Il presidente russo Vladimir Putin sta respingendo gli appelli a negoziare la pace con Kyiv, secondo quanto riferito a Reuters da tre fonti vicine al Cremlino, e i recenti attacchi con droni dell’Ucraina contro le raffinerie petrolifere e i porti russi avrebbero rafforzato la sua determinazione a continuare a combattere, almeno per ora.

Due delle fonti, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno affermato che Putin sarebbe invece orientato a intensificare il conflitto, ormai entrato nel suo quinto anno. Una di queste, che incontra regolarmente il presidente russo, ha descritto come “alta” la probabilità di un’escalation nei prossimi mesi.

Le dichiarazioni arrivano dopo che lunedì (6 luglio) il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Putin voleva porre fine alla guerra e che una soluzione era “più vicina di quanto la gente pensi”.

Trump ha avuto la scorsa settimana colloqui telefonici separati con Putin e con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Ha poi incontrato Zelensky al vertice della NATO di mercoledì, dove il presidente ucraino ha dichiarato di aver discusso “idee per avvicinare la pace”. La Casa Bianca non ha risposto alle richieste di commento.

Una delle persone a conoscenza del pensiero di Putin ha affermato che il presidente russo ha “puntato i piedi” per raggiungere l’obiettivo principale di conquistare il resto della regione ucraina orientale del Donbas, dove l’avanzata russa ha subito un rallentamento quest’anno.

La stessa fonte ha dichiarato che Putin ha recentemente rimproverato un gruppo di consiglieri che proponeva un compromesso basato su un cessate il fuoco lungo le attuali linee del fronte. Una seconda persona ha detto che Putin ritiene che la Russia conquisterà presto il Donbas.

Il presidente russo ha respinto pubblicamente, a giugno, la richiesta di Zelenskyj per un incontro e un cessate il fuoco. “La Russia è pronta a una soluzione pacifica, ma dispone di capacità sufficienti per agire autonomamente e continuare l’operazione militare speciale”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov in risposta a una richiesta di commento su questa ricostruzione.

In risposta a una richiesta di commento rivolta all’ufficio di Zelensky, un alto funzionario ucraino ha affermato che i rapporti dell’intelligence di Kyiv degli ultimi mesi indicano che Putin si starebbe preparando a ulteriori passi nella guerra piuttosto che alla pace, compresi nuovi attacchi in Ucraina o un possibile attacco contro un altro Paese europeo.

Alcuni analisti militari occidentali ritengono che la Russia avrebbe bisogno di introdurre una mobilitazione obbligatoria degli uomini in età da combattimento per raggiungere l’obiettivo di conquistare il Donbas. La coscrizione è una misura politicamente impopolare che Putin è stato riluttante ad adottare fin dalle prime fasi della guerra.

Esperti militari russi hanno discusso sempre più apertamente di un’escalation, compresa la possibilità di colpire obiettivi europei come basi NATO nei Paesi baltici.

Un simile passo comporterebbe il rischio di trascinare la Russia in uno scontro diretto con l’alleanza guidata dagli Stati Uniti, mettendo alla prova l’impegno della NATO secondo cui un attacco a un Paese membro equivale a un attacco contro tutti.

Secondo Jack Watling del Royal United Services Institute (RUSI), un centro studi londinese sulla difesa e sicurezza, la Russia potrebbe cercare di creare tensioni interne alla NATO attraverso attacchi isolati, paragonabili al recente attacco con droni russi in Romania.

“I russi non puntano a una guerra con la NATO. Ma potrebbe essere uno strumento per dividere l’Alleanza sulla risposta da adottare”, ha affermato Watling. Ha aggiunto che l’aumento delle tensioni con la NATO potrebbe aiutare Putin a trovare una giustificazione politica interna per introdurre la coscrizione militare.

L’aumento dei costi della guerra

I ripetuti attacchi contro raffinerie petrolifere, porti e depositi di carburante in Russia e nei territori ucraini occupati dalla Russia hanno provocato gravi carenze di carburante, portando gli effetti della guerra direttamente nella vita quotidiana di milioni di russi. Secondo un sondaggio, il consenso verso Putin resta elevato, ma recentemente ha raggiunto il livello più basso dall’inizio della guerra nel 2022.

Gli alleati dell’Ucraina hanno colto quello che definiscono un cambio di ritmo nel conflitto. Alcuni chiedono nuove sanzioni economiche per costringere Putin a porre fine alla guerra.

Tuttavia, secondo la persona che incontra regolarmente Putin, i recenti successi dell’Ucraina hanno reso il presidente russo più arrabbiato e più determinato a dare una risposta dura.

Le forze russe hanno lanciato nell’ultima settimana due grandi attacchi con droni e missili contro l’Ucraina, compresa la capitale Kyiv, causando la morte di decine di civili. Mosca ha dichiarato che gli attacchi avevano colpito obiettivi militari.

Parlando ai generali la scorsa settimana in dichiarazioni trasmesse dalla televisione, Putin ha affermato che gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche significavano che la Russia avrebbe cercato di conquistare ulteriore territorio ucraino lungo il confine, oltre il Donbas, creando una “zona di sicurezza”.

Un ex funzionario del ministero della Difesa russo, Andrei Ilnitsky, ha scritto in un editoriale pubblicato il 29 giugno sul quotidiano Kommersant che l’escalation del conflitto potrebbe iniziare con la distruzione di 30 grandi siti industriali ucraini, tra cui un’acciaieria e il porto di Odessa.

La Russia ha già provocato danni estesi alle imprese commerciali e ai porti in tutta l’Ucraina. Anche produzione ed esportazioni sono state colpite dai ripetuti attacchi russi alle infrastrutture energetiche.

Ilnitsky ha aggiunto che la fase successiva potrebbe comprendere attacchi contro basi NATO nei Paesi baltici e in Romania, oltre che contro strutture dell’Unione europea che producono droni e missili a lungo raggio destinati all’Ucraina.

Interpellato sull’articolo di Ilnitsky, il portavoce del Cremlino Peskov ha dichiarato questa settimana ai giornalisti che la Russia deve rafforzare la propria sicurezza e non può “chiudere gli occhi” davanti alla militarizzazione dell’Europa.

Una guerra di logoramento nel Donbas

Il dibattito sull’escalation russa arriva mentre i progressi più lenti sul campo di battaglia hanno aumentato la possibilità che per conquistare il Donbas siano necessari molto tempo e numerose perdite.

Ad oggi, secondo una recente stima del Center for Strategic & International Studies, circa due milioni di soldati sarebbero stati uccisi, feriti o risultano dispersi dall’inizio dell’invasione su larga scala nel 2022; di questi, 1,4 milioni sarebbero russi. Nessuna delle due parti diffonde dati ufficiali sulle perdite militari.

Le truppe russe hanno avuto difficoltà ad avanzare quest’anno lungo la linea del fronte lunga 1.200 chilometri, mentre i droni ucraini contrastano il vantaggio numerico della Russia in termini di soldati. Nelle ultime settimane, la Russia ha avanzato lentamente verso la città orientale di Kostiantynivka, una delle località della cosiddetta “cintura fortificata” ucraina, una linea difensiva fondamentale nella regione di Donetsk.

Il 3 luglio Putin ha dichiarato che le forze russe avevano conquistato Kostiantynivka. L’Ucraina ha negato la notizia. Il giorno successivo, durante una telefonata con Trump, Putin avrebbe cercato di convincerlo che la Russia avrebbe conquistato il restante quinto della regione di Donetsk, nel Donbas, ancora sotto controllo ucraino.

Secondo la fonte che incontra regolarmente Putin, il presidente russo considera il controllo della regione una questione di principio, affermando che Putin “ha bisogno di una qualche forma di vittoria”.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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