La questione cipriota torna al centro dell’agenda europea. Oggi il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, nominato rappresentante speciale per Cipro, Raffaele Fitto, ha incontrato sull’isola il presidente Nikos Christodoulides e il leader turco-cipriota, Tufan Erhürman con l’obiettivo di rafforzare il contributo dell’Unione europea al processo negoziale guidato dalle Nazioni Unite.

Il commissario europeo, il cui lavoro si svolge in coordinamento con l’inviata personale del Segretario generale dell’ONU, María Ángela Holguín, ha svolto due incontri separati. Per rilanciare il dialogo tra le parti dopo anni di stallo, ha dichiarato Fitto, serve “prima di tutto, ascoltare”.

Dopo il fallimento dei colloqui di Crans-Montana nel 2017, il dossier tra Cipro e Turchia era rimasto sostanzialmente congelato. Negli ultimi mesi, tuttavia, le Nazioni Unite hanno intensificato i contatti con Grecia, Turchia e Regno Unito, mentre Bruxelles ha deciso di assumere un ruolo più visibile, nonostante le tradizionali riserve di Ankara nei confronti di un coinvolgimento diretto dell’Unione.

Sul tavolo vi è anche il delicato intreccio tra la questione cipriota e le relazioni tra Unione europea e Turchia, Paese la cui candidatura all’adesione era stata sospesa dal Parlamento europeo nel 2019 e ancora oggi resta un tema caldo. Il governo di Nicosia sostiene che un miglioramento dei rapporti con Ankara potrebbe essere incentivato attraverso alcuni dossier europei, tra cui l’aggiornamento dell’unione doganale, la liberalizzazione dei visti e un eventuale accesso della Turchia allo strumento europeo SAFE per il finanziamento dell’industria della difesa.

L’idea è quella di utilizzare questi strumenti come leva per favorire progressi nel negoziato sull’isola, ma l’operazione resta complessa. La Turchia dovrebbe innanzitutto adempiere agli obblighi derivanti dal Protocollo di Ankara, per cui dovrebbe applicare l’unione doganale anche nei confronti di Cipro, mentre qualsiasi apertura europea richiederebbe un mandato del Consiglio e, su alcuni aspetti, l’unanimità degli Stati membri.

Inoltre, dal lato turco-cipriota permane ancora diffidenza nei confronti dell’Unione europea. Erhürman non vede ancora Bruxelles come partner terzo che possa sedere a un tavolo delle trattative, ma ha comunque chiesto un rafforzamento delle misure di fiducia tra l’Unione e la comunità turca dell’isola. Tra le priorità figurano l’attuazione del Regolamento sulla Linea Verde, fascia cuscinetto tra le due comunità dell’isola, il rilancio del Regolamento sul commercio diretto e la soluzione delle questioni legate alla cittadinanza dei figli di matrimoni misti.

Dietro il rinnovato interesse internazionale per Cipro vi sono anche considerazioni di carattere strategico. L’irrisolta divisione dell’isola continua infatti a ostacolare la cooperazione tra Unione europea e NATO. Da un lato, la Turchia blocca una piena collaborazione tra l’Alleanza e la Repubblica di Cipro, dall’altro, Nicosia impedisce la partecipazione di Ankara ad alcuni strumenti europei per la difesa, tra cui SAFE e PESCO. Con la guerra in Ucraina e il rafforzamento della dimensione europea della sicurezza, oltre che con la crisi in Iran, geograficamente vicina all’isola, la rimozione di questi ostacoli è diventata una priorità per l’Unione europea e i suoi Stati membri.

A ciò si aggiunge il crescente peso del Mediterraneo orientale negli equilibri regionali. Negli ultimi anni la Repubblica di Cipro ha rafforzato la cooperazione con Israele, mentre la Turchia continua a consolidare la propria presenza nell’area. Il rischio che l’isola diventi un ulteriore terreno di competizione strategica tra Ankara e Tel Aviv rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per Bruxelles.

Fitto non è a Cipro solo per garantire supporto politico alla presidenza della Repubblica e cercare di aprire un dialogo con la comunità turca. Nella giornata di oggi, infatti, il commissario supervisionerà anche l’Unità di sostegno alla soluzione cipriota, responsabile dell’assistenza tecnica al processo di pace, della gestione degli aiuti europei destinati alla comunità turco-cipriota e dell’attuazione del Regolamento della Linea Verde.

Nelle prossime settimane proseguiranno i lavori preparatori in vista di un possibile negoziato. Il Segretario generale dell’ONU António Guterres punta a convocare Repubblica di Cipro, comunità turca, Grecia, Turchia e Regno Unito attorno a un tavolo, che con l’aggiunta delle Nazioni Unite prenderebbe il nome di “formato 5+1” per verificare l’esistenza di margini concreti per la ripresa dei negoziati.

In questo contesto, la missione di Fitto rappresenta il primo banco di prova della nuova strategia europea: sostenere il processo ONU facendo leva sul peso politico ed economico dell’Unione nelle relazioni con la Turchia, senza sostituirsi al negoziato ma cercando di creare le condizioni per il suo rilancio e, possibilmente, occupare un ruolo nei negoziati. Magari con un “formato 5+2”.

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