Secondo indiscrezioni emerse ieri (martedì 21 luglio), il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe promuovendo attivamente il presidente della FIFA Gianni Infantino come sua prima scelta per succedere ad António Guterres alla guida delle Nazioni Unite.
Secondo il New York Post, una fonte vicina a Trump ritiene che il dirigente sportivo svizzero-italiano di 56 anni sia “rispettato da tutti nel mondo” e possieda una “speciale capacità di unire le persone”. L’appoggio arriva mentre sono in corso i preparativi per la successione alla guida dell’ONU: l’attuale mandato di Guterres si concluderà alla fine del 2026 e il nuovo segretario generale dovrebbe assumere l’incarico per un mandato di cinque anni a partire dal 1° gennaio 2027.
L’interesse di Trump riflette la volontà di rimodellare le istituzioni internazionali affidandole a figure che considera capaci di favorire l’unità, dopo le sue critiche alla gestione da parte dell’ONU dei conflitti globali e la creazione di un parallelo Board of Peace guidato dagli Stati Uniti.
Infantino ha partecipato alla prima riunione del Board of Peace, indossando abiti con il marchio Trump, annunciando un impegno della FIFA da 75 milioni di dollari per la realizzazione di infrastrutture calcistiche a Gaza (tra cui campi da gioco, un’accademia e uno stadio) e formalizzando un accordo di collaborazione tra la FIFA e il Board.
La procedura di nomina del segretario generale delle Nazioni Unite prevede che il Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri, raccomandi un candidato, soggetto al veto di uno qualsiasi dei cinque membri permanenti, prima dell’approvazione da parte dell’Assemblea generale. Sebbene non sia ancora stato pubblicato un elenco ufficiale di candidati, in passato la scelta è ricaduta prevalentemente su diplomatici di carriera e leader politici con una lunga esperienza multilaterale provenienti da regioni come Europa, Africa e America Latina.
Il profilo di Infantino, alla guida dell’organo di governo del calcio mondiale dal 2016, rappresenterebbe una netta discontinuità: pur non disponendo delle tradizionali credenziali diplomatiche, può contare su una forte notorietà internazionale e su una comprovata esperienza nella gestione di grandi eventi globali. Secondo diversi osservatori, la proposta potrebbe mettere alla prova l’apertura del sistema delle Nazioni Unite verso figure non convenzionali, soprattutto alla luce dell’influenza di Trump e delle attuali tensioni geopolitiche che rendono difficile raggiungere un consenso. La notizia arriva poco dopo la conclusione dei Mondiali di calcio del 2026, durante i quali Infantino e Trump hanno collaborato a stretto contatto.
Questa iniziativa segue anni nei quali Infantino ha costruito metodicamente i propri rapporti con Trump per tutelare gli interessi della FIFA nel redditizio mercato statunitense. Tra gli episodi più significativi figurano l’affitto di uffici nella Trump Tower, la consegna a Trump del primo FIFA Peace Prize durante il sorteggio dei Mondiali nel dicembre 2025 – accompagnata da trofeo, medaglia e pubblici elogi – e l’accoglimento della richiesta del presidente statunitense di riesaminare il controverso cartellino rosso inflitto all’attaccante della nazionale americana Folarin Balogun durante il torneo.
In quest’ultimo controverso episodio, Trump ha confermato di aver telefonato direttamente a Infantino. In seguito, la commissione disciplinare della FIFA ha sospeso la squalifica di Balogun applicando una disposizione raramente utilizzata, una decisione che ha suscitato le proteste delle federazioni europee e di diversi ex dirigenti, secondo cui si è trattato di un caso di interferenza politica.
Infantino ha sempre difeso queste decisioni sostenendo di aver preservato l’indipendenza della FIFA, sottolineando al contempo i benefici reciproci, come gli introiti record e l’elevata affluenza registrata ai Mondiali. I critici, invece, ritengono che questo comportamento dimostri come Infantino abbia privilegiato l’accesso ai centri di potere rispetto ai principi di neutralità sanciti dagli statuti della FIFA, tanto che sono stati presentati esposti etici riguardanti il FIFA Peace Prize e altre iniziative analoghe.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

