Nel giorno dell’Unità nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita a non considerare i valori fondanti della Repubblica come acquisiti. “Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile”, afferma, esortando a “custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace”.

La celebrazione si è svolta all’Altare della Patria, con la deposizione di una corona d’alloro al Milite ignoto. Presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Nel messaggio diffuso per la ricorrenza, Mattarella lega il 17 marzo 1861 al percorso che ha portato alla nascita dell’Italia contemporanea. L’Unità nazionale rappresenta “il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile” del Risorgimento, poi “solennemente riaffermati nella lotta di Liberazione”, che ha consentito al Paese di “riconquistare con la propria unità la propria libertà”.

Il Capo dello Stato insiste sul significato attuale della ricorrenza. La Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera “richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace”. Valori che, sottolinea, “trovano la loro più alta e compiuta espressione nella Costituzione”, definita “autentico presidio dei diritti e delle responsabilità”.

L’unità, aggiunge, non è solo un assetto istituzionale. “È un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese”. Anche i simboli repubblicani, dalla Carta al Tricolore, rappresentano “una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche”.

Uno dei passaggi centrali riguarda le nuove generazioni. “È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni”, osserva Mattarella, sottolineando che le istituzioni devono offrire “orientamento, fiducia e responsabilità” in un contesto segnato da trasformazioni profonde.

Il riferimento al quadro internazionale è esplicito. In un contesto di “tensioni, conflitti e dinamiche di contrapposizione”, i principi della Repubblica e quelli della Carta delle Nazioni Unite restano “saldo punto di riferimento”.

Da qui l’invito finale, che assume anche una valenza politica più ampia. Libertà, giustizia e pace devono continuare a guidare “l’azione delle istituzioni e della società” per una convivenza “pacifica, solidale e autenticamente democratica”, in Italia e nella comunità internazionale.

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