Nel corso del prossimo mese potrebbero riprendere i negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina. Secondo le ultime dichiarazioni di Vladimir Putin, gli sforzi diplomatici potrebbero andare oltre i confini del conflitto bilaterale e affrontare questioni sistemiche legate alla sicurezza dell’intero continente.

In un’intervista alla televisione russa “Vesti”, il presidente russo ha fatto riferimento al recente incontro con Steve Witkoff, inviato del presidente degli Stati Uniti. La mediazione americana, sospesa a febbraio a causa delle tensioni in Medio Oriente, starebbe ora acquistando nuovo slancio. Putin ha sottolineato che un eventuale accordo non dovrebbe limitarsi agli accordi tra Kyiv e Mosca.

“L’inviato Witkoff ha sottolineato inoltre che la portata delle discussioni dovrebbe essere ampliata fino a comprendere l’architettura generale della sicurezza europea e sono d’accordo con lui. Vediamo come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni”, ha dichiarato il leader russo.

Come ha aggiunto, l’obiettivo del Cremlino non sarebbe quello di congelare temporaneamente il conflitto. “L’obiettivo di questi colloqui sarà garantire la sicurezza dell’Ucraina e della Russia dopo la conclusione degli accordi di pace, nella loro forma definitiva, e non attraverso un cessate il fuoco temporaneo per un breve periodo”, ha sottolineato Putin.

Il ritorno al tema dell’architettura europea della sicurezza richiama direttamente le richieste avanzate dalla Russia nei confronti dell’Occidente alla fine del 2021, poco prima dell’invasione. All’epoca, Mosca chiedeva a Stati Uniti e NATO garanzie sul mancato allargamento dell’Alleanza verso est. Questa volta, tuttavia, il presidente russo non ha formulato pubblicamente condizioni negoziali.

La posizione dell’Ucraina

Anche Kyiv segnala apertura verso una soluzione diplomatica. Il presidente Volodymyr Zelensky, che ha incontrato Witkoff in Norvegia, ha dichiarato che i negoziati potrebbero iniziare già all’inizio del prossimo mese.

“Sosteniamo tutte le proposte relative a un cessate il fuoco e alla fine della guerra, a un cessate il fuoco nel settore energetico e alle iniziative umanitarie”, ha affermato il presidente ucraino.

Nonostante la volontà dichiarata da entrambe le parti di tornare al tavolo negoziale, la questione dei confini rimane un ostacolo fondamentale. Mosca chiede il riconoscimento del proprio controllo sull’intero Donbas.

Nel suo ultimo intervento, Putin ha nuovamente sostenuto che si tratti di “terre storicamente russe”, facendo riferimento ai referendum organizzati pochi mesi dopo l’inizio dell’invasione. Le consultazioni sono state ampiamente respinte dalla comunità internazionale e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite le ha dichiarate prive di validità giuridica.

L’amministrazione di Kyiv, dal canto suo, ribadisce che non rinuncerà alla propria sovranità territoriale e respinge la possibilità di cedere territori che si trovano attualmente sotto il controllo ucraino.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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