Alla conferenza europea organizzata dai più importanti quotidiani tedeschi, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha lanciato un messaggio netto: l’Europa deve accelerare, superare l’immobilismo e tornare a essere protagonista del proprio futuro.
“I piccoli passi non sono più sufficienti”, ha dichiarato Metsola, sottolineando come l’Unione sia chiamata a muoversi rapidamente per dimostrare che il suo modello di società è ancora in grado di influenzare il mondo.
“Il nostro modello deve dare risposte a persone, famiglie e industrie, altrimenti (l’Unione europea) non sarà più la risposta naturale per le prossime generazioni di europei”, ha avvertito, segnalando il rischio di un ritorno a forze politiche che offrono “risposte false”.
Nel suo intervento, Metsola ha criticato l’atteggiamento difensivo delle istituzioni europee negli ultimi anni.
“Non dobbiamo più tirarci indietro, ma affrontare il confronto e guidarlo. Siamo rimasti in silenzio invece di contrastare certe narrazioni”, ha affermato, indicando la necessità di una leadership più assertiva.
Al centro del discorso della presidente l’invito a “andare oltre lo status quo”, anche attraverso nuove forme di integrazione differenziata. Come già avvenuto con euro e Schengen, “chi è pronto deve andare avanti”, ha detto, lasciando intendere che l’unanimità a 27 non può più essere un vincolo invalicabile, soprattutto su dossier strategici.
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Tra questi, la difesa comune.
Metsola ha richiamato i dati sulla frammentazione militare europea – 178 sistemi d’arma differenti – riprendendo le recenti preoccupazioni espresse ieri dal commissario alla difesa Andrius Kubilius.
Un’inefficienza che, in un contesto geopolitico instabile, l’Unione non può più permettersi.
“L’Europa non è un museo, né una reliquia della storia. È sempre stata un progetto per plasmare il futuro” ha concluso Metsola.

