina. La decisione rientra nel tentativo di affiancare al sostegno militare e finanziario a Kyiv anche un percorso di accountability internazionale, con l’obiettivo di perseguire le responsabilità politiche e militari dell’aggressione russa. In questo quadro, il dossier negoziale, l’avanzamento dell’adesione ucraina all’UE, le nuove sanzioni e il Tribunale speciale vengono presentati da Bruxelles come parti di una stessa strategia: aumentare il costo della guerra per Mosca e rafforzare la posizione ucraina prima di qualsiasi eventuale discussione sulla fine del conflitto.

, , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *