Germania, Francia, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Svezia, Austria, Danimarca, Belgio e Finlandia hanno inviato una lettera all’Alta rappresentante Kaja Kallas per chiedere l’abolizione dell’unanimità nel processo decisionale dell’Unione europea nell’ambito specifico della politica estera. Tra gli 11 firmatari di oggi spicca l’assenza dell’Italia che invece aveva firmato nel maggio del 2023, per mezzo del ministro degli esteri Antonio Tajani, la lettera del Gruppo degli amici della maggioranza qualificata (gruppo composto allora da 9 Paesi) con una richiesta sostanzialmente analoga.
Le ragioni di questo voltafaccia sono facilmente comprensibili, tre anni fa Antonio Tajani aveva i numeri per imporre agli alleati di governo una mossa non del tutto aderente alla linea politica della maggioranza, ma utile al posizionamento dell’Italia nello scacchiere europeo, oggi non più. Alla luce dei nuovi equilibri politici ed in vista delle prossime elezioni nazionali il Co-fondatore e Segretario nazionale di Forza Italia nonché vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri dell’attuale governo è costretto a rinunciare alle posizioni europeiste storicamente seguite dal suo partito per uniformarsi alle istanze nazionaliste e sovraniste della coalizione con l’orizzonte limitato alle prossime elezioni politiche nazionali.

