In una bozza di documento visionata da Euractiv, Enrico Letta, nel suo atteso rapporto ai leader europei sul futuro del mercato unico dell’UE, sosterrà che il settore delle telecomunicazioni dell’UE è tra le “ragioni principali del declino della competitività dell’Europa”.
Si prevede che Letta, ex primo ministro italiano, a cui i leader europei hanno chiesto di scrivere un rapporto sullo stato del mercato unico dell’UE, pubblicherà i suoi risultati e si rivolgerà ai leader europei giovedì (18 aprile).
“C’è un urgente bisogno di recuperare e rafforzare la dimensione del mercato unico per i servizi finanziari, l’energia e le telecomunicazioni”, si legge nella bozza del rapporto, in cui si fa presente che il settore delle telecomunicazioni dell’UE è frenato dalle decisioni prese in passato.
Il “focus nazionale” nel settore “deve evolversi verso una dimensione europea” per poter competere con aziende provenienti da Stati Uniti, Cina o India, ha scritto Letta.
“L’entità della disparità è notevole”, si legge nel rapporto: un operatore europeo medio serve solo 5 milioni di abbonati rispetto ai 107 milioni degli Stati Uniti e ai 467 milioni della Cina. Anche gli investimenti nelle telecomunicazioni mostrano forti disparità con i livelli pro capite corretti per il PIL di 104 euro in Europa nel 2021 rispetto ai 260 euro del Giappone, ai 150 euro degli Stati Uniti e ai 110 euro della Cina.
Come spiega Théophane Hartmann, i maggiori operatori di telecomunicazioni europei chiedono alle autorità di regolamentazione di accettare fusioni tra società in un unico mercato nazionale, poiché ritengono che le fusioni transfrontaliere non creino dimensioni sufficienti.
Letta mette in guardia dall’imitare “modelli costantemente diversi dai nostri e che non si adattano alla realtà europea”.
Tuttavia, questo è un motivo comune utilizzato dalle società di telecomunicazioni europee che cercano di evidenziare una mancanza di economie di scala e un divario di investimenti in Europa.
La Commissione Europea ha stimato che saranno necessari 174 miliardi di euro di investimenti per raggiungere i suoi obiettivi di connettività entro il 2030.
Il rapporto spiega che identificando la dimensione europea come mercato rilevante per gli operatori di telecomunicazioni, le forze di mercato potranno consolidarsi e crescere su scala, “nel pieno rispetto dei principi, degli obiettivi e delle regole europee”.
Letta specifica che il nuovo quadro normativo dovrebbe basarsi su una “autorità centralizzata dell’UE responsabile di garantire la coerenza delle regole” del mercato unico, nonché sul coordinamento dei diversi organismi di regolamentazione. Le autorità nazionali indipendenti dovrebbero occuparsi di questioni “che per dimensioni o rilevanza rimangono nazionali”.
La Road map delineata nel rapporto prevede che entro il 2024 si faciliti la crescita e l’attrattiva degli investimenti per gli operatori europei “verso un approccio paneuropeo incentrato sul mercato unico europeo come mercato di riferimento”, mentre entro il 2025 si prefigge di eliminare gli ostacoli amministrativi e normativi, garantendo un quadro normativo unificato in tutta l’UE verso un’unica Autorità di regolamentazione e un approccio a due livelli.
Il rapporto di Letta rileva che il recente Libro bianco della Commissione si sta muovendo in una direzione favorevole.
Il Libro bianco apre la porta alla deregolamentazione del mercato, suggerendo dodici scenari per il futuro delle telecomunicazioni.
Fino al 30 giugno è aperta una consultazione pubblica che consentirà alle parti interessate di condividere le loro opinioni.
[A cura di Alessia Peretti]

