Giovedì (18 aprile) Enrico Letta dirà ai leader e ai capi di Stato dell’UE che l’Autorità europea per i mercati e la sicurezza (ESMA) dovrebbe iniziare a supervisionare le più grandi imprese del settore finanziario del blocco e a controllare la creazione di una sede paneuropea per le IPO delle piccole e medie imprese.

La bozza finale del rapporto di alto livello di Letta sul mercato unico, visionata da Euractiv, richiede “un ruolo rafforzato” dell’ESMA, in primo luogo centralizzando la supervisione degli attori più sistemici del mercato finanziario, in modo simile a quanto l’UE ha precedentemente emanato per le maggiori banche transfrontaliere.

Il rapporto afferma che il sistema “deve evolversi in modo simile al meccanismo di vigilanza unico del settore bancario, dove il Meccanismo di Vigilanza Unico della Banca Centrale Europea […] supervisiona direttamente le banche più importanti, mentre le autorità di vigilanza nazionali gestiscono quelle meno importanti”.

Aggiunge che “un’ESMA rafforzata […] potrebbe assumere maggiori responsabilità di vigilanza per i soggetti più importanti in base a criteri quali le dimensioni, le attività transfrontaliere e la loro importanza sistemica, includendo sedi di negoziazione, emittenti, gestori di attività e altri partecipanti ai mercati finanziari”.

Il passaggio a una supervisione centralizzata dei mercati segnerebbe una svolta sostanziale nella strategia dell’UE per l’approfondimento dei mercati dei capitali, dato che il suo decennale piano Capital Markets Union (CMU) ha faticato a produrre innovazioni politiche di rilievo, oltre a modificare alcuni aspetti delle legislazioni esistenti.

Come scrive Anna Brunetti, il disaccordo politico tra gli Stati membri ha infatti impedito di progredire sulle questioni più complesse. Tra questi, la supervisione del mercato si è rivelata la più controversa, con i negoziatori del Consiglio dell’UE che hanno evitato di presentare proposte per centralizzare esplicitamente la supervisione, concentrandosi invece sulla convergenza e sull’armonizzazione.

Ciò è dovuto principalmente al fatto che i Paesi temono un indebolimento del loro potere nazionale: un diplomatico dell’UE ha dichiarato a Euractiv che finora 12 Stati membri hanno sollevato obiezioni, tra cui la Germania, che teme che la Francia sia favorita, in quanto ospita l’ESMA a Parigi.

“Per quanto riguarda la vigilanza, alcuni temono che l’autorità di vigilanza sia controllata dalla Francia”, ha commentato il diplomatico UE.

Un approccio graduale e basato sul rischio: Prima i mercati azionari

Che Letta non si tirasse indietro di fronte a proposte più audaci era già emerso dall’introduzione trapelata del suo documento – riportata da Euractiv lunedì (15 aprile).

Tuttavia, l’ex primo ministro italiano propone un approccio sfumato all’integrazione del quadro di vigilanza del blocco che potrebbe ottenere un consenso più ampio quando lo presenterà al Consiglio speciale sulla competitività dell’UE di giovedì.

“Stabilire un’unica autorità di vigilanza centralizzata nell’UE in questa fase potrebbe essere prematuro e potrebbe trascurare i vantaggi della vicinanza ai diversi mercati finanziari ed economie locali all’interno dell’UE”.

Il “graduale rafforzamento dei poteri di vigilanza diretta dell’ESMA” potrebbe invece avvenire attraverso due strade diverse.

Una, dice Letta, è quella di spostare la vigilanza solo “sui mercati più integrati o sugli operatori di mercato più significativi […], in particolare quando la vigilanza si dimostra più efficace a livello sovranazionale, come nel caso dei mercati azionari”.

In un secondo scenario, la Commissione europea potrebbe “valutare l’integrazione del mercato per ogni direttiva o regolamento […] per individuare i punti in cui l’efficienza della vigilanza è più vantaggiosa”, si legge nel rapporto, “e suggerisce un passaggio di consegne all’ESMA basato sui dati ogni volta che” queste leggi vengono sottoposte a revisione.

Al contrario, dove l’integrazione del mercato è meno pronunciata, le pratiche armonizzate e il riconoscimento reciproco tra le autorità di vigilanza nazionali “dovrebbero essere sufficienti a garantire l’efficienza”.

“Tale trasferimento di poteri – si legge nel rapporto – solleva la questione dell’adeguatezza della governance e dei processi decisionali dell’ESMA”: l’aumento della sua supervisione diretta deve avvenire anche con un cambiamento nel sistema di governance.

Attualmente, il consiglio delle autorità di vigilanza e il consiglio di amministrazione sono composti da autorità nazionali competenti, oltre al presidente e ad alcuni membri senza diritto di voto. Una composizione che secondo Letta “non garantisce necessariamente l’efficienza delle decisioni dell’ESMA o assicura il necessario grado di indipendenza, in quanto incorpora gli interessi delle autorità nazionali”.

Secondo la roadmap proposta da Letta, entro il 2026 si punterebbe quindi a una supervisione coesa e completa dei mercati finanziari adattando un modello simile al meccanismo di vigilanza del settore bancario, in cui una rafforzata ESMA, in collaborazione con le autorità nazionali competenti, potrebbe assumere maggiori responsabilità di vigilanza per le principali entità.

Rapporto sul mercato unico dell’UE: Letta consiglia l’integrazione del settore delle telecomunicazioni

Una “fuga” dalle IPO in tutta l’UE per le PMI

Un’altra proposta avanzata da Letta prevede che l’ESMA gestisca l’istituzione di un quadro normativo per un “punto di accesso alle IPO” a livello UE, concepito esclusivamente per le piccole e medie imprese (PMI), ossia una sede di quotazione specializzata per le PMI che faciliti la loro prima incursione nei mercati dei capitali.

In questa sede di IPO ad hoc, alle PMI verrebbero concessi requisiti di quotazione semplificati “proporzionati alla loro età, dimensione e struttura proprietaria” prima di passare alla borsa dell’UE prescelta, si legge nel rapporto.

In questo scenario, le borse sarebbero chiamate a collaborare per “mettere in comune i loro segmenti di piccole e medie dimensioni” e l’ESMA supervisionerebbe la loro “joint venture”.

[A cura di Alessia Peretti]

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